Piscina del Prolungamento, Scaramuzza: "Pd non usi i giovani savonesi per fare i propri interessi" - IVG.it
Il commento

Piscina del Prolungamento, Scaramuzza: “Pd non usi i giovani savonesi per fare i propri interessi”

Qualche giorno fa i Dem savonesi avevano proposto di trasformare la struttura in “un incubatore di partecipazione giovanile” per restituire “ai savonesi un bene pubblico abbandonato”. La risposta dell'assessore

Savona. “Il Pd sente odore di elezioni ed esce dall’ombra per fare polemiche inutili”. E’ così che inizia il duro commento dell’assessore per il Comune di Savona, Maurizio Scaramuzza, in merito alle dichiarazioni di Luca Burlando, esponente savonese del Pd, sulla piscina del Prolungamento a mare.

“Un atteggiamento non ha mai portato alcun beneficio alla città, come dimostra lo stato in cui la sinistra l’aveva abbandonata – articola Scaramuzza -. Da assessore allo sport ho il dovere di dare risposte alle preoccupazioni dei cittadini, per fare chiarezza sulle condizioni della piscina di via Trento Trieste, chiusa dopo una sofferta valutazione. I problemi strutturali riscontrati nel 2016 sono il risultato di una serie di interventi, veri e propri tapulli, per dirla tutta, portati avanti dalle precedenti amministrazioni comunali“.

“Quei lavori avevano portato all’instabilità dei pannelli del controsoffitto, diventati pericolosi – continua l’assessore -. Come se non bastasse, per rimediare a quell’orrore, sono stati impiegati altri 40mila euro per installare una rete di protezione. Altro orrore e altra spesa inutile. A spese dei savonesi, sempre. Ai problemi strutturali si aggiungevano poi le spese di gestione, 190mila euro l’anno. Un costo che il Comune di Savona non poteva più permettersi di sostenere a causa dei ben noti buchi di bilancio ereditati dalla gestione… creativa della sinistra. Una situazione drammatica a cui abbiamo dovuto rimediare per evitare il collasso”.

“Quando nel 2019 è stato indetto il bando del project-financing per la costruzione del secondo lotto, stimato oltre 3 milioni di euro, non ha partecipato nessuno – specifica Scaramuzza -. Il Comune di Savona non poteva sostenere una simile spesa, ovviamente, poiché impegnato nel Piano di Riequilibrio finanziario. E posso confermare che nessuno ha intenzione di ‘regalare’ la piscina e che qualsiasi interessamento da parte di terzi, legittimo, non ha avuto seguito. È vero, abbiamo carenza di spazi acqua, perché fortunatamente sono tantissimi i ragazzi e le ragazze che praticano sport nelle due piscine gestite da Rari Nantes Savona e Amatori Nuoto Savona, oltre ai corsi di salvamento e alla libera balneazione”.

“Ecco perché – continua -, come ho spiegato nei giorni scorsi, Savona ha partecipato al Bando rigenerazione urbana e Piano opere pubbliche al fine di ottenere un finanziamento pari 1.850.000 euro, costo stimato dall’ufficio lavori pubblici per il recupero della piscina. Così come abbiamo partecipato al Bando Sport e Periferie per il centro CONI di via Monturbano con circa 700mila euro del Piano Por Fesr, già approvato, da investire insieme al contributo del Bando stesso, che ammonterà a 1.100.000 euro, per riqualificare un impianto poco considerato dalle precedenti amministrazioni”.

“Apprendo invece con piacere che oltre 300 giovani hanno aderito alla proposta di un centro multiculturale per recuperare spazi attualmente inutilizzati – ci tiene a dire l’assessore savonese -. Sono pronto ad ascoltare le loro proposte. I ragazzi e le ragazze hanno bisogno di luoghi di incontro, ma la piscina è un impianto sportivo e tale dovrebbe essere, secondo me, la sua funzione. Il vice segretario del Pd savonese, che ringrazio per essersi interessato anche se tardivamente alla questione, dovrebbe sapere queste cose, prima di fare campagna elettorale. L’attuale situazione dell’impiantistica è infatti il frutto di 25 anni di scelte sbagliate e superficiali. Un discorso che vale anche per lo Stadio Bacigalupo e di cui ho già ampiamente parlato“.

“Se nei giochi politici il Pd è sicuramente campione, non lo è nello sport cittadino e consiglio ai suoi esponenti di non usare i giovani savonesi per fare i propri interessi. Consiglio inoltre di proporre soluzioni concrete da valutare insieme, con spirito di cooperazione, per Savona. Se c’è da discutere su proposte costruttive, la mia porta è sempre aperta: sono qui per lavorare per la città. Le polemiche sterili non mi interessano” conclude Maurizio Scaramuzza.

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