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Lettera aperta di Nicolick al sindaco Caprioglio: “Aprire Palazzo Santa Chiara alle visite guidate”

di Roberto Nicolick

palazzo santa chiara

Lettera aperta al Sindaco di Savona
Dott. Ilaria Caprioglio

E’ molto tempo , dalla fine anni 80, che Palazzo Santa Chiara, detto anche dei Della Rovere, è vuoto e abbandonato, infatti la Questura, la Pretura e la Corte di Assise di Savona sono state trasferiti in altre sedi.

Pesanti cancellate sbarrano il passo a chiunque voglia passare da quel cortile ora deserto e morto, una volta percorso dalle volanti della polizia, diversi pannelli di legno sono stati affissi agli ingressi dello scalone che porta al Tribunale e agli uffici della Questura, alla squadra mobile, alla Digos. Queste mura hanno assistito, da protagoniste, ad anni di storia della città di Savona, hanno ospitato poliziotti, magistrati, persone sospette, hanno visto sfilare nel cortile persone in manette destinate alle camere di sicurezza, hanno visto cittadini entrare negli uffici per chiedere il passaporto o per altre pratiche , gran parte dei cittadini di Savona hanno avuto a che fare con questo grande e antico fabbricato, per tutta una serie di motivi diversi, positivi o spesso negativi.

Palazzo Santa Chiara è ricco di storia ma anche e soprattutto di fascino, perchè lasciare che una risorsa simile si deteriori nel tempo, senza poter dare un minimo di contributo di conoscenza alla comunità che per tanti anni lo ha ospitato e con cui ha interagito ?

Alcuni fabbricati storici, come per esempio le ex colonie Bergamasche di Varazze, hanno ricevuto delle visite guidate poco prima del cambio di destinazione, da parte di cittadini che volevano fissare nella memoria il loro aspetto, poco prima che venisse stravolto.

Ecco la mia proposta, organizzare delle visite di gruppi di numero limitato di cittadini, nei locali della ex Questura di Savona per fare conoscere e fotografare gli uffici, il tribunale, e tutti quei locali che hanno accompagnato in modo funzionale e organico la vita della collettività, ovviamente il tutto in sicurezza e sotto la sorveglianza delle persone che dovrebbero svolgere questo ruolo, per esempio ex agenti della polizia, che per anni hanno svolto il loro quotidiano lavoro all’interno della ex questura e che quindi ne conoscono in modo approfondito la topografia.

Lo stesso lavoro di rivisitazione, potrebbe essere svolto anche dalle scuole per prendere coscienza di questo storico fabbricato che ha visto tanti fatti avvenuti fra le sue mura.

Sarebbe un modo dinamico come un altro di riappropriarsi del proprio passato, coinvolgendo la nostra comunità e di rivalutarlo, conoscendone tutti gli aspetti, anche quelli meno noti della storia di questa città.

Con stima,

Roberto Nicolick

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