Lutto nel mondo della Cgil, si è spento Santo "Ino" Imovigli: "Fin da giovane dalla parte dei lavoratori" - IVG.it
Sindacalismo

Lutto nel mondo della Cgil, si è spento Santo “Ino” Imovigli: “Fin da giovane dalla parte dei lavoratori”

Iscritto al PCI, maturò una decina di anni come segretario generale della Camera del Lavoro di Savona nel 1970

santo imovigli cgil

Savona. Si è spento, dopo aver ricoperto numerosi ruoli di responsabilità all’interno del sindacato della CGIL savonese tanto da diventare, dal 1970 al 1980, segretario generale della Camera del Lavoro di Savona, Santo (detto “Ino”) Imovigli.

Antifascista, militante nell’ANPI, Imovigli “ha sempre dato il suo contributo in difesa e per l’applicazione della Costituzione nata dalla Resistenza – lo ricordano Franco Astengo e Bruno Marengo -. Nel 1980, cessato l’incarico in CGIL, venne eletto consigliere provinciale, continuando il suo impegno politico negli organi dirigenti delle Federazione Provinciale del PCI di Savona”.

“Lo stare sempre dalla parte dei lavoratori e il rigore morale rappresentavano i tratti distintivi di Ino Imovigli, segretario della Camera del Lavoro di Savona, in una provincia nella quale il ‘cuore’ della società e dell’economia erano ancora rappresentati dalla classe operaia, quella forte e stabile, concentrata nella grandi strutture industriali della città, del Vadese, della Valbormida” specificano Astengo e Marengo.

“Imovigli era un comunista, iscritto fin da giovane al PCI, attento a tutte le implicazioni sociali e al ‘nuovo’ che veniva avanti in quegli anni, tenendo sempre al primo posto la realtà dello sfruttamento del lavoro e della materialità della condizione operaia. Eletto al più alto incarico della CGIL provinciale succedendo ad Armando Magliotto, altro indimenticabile protagonista nel periodo della ricostruzione post bellica e della riconversione dell’industria savonese, Imovigli era stato uno dei convinti interpreti della stagione dell’unità sindacale e del sindacato dei consigli” raccontano ancora.

“Assieme al segretario della CISL Giovanni Burzio e a quello della UIL Nicola Pozzi, aveva saputo costruire una linea molto avanzata sul terreno unitario, ben saldo nell’esperienza accumulata nella FIOM categoria d’avanguardia. Savona si distinse particolarmente sulla linea dell’unità sindacale e in Piazza Sisto IV, all’inizio degli anni’70, si videro manifestazioni unitarie in anticipo sul resto d’Italia: nella stessa logica dell’unità Imovigli seppe guidare la Camera del Lavoro di Savona nei momenti più difficili dimostrando grande capacità di esaltare la partecipazione popolare anche nella stagione del terrorismo segnata a Savona, tra la primavera 1974 e quella 1975, dalla serie di attentati passati alla storia come le ‘Bombe di Savona’”.

Vogliamo, soprattutto, ricordarlo come il segretario provinciale della CGIL durante i drammatici anni delle bombe a Savona che videro sindacato, lavoratori, studenti, cittadini coraggiosamente impegnati, anche con l’organizzazione della sorveglianza diretta, per difendere la città, le fabbriche e i posti di lavoro, le scuole, dalla strategia ed azione eversiva. Alla moglie, al figlio e a tutta la famiglia le più sentite condoglianze dei compagni della CGIL di Savona” commenta Andrea Pasa, segretario generale Camera del Lavoro – CGIL di Savona.

“Imovigli sapeva sempre come stare ‘dalla parte giusta’ e da quella ‘parte giusta’ ha speso un’esistenza di lotte sociali e di impegno politico – proseguono Franco Astengo e Bruno Marengo -, comprendendo anche, nel momento delle scelte più importanti per un militante della sinistra, che la proposta di scioglimento del PCI avrebbe rappresentato un colpo molto duro alla realtà del mondo del lavoro e alla stessa condizione operaia: per quel motivo principale si oppose con grande impegno alla ‘svolta’, proseguendo poi a tessere tenacemente la tela della sinistra savonese in senso unitario ma con grande chiarezza nella capacità di distinguere e di definire come propria l’identità della ‘parte’ con la quale collocarsi nello scontro sociale”.

“Dopo lo scioglimento del PCI aderì al PRC – concludono -. Ino Imovigli nel corso del suo lungo impegno aveva sempre cercato di portare il suo contributo per far sì che la condizione materiale degli oppressi migliorasse in una idea di sviluppo, di eguaglianza, di solidarietà. Alla moglie Anna, al figlio Glauco, a tutti i suoi cari, un abbraccio affettuoso. Ciao Ino, compagno di tante lotte”.

“La perdita del compagno Santo “Ino” Imovigli è per noi e anche per tutti i democratici e antifascisti savonesi, una perdita dolorosa – aggiungono da Rifondazione Comunista -. Ino è stato un compagno prezioso, con una storia politica di grandissimo rilievo per il nostro territorio. Già Segretario della Camera del Lavoro di Savona, esponente di spicco del Partito Comunista Italiano, non ha mai voluto arrendersi di fronte alle difficoltà e alle avversità per cercare di costruire un mondo migliore, una società più giusta”.

“Con la stessa forza ha affrontato momenti difficili della propria vita personale. Avrebbe potuto continuare la sua attività politica con ruoli sicuramente di grande prestigio a livello nazionale, ma decise di no che quello non era il suo compito, che preferiva continuare le sue battaglie nel savonese. Quando dopo lo scioglimento del PCI decise di aderire a Rifondazione Comunista, lo fece con grande convinzione, dopo essersi confrontato con alcuni di noi che conosceva meglio. Come suo solito non lo fece in modo superficiale, volle prima conoscere meglio, approfondire, capire come potesse essere d’aiuto”.

“Parlare e confrontarsi con Ino non era mai banale – proseguono -. Non potevi essere superficiale con lui nel confronto, la sua intelligenza e le sue conoscenze politiche non te lo potevano consentire. Spesso i dialoghi con lui duravano anche delle ore, a volte erano anche impegnativi, ma alla fine ne uscivi comunque arricchito. Un’altra sua caratteristica era quella di non aver mai fatto pesare il suo importante passato: si considerava un semplice militante che curava la bacheca di Legino, che interveniva nei dibattiti con le sue riflessioni, da convinto comunista, a volte critico, ma sempre con grande libertà di giudizio e di pensiero”.

“Quando arrivava qualche compagno illustre dal nazionale, con un passato sindacale, allora il volto gli si illuminava e alla fine del dibattito iniziava con lui un confronto, ricordando inorgoglito l’impegno nella CGIL e le importanti lotte passate. Ci mancherà molto Ino – concludono -, ci mancheranno la sua intelligenza, la sua dirittura morale, la sua caparbietà, il suo essere comunista ancora capace di affermare l’ottimismo della volontà”.

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