Senza scelta

Viadotto A12, la Regione: “Cantiere nel fine-settimana, ma domenica pomeriggio tratto aperto”

L'assessore: "Non ci sono alternative, dobbiamo derogare al piano di alleggerimento dei cantieri"

Viadotto Ragone

Liguria. “Attendiamo una decisione da parte del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile sul progetto di Aspi che prevede di intervenire sul viadotto da domani fino a domenica mattina, riaprendo alla piena viabilità già nel pomeriggio del 16″. A dirlo è stato l’assessore regionale alle infrastrutture Giacomo Giampedrone dopo l’incontro con Autostrade e i Comuni interessati. Invece, il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile si confronterà con i tecnici di Autostrade alle 18.

La Regione, infatti, ha dato il via libera a mantenere un cantiere anche nel weekend pur di riaprire subito al traffico pesante il viadotto Valle Ragone sulla A12, da ieri sottoposto a limitazioni dopo le ispezioni tecniche. Se il Mims approva il progetto presentato da Aspi, nella notte avverrà l’approvigionamento dei materiali e domani mattina partiranno i lavori.

Il cantiere dovrebbe comportare solo una riduzione di carreggiata a una corsia in entrambe le direzioni, senza necessità di chiudere il viadotto, fermo restando il divieto di transito ai mezzi pesanti, per poi concludersi domenica mattina in modo da liberare completamente il viadotto in vista del rientro dalla riviera alla fine del weekend. In caso di sospensione dei lavori nel fine settimana i disagi si prolungherebbero fino a martedì.

“Dal nostro punto di vista, siamo disposti a derogare al piano di alleggerimento dei cantieri sulle autostrade liguri per i fine settimana – spiega Giampedrone in una nota -. Riteniamo che un eventuale disagio in autostrada causato dalla presenza anche nella giornata di sabato del cantiere possa essere tollerato in vista della prospettiva di uscire dall’emergenza sulla viabilità ordinaria nei due comuni, anche in relazione al fatto che nelle giornate di sabato e domenica il traffico pesante sia notevolmente ridotto rispetto ai giorni feriali, o assente”.

“Vogliamo comunque ribadire – conclude – la necessità di rendere gratuito il tratto tra Sestri Levante e Lavagna in entrambe le direzioni per permettere al traffico leggero di utilizzare maggiormente l’autostrada e alleggerire così la viabilità ordinaria”.

Serve un orizzonte temporale chiaro sulla durata di questa interdizione – dicono il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore Giampedrone -. Se l’orizzonte temporale di questa chiusura ai mezzi pesanti dovesse essere di più giorni è impensabile lasciare i sindaci da soli a gestire una situazione complicatissima, aggravata dal fatto che molti di questi mezzi sbagliano nell’imboccare il percorso alternativo e si ritrovano nella viabilità cittadina, appesantendola in maniera intollerabile. Si tratta poi di situazioni che possono anche causare pericoli per l’incolumità delle persone.

I COMMENTI

La situazione sul viadotto Valle Ragone tra Sestri Levanti e Lavagna ha sollevato polemiche e commenti. A intervenire sul tema, tra gli altri, è stato il consigliere regionale Angelo Vaccarezza entra nella discussione considerando nella sua riflessione anche gli incidenti che hanno paralizzato la viabilità ieri e oggi in provincia di Savona: “Abbiamo vissuto un’altra settimana di passione, veniamo da una giornata in coda a causa di un incidente verificatosi su una autostrada non più adeguata. Probabilmente sulla strada ci sono persone meno preparate di prima, ma indubbiamente scontiamo anni di mancate manutenzioni fatte ora tutte assieme”.

“Non mi permetto di dire quale debba essere la nuova pianificazione, ma ci vuole più rispetto per chi l’autostrada deve utilizzarla; ci vuole più rispetto nelle scelte: quando si chiude un casello, si può immaginare di chiuderlo per un tempo limitato o con un disagio dall’impatto limitato. Soprattutto, che si agisca sul costo – conclude il consigliere di Cambiamo – non si può pagare a prezzo pieno un servizio che non vale nemmeno la metà”.

Al coordinatore regionale di Cambiamo fa eco il gruppo in consiglio regionale: “La domanda che sorge spontanea è quella di chiedersi che cosa abbia fatto Aspi fino ad ora e di cosa si siano occupati fino ad oggi i funzionari del Mims, anziché avere come priorità fondamentale la ripartenza di una regione come la Liguria che negli ultimi anni sta pagando a caro prezzo la mancanza di scelte da parte di chi sarebbe chiamato a prenderle”.

