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Madonna degli Angeli, luogo incantato tra terra e cielo che sovrasta Savona: “Aiutateci a salvarlo” fotogallery

Un gruppo di persone che alimenta, ogni giorno, il desiderio di salvaguardare questo angolo di paradiso, bacino della biodiversità del mar Mediterraneo e scrigno prezioso della tradizione

Savona. A un passo dalla città, a un passo dal cielo: guarda dall’alto la vita frenetica. Anello di congiunzione tra il tempo che scorre e quello che sembra essersi fermato, per incanto. Magia, favola, storia, tradizione. Basta alzare lo sguardo verso quella collina che svetta aldilà del fiume Letimbro: farci un passo è qualcosa di meraviglioso, perché a pochi minuti dalle auto incolonnate, si può ammirare lo spettacolo di un posto da conservare, amare e tutelare. La collina è quella della Madonna degli Angeli: il simbolo è la sua chiesina. C’è da sempre, su quel pianoro.

“Un luogo che parla di ognuno di noi ed è per questo che conoscerlo e averne cura significa occuparci di noi stessi, della nostra storia già scritta e del nostro futuro da scrivere”. In queste parole c’è l’amore dell’Associazione di Volontariato GPN2010 che da anni se ne occupa: ne cura la storia, le tradizioni, la scenario naturale.

Un gruppo di persone che alimenta, ogni giorno, il desiderio di salvaguardare questo angolo di paradiso, bacino della biodiversità del mar Mediterraneo e scrigno prezioso della tradizione. Ma soprattutto un angolo savonese di incredibile fascino.

La collina della Madonna degli Angeli è un luogo raccontato da un ricco passato costellato di accadimenti, di profumo di ginestre , di storie e leggende antiche. L’associazione spera di poter trasmettere questo messaggio ai savonesi a cui chiede di non dimenticarsene. È sufficientemente alzare gli occhi per riconoscere lassù quel piccolo edificio che, da oltre quattro secoli, osserva in amorevole silenzio la vita di Savona. La chiesa probabilmente fu costruita prima del 12 agosto 1596, data del più antico documento che la menziona, conservato nell’Archivio vescovile, presumibilmente, da Gio Ambrogio Pavese: un frate cappuccino, la sua una ricca famiglia savonese.

La storia di questa chiesetta è lunga e misteriosa. Le pietre parlano a chi sa ascoltare e tra quelle mura segnate dal tempo e dall’incuria sono racchiuse infinite storie. “Quel piccolo edificio, sottoposto a vincolo della Soprintendenza” ci spiegano “fa parte di una memoria storica che non possiamo assolutamente perdere: l’area circostante fu un’antica area produttiva agricola, dove fasce strette e alte si alternavano a ampie terrazze.

Una collina ricca di storia e di storie: sulla sua sommità” continuano “ c’è una fortezza ottocentesca costruita dai Savoja intorno al 1881, che rimase in attività fino alla fine della seconda guerra mondiale”. I volontari dedicano anima e tempo a questo luogo che vorrebbero continuasse a vivere anche per le generazioni che verranno. Tra le tante associazioni cui donare il cinque per mille, c’è anche lei.

“Il nostro attaccamento a questo posto incantato” continuano “non basterà per dargli un futuro. Abbiamo bisogno di ognuno di voi per salvare questo piccolo angolo di paradiso affinché le tracce lasciate su questo territorio possano guidare, anche in senso metaforico, attraverso i suoi antichi sentieri i nostri passi e quelli delle generazioni future”.

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