Scontri in Israele, in piazza Mameli a Savona presidio di solidarietà a favore dei palestinesi - IVG.it
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Scontri in Israele, in piazza Mameli a Savona presidio di solidarietà a favore dei palestinesi

Venerdì 14 maggio in piazza Mameli a Savona alle 17.30

Guerra Israele Palestina

Savona. Venerdì 14 maggio il presidio permanente #restiamoumani, che si tiene ogni settimana in piazza Mameli a Savona alle 17.30, sarà dedicato “alla lotta del popolo palestinese che ha tutto il diritto di poter vivere sulla sua terra, nelle sue città che gli sono strappate da oltre cinquant’anni con una politica criminale da parte degli israeliani”.

“La pace è possibile, ma è impossibile fino a che Israele occuperà i territori dello Stato di Palestina. In queste ultime ore la tensione sta preoccupantemente salendo a seguito della pretesa dei coloni israeliani di insediarsi in una parte di Gerusalemme abitata dai palestinesi fin dal 1948, quando vennero costretti a lasciare altre abitazioni a seguito dell’espansione sionista, in barba alla divisione del Mandato britannico sulla Palestina decisa dalle Nazioni Unite. Gaza e la Cisgiordania rischiano una nuova offensiva di terra, oltre ai bombardamenti ripetuti dopo il lancio di razzi da parte di Hamas verso Gerusalemme e i dintorni della Striscia più sorvegliata del mondo”.

“Riallacciandoci alla consuetudine di larga parte della comunità savonese di esprimere la propria solidarietà verso il popolo palestinese, contro l’occupazione israeliana dei Territori affidati all’ANP prima e allo Stato di Palestina poi fin dal 1967; ricordando le manifestazioni fatte nel recente passato proprio in favore della soluzione pacifica del conflitto mediorientale tra arabi e israeliani, invitiamo associazioni, partiti e sindacati a partecipare al presidio, a manifestare tutta l’indignazione per quanto sta accadendo in Palestina”.

In caso di pioggia, il presidio si terrà sabato 15 maggio, sempre in piazza Mameli a Savona, sempre alle 17.30.

Anche Anpi Savona e le sue sezioni aderiscono al presidio di solidarietà per la Palestina “convinte dai propri principi di libertà, di autodeterminazione dei popoli e di pace come opzione irrinunciabile. La nuova ‘guerra’ israelo-palestinese testimonia in modo tragico con le sue vittime innocenti tra cui molti bambini, la necessità di promuovere processi di pace certamente difficili, ma altrettanto certamente unica via per mettere a nudo ogni responsabilità con i nuovi interessi nazionali e internazionali che sono anche alla base della guerra. Le vittime e i sopravvissuti non perdonano e non perdonerebbero mai la rinuncia a provare a costruire un processo di pace nonostante il rumore delle armi. Non è utopia, è una vocazione resistente”.

“Anche il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha espresso la sua ‘profonda preoccupazione per le continue violenze nella Gerusalemme est occupata, nonché per i possibili sgomberi di famiglie palestinesi dalle loro case nei quartieri di Sheikh Jarrah e Silwan’. Il portavoce ha esortato Israele ‘a cessare le demolizioni e gli sfratti, in linea con i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario. Le autorità israeliane devono esercitare la massima moderazione e rispettare il diritto alla libertà di riunione pacifica’. Come auspicato dalla segreteria nazionale dell’Anpi, sarebbe necessaria la convocazione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu al fine di un comune e fattivo appello per l’immediata cessazione delle violenze e il rispetto del diritto internazionale”.

“Ora tocca alle comunità nazionali e internazionali, a cominciare dall’UE e dal nostro Paese, intervenire subito per fermare il massacro a Gerusalemme. L’annessione di territori occupati militarmente è illegittima, come illegittima è la negazione dello Stato di Israele. Il rilascio dei territori occupati militarmente è la condizione per avviare un processo pacifico che porti alla nascita di due Stati che si riconoscano reciprocamente, e due popoli che vivano in pace, in reciproca sicurezza e nel rispetto della reciproca umanità”.

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