“I cittadini liguri pagano tasse e pedaggi autostradali come tutti gli italiani – conclude il gruppo consiliare arancione – e hanno il diritto di muoversi liberamente e cercare di ripartire, alla pari del resto del Paese. Al Ministero e ad Autostrade spetta il compito di fornire le soluzioni adeguate per consentirci di muoverci in libertà e sicurezza. Il nostro territorio ha già vissuto l’enorme tragedia del crollo del Ponte Morandi e non vuole più vivere situazioni di disagio e incertezza, ma pretende di poter andare avanti sulla base di provvedimenti sicuri e concreti”.

La deputata di Cambiamo Manuela Gagliardi aggiunge: “Il ministero deve riferire immediatamente e in maniera dettagliata sul calendario dei controlli chiarendo, una volta per tutte, il piano per lo svolgimento degli interventi. Bisogna accelerare le verifiche che permettano ai cittadini e agli imprenditori liguri, ma anche a tutti gli utenti di passaggio soprattutto in vista della stagione estiva, di poter di percorrere in sicurezza le nostre autostrade senza che questo abbia effetti negativi per l’economia e l’immagine della Liguria. E’ una questione di rispetto”.

Non è mancato l’intervento da parte delle minoranze in consiglio regionale da parte del Partito Democratico, di Linea Condivisa e del Movimento Cinque Stelle. “Proporremo una commissione d’inchiesta che diventi la sede principale di confronto sullo stato delle infrastrutture in Liguria – dichiara il capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale Luca Garibaldi -. Serve un quadro aggiornato della situazione sul territorio ligure, cosa che non si può ottenere in un contesto in cui si fa uno scaricabarile continuo di responsabilità. Noi proporremo fin dal prossimo consiglio la creazione di una commissione ad hoc e chiediamo alle forze di maggioranza di attivarla perché abbiamo bisogno di una sede permanente per gestire questa situazione”.

“La situazione del traffico tra Sestri e Chiavari è insostenibile – conclude Garibaldi – così come in molte altre tratte della Liguria. Vanno messe in campo azioni straordinarie per garantire le attività turistiche e commerciali, la sospensione del traffico pesante nel periodo festivo e un supporto regionale alla gestione del traffico nei singoli comuni, alla luce del fatto che lavori e cantieri sono destinati a non risolversi a breve”.

La proposta di Garibaldi lascia perplessi i rappresentanti di Cambiamo in Regione: “Abbiamo letto con sgomento le dichiarazioni del Capo Ispettore del Ministero delle Infrastrutture, Placido Migliorino, e con lo stesso sgomento abbiamo avuto modo di apprendere anche il pensiero (totalmente non richiesto) del capogruppo del Pd in consiglio regionale, Luca Garibaldi. Sostenere che il meccanismo dei tavoli di confronto tra enti locali e Governo non funzioni è la scoperta dell’acqua calda, ma la colpa, ovviamente, non è di Regione Liguria che, dal crollo del Ponte Morandi in poi, ha cercato con ogni mezzo di risolvere, per quanto di competenza, i problemi legati alla viabilità sul nostro territorio”.

“La realtà è che è troppo facile invocare la costituzione di una fantomatica ‘commissione d’inchiesta permanente sullo stato delle Infrastrutture della Regione’, come Garibaldi si auspica, ma onestamente basterebbe che il Mit e Aspi ascoltassero i ripetuti allarmi che, a più riprese, il nostro territorio ha inviato per far emergere un problema che ad oggi rimane inascoltato e sta facendo precipitare la nostra Regione. Anziché blaterare di ‘azioni straordinarie’, invitiamo Garibaldi a lavorare nel suo ruolo per fare sì che la Liguria venga ascoltata nelle sedi opportune”.

“Dal canto suo bene ha fatto il presidente Giovanni Toti a scrivere direttamente al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Enrico Giovannini, nonostante la gestione della rete autostradale non sia in assoluto una diretta competenza di Regione Liguria – concludono i consiglieri di Cambiamo – per chiedere soluzioni accettabili che consentano di rilanciare la mobilità sul nostro territorio senza penalizzare i cittadini liguri che , come tutti gli altri, pagano le tasse e hanno il diritto di potersi muovere per la regione in sicurezza e senza dover affrontare code chilometriche. Abbiamo già chiesto in più di un’occasione provvedimenti sicuri e concreti per il bene della nostra regione e per questo obiettivo continueremo a essere in prima linea, senza arretrare mai di un passo”.

