Vaccino Covid, un lettore: "Noi 60enni abbiamo paura di Astrazeneca e Johnson, la Regione ci ascolti" - IVG.it

Lettera al direttore

Lettere

Vaccino Covid, un lettore: “Noi 60enni abbiamo paura di Astrazeneca e Johnson, la Regione ci ascolti”

"Non vaccinarsi è pericoloso per sé e per gli altri quindi va fatto, farlo tutti nel minor rischio di reazioni avverse (per quanto rare) sarebbe meglio"

vaccino covid coronavirus fiala

Savona. Ho 68 anni, rientro quindi in quella fascia di età (60/69) recepita e segnalata particolarmente restia a vaccinarsi, ma forse non è del tutto esatto, forse si tratta “solo” di sperare di potersi vaccinare al meglio, aRNA (Pfizer o Moderna) evitando Astrazeneca e Johnson date le reazioni ormai riconosciute, seppur rare.

Credo sia comprensibile che, vicini all’età di 70 anni, si possa essere più timorosi, deboli, insicuri, quanto meno alcuni. E’ un’età in cui (pur senza patologie da soggetti considerabili ultra vulnerabili) le visite mediche e i controlli non mancano di certo, un’età che in questo anno e mezzo di NON più normalità per tutti, non li immunizza dalle depressioni, da quello che l’Ordine degli psicologi della Liguria definisce un anno di super lavoro.

Credo che non pochi in questa fascia di età, nel tentativo (solo psicosi?) di riuscire a prenotare Pfizer o Moderna, notando le date tra la 1° e la 2° dose e quindi deducendo fosse Astrazeneca, abbiamo subito disdetto la prenotazione, per giorni e giorni, pur sempre sperando allorché.

Sul sito informazioni e prenotazione vaccini, ovviamente vengono recepite le circolari del Ministero della Salute/Comitato Tecnico Scientifico e, tra le stesse, scaricabili, da quella del 7 aprile 2021 copio incollo qui qualche riga (ne consiglierei la lettura completa) sottolineando quanto più mi colpisce, al di là del bilancio beneficio/rischio che viene considerato complessivamente positivo nell’uso di Astrazeneca (ora Vaxzevria):

è stata  riscontrata  un’associazione tra  il  vaccino  Vaxzevria  e  casi  molto  rari  di tromboembolismi anche gravi,…

…tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortalità da COVID-19 nelle fasce di età più avanzate, si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni.

…si rileva che al momento non sono stati identificati analoghi segnali di rischio per i vaccini a mRNA.

Associazione….basso rischio….uso prefrenziale….no stesse reazioni con Pfizer e Moderna: cosa pensare? Come serenamente firmare…. Non vaccinarsi è pericoloso per sé e per gli altri quindi va fatto, farlo tutti nel minor rischio di reazioni avverse (per quanto rare) sarebbe meglio, attendere la data del proprio vaccino senza ansiolitici e quant’altro è andato a ruba da inizio pandemia (e ora anche nel timore di essere uno dei casi a basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico) sarebbe meglio. Difficile schiodarsi da certe condizioni e timori di molti.

Il termine preferenziale ha da sempre (in me come in altri) fatto intendere un non obbligo a quel tipo di vaccino bensì, appunto, una raccomandazione, come dire, la possibilità di vaccinarsi diversamente.

D’altronde, si legge, che quanto in parte è in corso, e via via in programmazione per le fasce di età minore ai 60 anni, vede e vedrà (giustamente a mio avviso) somministrazioni di Pfizer o Moderna e, solo se volontariamente, di Astrazeneca o Johnson.

Sarebbe utile se questo piano vaccinale, che ha visto la Regione Liguria ben organizzarsi (raggiungendo la più alta percentuale di vaccinati rispetto ai vaccini ricevuti) volgesse ad un ascolto ancor maggiore, favorendo ancor più l’obiettivo di vaccinare il più alto numero possibile di persone. Ci si aiuti in questo percorso alla normalità, grazie.

 

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