Sindacati: "60 morti sul lavoro dal 2012 al 2020 nel savonese, No agli appalti selvaggi" - IVG.it
Mobilitazione

Sindacati: “60 morti sul lavoro dal 2012 al 2020 nel savonese, No agli appalti selvaggi”

In occasione del presidio sotto la Prefettura: "No ai licenziamenti, tutele per i lavoratori e soluzione delle vertenze industriali"

Sciopero del Terzo Settore: il presidio a Savona

Savona. Un presidio sotto la prefettura per dire basta alle morti sul lavoro. Ad organizzarlo, giovedì 27 maggio dalle ore 10.30 alle 12.30, i sindacati Cgil, Cisl, Uil.

Tra i motivi della mobilitazione, in questi giorni, si aggiungono anche altre ragioni: proroga del blocco dei licenziamenti, le semplificazioni in materia di appalti e il perdurare della mancanza di soluzioni alle tante crisi industriali.

“Consideriamo inaccettabile e socialmente pericolosa la posizione di Confindustria che si ostina a rifiutare la proroga del blocco dei licenziamenti in questa fase, tanto più alla luce dei finanziamenti di carattere sia generale sia specifici, destinati alle aziende e mai selettivi – spiegano – Non possiamo assolutamente permetterci il rischio della perdita di ulteriori centinaia di migliaia di posti di lavoro”.

Sull’insieme di queste proposte, Cgil, Cisl, Uil chiederanno un incontro ai gruppi parlamentari e l’avvio di un serio confronto con il governo e saranno davanti a Piazza Montecitorio venerdì mattina 28 maggio per una manifestazione a sostegno di queste rivendicazioni.

“In questa fase i lavoratori sono ancora alle prese con la crisi, pertanto vanno protetti e sostenuti. Il provvedimento del governo sui licenziamenti – affermano i segretari Pasa, Pesce e Mazziotta – è un primo passo ancora insufficiente e deve essere completato per garantire la proroga certa del blocco fino almeno ad ottobre. Tempo necessario per consentire il rafforzamento degli ammortizzatori sociali in direzione di una copertura universale. In questa fase i lavoratori sono ancora alle prese con la crisi. Pertanto vanno protetti, sostenuti e accompagnati nei processi di transizione economica, che saranno promossi con le risorse del PNRR, attraverso progetti efficaci di formazione e riqualificazione professionale”.

Per i tre segretari confederali savonesi, “ci vuole un piano straordinario per una buona e stabile occupazione che renda credibile qualsiasi obiettivo di rafforzamento della coesione sociale. Per questo siamo pronti e disponibili per il confronto a tutti i livelli, a partire dall’uso sapiente di tutti gli ammortizzatori sociali, prima di usare la mannaia dei licenziamenti”.

Secondo i dati riportati dai sindacati, nel territorio savonese nel corso del 2020 si sono persi oltre 3 mila posti di lavoro e altrettanti sono a rischio nelle varie vertenze industriali non ancora risolte dal Ministero dello sviluppo Economico – Piaggio, LaerH, Bombardier, Funivie, Italiana Coke e Sanac.

“Siamo però altrettanto pronti a respingere e a mobilitarci contro qualsiasi scelta che aumenti incertezza e precarietà occupazionale, compresa l’intenzione annunciata dal governo di indebolire le attuali regole sugli appalti, rendendo il lavoro più fragile, ricattabile, più insicuro e vittima di sfruttamento e criminalità organizzata, una decisione che contrasteremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione. In provincia di Savona sono 60 le persone morte all’interno dei luoghi di lavoro tra il 2012 e il 2020. Basta morti sul lavoro” concludono Pasa, Pesce e Mazziotta.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.