Savona, l’incubo di un bar: “Bolletta Tari da 2.200 euro e davanti a noi c’è una discarica” - IVG.it
Sfogo

Savona, l’incubo di un bar: “Bolletta Tari da 2.200 euro e davanti a noi c’è una discarica”

"Abbiamo chiesto ai legali se è possibile non pagare per un servizio che non ricevo"

Savona. “Al momento non sono disposto a pagare 2200 euro di Tari, per questo ho chiesto a dei legali se sia possibile dover pagare una tassa per un servizio inesistente”. Sul piede di guerra è un barista savonese, Fabrizio Scagliola, titolare del bar “Magia di caffè” di via Bevilacqua con dehors panoramico con vista mare di rifiuti.

Infatti, la Tari continua a rimanere al centro delle polemiche di questi giorni. Dopo che il Comune di Savona ha mandato le cartelle Tari da pagare (le prime critiche erano rivolte all’inesattezza del “codice comune” sul modello F24 prestampato dovuto a un “errore di stampa”, così come hanno giustificato il refuso da Palazzo Sisto), ora nell’occhio del ciclone si trova l’importo, ritenuto sproporzionato.

Ma la polemica di Scagliola non è legata solo ed esclusivamente al valore assoluto dell’importo, quanto al suo ammontare relativamente al servizio offerto. Il suo bar si trova davanti ad un’isola ecologica che nei giorni scorsi si era trasformata in una sorta “discarica” a cielo aperto, con i bidoni stracolmi, i rifiuti abbandonati senza troppa cura accanto ad essi e molti sacchetti a brandelli ed il contenuto riversato a terra. E’ questa la recente (risale a domenica scorsa) l’immagine dell’isola ecologica della zona, ricordata anche a causa delle fiamme che avevano fatto andare a fuoco i cassonetti e danneggiato le auto parcheggiate vicine, invasa da decine di sacchi della spazzatura lanciati per terra tra un bidone e l’altro a tal punto che neanche con uno slalom tra i rifiuti sarebbe stato possibile raggiungere l’apposito contenitore.

Il servizio di raccolta rifiuti viene finanziato attraverso la Tari, tassa che è composta di due parti: la parte fissa (copre i costi di gestione) e la parte variabile (proporzionale alla metratura del locale per cui si paga). Sicuramente le aspettative di cittadini, siano essi proprietari di abitazioni o titolari di attività commerciali come bar o ristoranti sono alte e la pretesa è quella di avere un servizio che corrisponda al prezzo pagato.

“La tassa è molto pesante e sarebbe certamente utile pagarla qualora avessimo un servizio anche solo appena sufficiente – dice sconsolato il titolare che gestisce l’attività insieme alla moglie -. Noi ci troviamo a 10 metri dai cassonetti e abbiamo sotto gli occhi il servizio che viene garantito. Non vengono svuotati tutti i giorni e spesso sono lavati quando sono ancora pieni. Non voglio insegnare il proprio lavoro a nessuno ma, a rigor di logica, prima dovrebbe passare chi si occupa di portare via i rifiuti gettati e solo dopo chi li pulisce. Non possono essere lavati a prescindere dalle condizioni in cui si trovano”.

Isola Ecologica Via Bevilacqua Savona
Le condizioni di domenica 2 maggio dell'isola ecologica di via Bevilacqua

“La situazione in cui ci siamo trovati domenica non è rara. Succede almeno tre volte a settimana che vengano abbandonati i sacchi per terra, anche se nel weekend è più frequente. Il risultato è che paghiamo per un servizio che non esiste neanche lontanamente. Ma non solo, questa inefficienza ci crea addirittura un danno. Sicuramente la vista non è piacevole ma il “profumo” che emana è ancora peggio“.

Scagliola, già “vittima” di un errore dovuto a un calcolo errato della metratura che gli è costato 8500 euro tra il pagamento della quota non ancora riscossa ma dovuta a cui si è aggiunta la sanzione per non aver pagato, non si è fatto prendere dallo sconforto e ha provato, dopo aver preteso una raccolta dei rifiuti più frequente, anche la seconda via: “Abbiamo chiesto lo spostamento in un’altra zona ma ci è stato risposto che non è possibile perché andrebbe a danneggiare altri cittadini“.

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