Giornata internazionale dell'infermiere, sindacati: "Non dimentichiamo chi ha combattuto contro il Covid" - IVG.it
Ricorrenza per riflettere

Giornata internazionale dell’infermiere, sindacati: “Non dimentichiamo chi ha combattuto contro il Covid”

Nursing Up: "Oltre 100mila infermieri sono stati infettati dall’inizio della pandemia a oggi e 83 che non ce l’hanno fatta"

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Liguria. Oggi, 12 maggio, si festeggia la Giornata Internazionale dell’Infermiere: una ricorrenza istituita nel 1974 che andrebbe dedicata alla riflessione per uno dei mestieri che nell’ultimo anno è stato in prima linea contro la pandemia, assieme a quello dei medici.

“I drammatici numeri dei contagi, oltre 100mila infermieri infettati dall’inizio della pandemia a oggi, e poi gli 83 colleghi che non ce l’hanno fatta, quelli che un virus terribile, sconosciuto, subdolo si è portati via, ma soprattutto un nemico contro cui avremmo potuto e dovuto combattere con armi ben diverse: sono questi i ricordi che affollano la nostra mente e che hanno segnato profondamente il nostro animo, ricordi dolorosi che ci accompagneranno ancora per lungo tempo” afferma Antonio De Palma, presidente di Nursing Up.

“Cancellare mesi di stress, di paura, di impegni massacranti, non sarà tanto facile. Ed è forse doveroso non lasciarsi tutto alle spalle, conservare negli anni la memoria costruttiva e condivisa di quanto accaduto in questa emergenza sanitaria, una dolorosa esperienza oltre la quale, tuttavia, comincia ad intravedersi una luce – sottolinea De Palma -: finalmente la politica comprende che l’infermiere italiano, nonostante le carenze del ‘sistema salute’, messe terribilmente a nudo dalla pandemia, può e deve essere considerato come il perno di un rinnovamento che deve partire dal rafforzamento della sanità territoriale, dal rapporto infermiere-cittadino-comunità”.

“In questa ricorrenza è doveroso rivolgere a questa categoria professionale la riconoscenza di tutta la comunità ligure – dichiara il presidente del consiglio regionale Gianmarco Medusei -. L’emergenza sanitaria ci ha permesso di ricordare, anche in modo drammatico, l’impegno costante di tutti gli infermieri nei reparti ospedalieri, Covid e non Covid, e sul territorio per garantire un’assistenza capillare. Abbiamo impresse nella mente le immagini di queste donne e questi uomini, stremati dai turni massacranti che l’urgenza pandemica ha imposto al sistema sanitario”.

Il presidente, però, invita a riflettere su un altro aspetto che l’emergenza ha reso ancora più evidente: “La carenza di infermieri è un problema da anni irrisolto – riprende –, eppure questa figura è indispensabile per il funzionamento dei reparti ospedalieri, degli ambulatori e dei servizi sul territorio e, in queste settimane, anche per il buon esito della massiccia campagna vaccinale anti Covid avviata in tutto il Paese. In questa giornata, dunque, dobbiamo dare ascolto alle legittime rivendicazioni di questi professionisti, troppo spesso dimenticati, che chiedono dignità e riconoscimento per il ruolo svolto nel nostro sistema socio sanitario”.

Secondo De Palma, “sono da considerare come fondamentali le nuove risorse del Piano nazionale di resilienza del governo Draghi, parliamo di una dote di 4 miliardi di euro. È necessario ricostruire in modo intelligente, partendo dalle basi, il rapporto del professionista infermiere con la comunità in cui opera, non solo nella realtà ospedaliera. Bene il rafforzamento della sanità territoriale con formazione, aggiornamento e figure sempre più specifiche e idonee per supportare la comunità a 360 gradi”.

Per il Nursing Up “è tempo di snellire i ricoveri, migliorare l’assistenza domiciliare. Ma i soldi non bastano, occorrono acume e sinergie. Le Regioni devono avere il coraggio di assumere, condividere e di rendere permeabili modelli organizzativi innovativi. Nursing Up propone l’adozione di un meccanismo di competizione emulativa dove i sistemi regionali “virtuosi” possano essere riconosciuti in quanto tali ed elevati a modello per tutte le altre realtà, in un percorso comune previamente riconosciuto ed accettato, teso a garantire maggiore qualità ed omogeneizzazione dei servizi destinati ai cittadini. Insomma bisognerebbe dare corpo e concretezza ad un Servizio Sanitario Nazionale veramente universale, che si qualifichi come tale perchè in grado di garantire a tutti i cittadini, attraverso le singole Regioni, prestazioni e servizi omogenei, senza differenze tanto evidenti come invece accade oggi”.

Partire dunque con le assunzioni dell’infermiere di famiglia, “progetto mai decollato veramente, perchè il perno della nuova sanità territoriale sarà sempre di più un infermiere che deve prendersi cura del cittadino secondo le competenze che lo contraddistinguono, ma che deve anche sostenerlo ed informarlo con le preziose leve dell’educazione sanitaria e dell’informazione professionale”.

Una riflessione anche sul privato: “Si dia infine una boccata di ossigeno al sistema sanitario privato eliminando il vincolo di esclusività e favorendo l’avviamento della libera professione per gli infermieri pubblici dipendenti, al pari dei medici, che in tal modo potranno garantire, con il loro prezioso apporto, la funzionalità di centinaia di RSA e Case di Cura che da mesi lamentano gravi carenze di personale di assistenza”.

Giuseppe Carbone, segretario generale della Fials, in un video messaggio diffuso in occasione della Giornata internazionale dell’infermiere, dice: “La festa internazionale degli infermieri deve essere ricordata non solo perché la politica vi ha chiamato eroi, ma va ricordata come riconoscimento reale nei vostri confronti con il rinnovo contrattuale che incomincerà a giorni. Un rinnovo che vuol dire parità di trattamenti economici a livello europeo. Di soldi in sanità ce ne sono a sufficienza, però ci dobbiamo mettere intorno a un tavolo per discutere su come debbano essere spesi. Facciamo sentire sul territorio la nostra voce, e sono convinto che, se siamo uniti, noi gli obiettivi li raggiungeremo”.

Secondo la Fials non è possibile continuare ad avere e a verificare ogni giorno la carenza di personale infermieristico. “Questa carenza c’è perché – spiega Carbone – in Italia abbiamo il numero chiuso delle università. La politica si deve svegliare: aprire le università vuol dire anche creare posti di lavoro in un Paese dove la disoccupazione è galoppante”.

“Dietro quelle mascherine e quei caschi ci sono la tenacia, il coraggio, la fatica e i sorrisi dei nostri infermieri” scrive il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sulla sua pagina facebook nel giorno della giornata internazionale dell’infermiere. “Se la Liguria e l’Italia stanno ripartendo lo dobbiamo anche a loro, uomini e donne che da oltre un anno lavorano in prima linea, nei nostri reparti e anche per il gigantesco sforzo della campagna vaccinale” aggiunge.

“Nella Giornata Internazionale dell’Infermiere il mio grazie è quello di tutta la Liguria – conclude – solo chi lotta vince e voi non solo lottate per noi, ma avete dato l’esempio più prezioso, vaccinandovi. Seguiamolo tutti e facciamolo anche per i nostri infermieri: solo così, insieme, possiamo farcela”.

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