Polemica su fine Ramadan, Giudice (Confcommercio): "No ai campanilismi, tutti devono rispettare le regole" - IVG.it
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Polemica su fine Ramadan, Giudice (Confcommercio): “No ai campanilismi, tutti devono rispettare le regole”

"La situazione economica e sociale è già abbastanza fragile, non condivido prese di posizione atte solo a scaldare gli animi"

Albenga ramadan taberna foro

Albenga. “Non esiste campanilismo di zona o tra cittadine: tutti devono rispettare le regole ma gli enti e le istituzioni devono inviare messaggi coerenti e chiari per la tutela della salute pubblica”. A dirlo è la presidente di Confcommercio Lorenza Giudice facendo riferimento allo scontro, in atto ormai da tempo, tra Bruno Robello de Filippis e il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis. L’ultimo episodio è avvenuto in seguito alla replica del primo cittadino alla polemica del consigliere di opposisione Tomatis in merito alla fine del Ramadan al campo Massabò.

Infatti, Robello si è sentito tirato in ballo dalle parole della maggioranza, che ha definito “irriverente e offensivo il paragone tra i fedeli in festa e preghiera e gli assembramenti nelle piazze”. Ma non solo, oltre a questa vicenda si ricorda quando dopo una sanzione della polizia locale ritenuta ingiusta, aveva minacciato di trasferire la sua attività ad Alassio dove riteneva di essere meglio accolto dal sindaco Marco Melgrati.

Il consigliere Tomatis nelle accuse rivolte al sindaco sosteneva che ci fosse una “presenza di 1000 persone quando ne erano previste la metà”. Ora a entrare nel botta e risposta è la presidente di Confcommercio che sottolinea: “Se il Comune autorizza un incontro, che sia religioso o ludico, si presume per logica che sia partecipato al massimo della capienza consentita (25% o 50%), a prescindere in quale area esterna sia ubicato, quindi deve garantirne il controllo”.

E ricorda che quando le condizioni di sicurezza non sono garantite, gli spettacoli aperti al pubblico sono sospesi e ribadisce: “A oggi persistono le regole di distanziamento, mascherina, igienizzazione. Queste sono le disposizioni”.

Ma non vuole fomentare le polemiche e riporta la “palla al centro” e conclude: “La situazione economica e sociale è già abbastanza fragile, non condivido prese di posizione atte solo a scaldare gli animi. Che sia individuale, produttiva o religiosa vale sempre la regola dell’autoresponsabilità e dove non basta, è valida l’applicazione della legge, ma sempre con pari dignità”.

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