Vaccinazioni a domicilio al 27%, Pd all'attacco: "Liguria indietro e dati non aggiornati" - IVG.it
Botta e risposta

Vaccinazioni a domicilio al 27%, Pd all’attacco: “Liguria indietro e dati non aggiornati”

L'assessore Cavo: "Pronta la task force per invalidi over80 e disabili". Arboscello (Pd): "Numeri comunque troppo bassi"

vaccino covid

Liguria. Vaccinazione per invalidi over80 e invalidi assistiti a domicilio: su questo argomento sono state presentate due interrogazioni in Consiglio regionale, entrambe illustrate da Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno), e sottoscritte dai colleghi del gruppo.

Nella prima Arboscello ha chiesto alla giunta il numero di somministrazioni (prima dose e ciclo vaccinale completo) effettuate sulle persone over 80 e a domicilio sugli invalidi. Il consigliere ha rilevato che la fase vaccinale contro il Covid-19 per tutti i cittadini invalidi con più di 80 anni, che sono assistiti a domicilio, e i loro coniugi, coinvolti in qualità di caregiver, non sarebbe ancora iniziata.

Nella seconda Arboscello ha chiesto in quale arco temporale si prevede la somministrazione almeno della prima dose e in che tempistiche si prevede il completamento del ciclo di vaccinazioni di tutti i soggetti che necessitano della vaccinazione presso il proprio domicilio.

“Sull’andamento delle vaccinazioni agli over 80 a domicilio la risposta data dall’assessore Cavo conferma quanto denunciano i cittadini ma anche quello che da tempo sostenevamo noi e cioè che, a domicilio, in Liguria non si sta vaccinando. Su una platea di 10mila persone e dai dati, aggiornati a 1 mese fa, il 27% ha ricevuto solo la prima dose, numeri bassissimi che fotografano una Regione troppo indietro su una categoria che ha priorità assoluta” afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello.

L’assessore alle politiche sociosanitarie Ilaria Cavo ha risposto: “E’ stato attivato il percorso per il potenziamento delle squadre dedicate alla vaccinazione di over80 e persone ad elevata fragilità, compresi i disabili gravi insieme ai loro conviventi e/o “caregiver”. La popolazione identificata per la vaccinazione a domicilio in Regione Liguria ad oggi è di circa 10 mila unità”.

L’assessore ha poi specificato: “Per identificare i dati relativi alla popolazione vaccinata a domicilio, è necessario ricorrere ai dati forniti dalle singole Asl”.

Cavo ha quindi illustrato i dati raccolti fino al 12 aprile: “I numeri dei vaccinati a domicilio ammonta a circa 2.700 unità, con un “target” indicativo del 27 per cento. Le tempistiche di tali vaccinazioni per i “target” individuati – ha aggiunto – dipendendo in particolare dalle consegne di dosi effettuate dalle case farmaceutiche che non sono puntualmente stimabili e dal 12 aprile il dato si è ulteriormente incrementato”.

“L’assessore – sottolinea ancora Arboscello – ha detto che la platea è di 10mila persone al domicilio da vaccinare ma che ad oggi il sistema ‘Poliss’ non permette di sapere il numero di quanti sono stati vaccinati a domicilio. Gli unici numeri disponibili inoltre sono aggiornati al 12 aprile, un mese fa, quando risultava vaccinato con prima dose il 27% di questa fascia di utenti”.

“Quindi – prosegue Arboscello – il dato bassissimo del 27% conferma come non si stia vaccinando una categoria che era già prioritaria e confermata tale dall’ordinanza del commissario Figliuolo. In pratica è migliorato il dato quantitativo, mentre rimangono forti criticità su quello qualitativo: vacciniamo le persone sbagliate, e siamo indietro su ultra fragili e le categorie over 80”.

“Settimane fa – aggiunge il capogruppo Pd Luca Garibaldi – avevamo già avanzato su questo tema una serie di proposte che ribadiamo. Ora però i vaccini ci sono, ne abbiamo ricevuti di più proprio perché abbiamo più fragili rispetto alle altre regioni e nonostante la Liguria sia prima per numero di vaccini fatti continuiamo a vaccinare per ultimi quelli che dovrebbero essere vaccinati per primi. A marzo avevamo chiesto di utilizzare le Pubbliche assistenze per i vaccini a domicilio, di fare una campagna di richiamo su tutti i domiciliati cambiando anche le modalità e poi che tutti gli over 80 fossero vaccinati entro la fine del mese. Ma su queste proposte oggi siamo indietro di 3 mesi”.

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