“Aspi dovrà rispondere delle criticità – dichiara il consigliere regionale pentastellato Fabio Tosi -. In merito, questa mattina, ho mandato una richiesta di convocazione delle parti interessate nella Commissione regionale competente. Il Consiglio regionale deve essere informato su tutta la situazione delle tratte autostradali liguri: non è accettabile che una qualsivoglia criticità, anche la più piccola, emerga solo dopo un’ispezione del Mims”.

“Le soluzioni purtroppo sono poche, certamente sono dolorose ma sono anche necessarie per svariate ragioni. Dopo mesi di sacrifici a causa della pandemia, non ci si può permettere di perdere anche un solo weekend dell’imminente stagione estiva. Difficile purtroppo trovare ora una soluzione che metta al riparo i residenti dei due comuni quando questi, dal lunedì al venerdì, saranno costretti a vivere sulla propria pelle una situazione insostenibile. A meno che non si voglia obbligare i mezzi pesanti a deviare il percorso sull’A15 e quindi su A1, A21, A7. Ma comprendiamo bene quanto questa soluzione si traduca in costi altissimi per le aziende e gli operatori dei trasporti”.

“Presenterò inoltre una mozione per chiedere alla Giunta regionale di impegnarsi presso il Governo affinché agli operatori del commercio e del turismo vengano riconosciuti degli indennizzi a carico di Aspi per i disagi causati a seguito della chiusura del tratto dell’A12 ai Tir. Chiederò altresì la sospensione totale del pagamento del pedaggio autostradale tra i caselli di Rapallo e Sestri Levante, e viceversa. Infine, in virtù del fatto che i mezzi pesanti superiori alle 35 tonnellate transiteranno per le vie cittadine dei comuni di Lavagna e Sestri Levante e in un tratto dell’Aurelia, in caso di danni ai relativi manti stradali, chiederò che il rifacimento di questi sia a carico dei Autostrade per l’Italia”, conclude Tosi.

Le autostrade della Liguria si scoprono ogni giorno che passa sempre più fragili e ultima, ma solo in ordine di tempo, la chiusura del viadotto Valle Ragone in A12, avvenuta ieri pomeriggio. Il presidente della Liguria Giovanni Toti ha dichiarato in questo ore che “chiudere tutto per lavarsi la coscienza non è tollerabile”.

“Le affermazione di Toti sono sconcertanti – dichiara il capogruppo di Linea condivisa Gianni Pastorino – , dopo la sua scarsa capacità di relazionarsi con Aspi circa la manutenzione delle nostre autostrade, il presidente cosa vuole? Che anche sui viadotti considerati pericolosi continuino a viaggiare i mezzi pesanti? Comprendiamo perfettamente il disagio degli automobilisti e del comparto economico ma il presidente Toti doveva farsi interprete di queste esigenze”.

Marco Campomenosi, europarlamentare ligure, capo delegazione Lega al Parlamento Europeo: “Ancora un viadotto chiuso al traffico dei mezzi pesanti, ancora disagi, problematiche e disservizi a utenti, cittadini e imprese della Liguria, con innumerevoli ricadute negative sull’economia di un territorio già in difficoltà per la pandemia. A circa tre anni dal crollo del Ponte Morandi, quanto sta accadendo in A12 è molto grave e non può lasciarci indifferenti”.

“È necessario che vengano immediatamente individuate le responsabilità e fatte le opportune verifiche sulle mancate manutenzioni sulla sicurezza delle tratte autostradali, e oggi è più che mai fondamentale e urgente che l’Ue risponda alla nostra interrogazione per fare chiarezza sulla legittimità della remunerazione che i soci di Atlantia hanno ricevuto in questi anni e sugli effetti negativi che una possibile contrazione dei costi di ASPI potrebbe aver causato agli interventi manutentivi dei tratti autostradali in concessione. La Liguria non tollera più situazioni di questo tipo e anche Bruxelles deve darci risposte: se qualcuno negli anni ha fatto sì di ottenere più dividendi, oltre quanto stabilito ragionevole dalla Corte di Giustizia Ue e a scapito degli interventi di manutenzione, è giusto che paghi”.

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