Contrario

Infermieri stranieri in Asl2, Giusto critico: “Prima facciamo tornare in Italia chi è scappato all’estero”

"Molti giovani colleghi si allontanano dal nostro Paese per riuscire a svolgere una professione seria, valida e correttamente retribuita"

Renato Giusto

Savona. Entro luglio l’Asl2 aprirà i concorsi anche a candidati stranieri per sopperire alla carenza di infermieri a causa del Covid-19. Una decisione che non è piaciuta al consigliere comunale di Savona, nonché presidente regionale del Sindacato Medici Italiani (SMI), Renato Giusto che punta l’attenzione sull’esodo dei sanitari italiani all’estero.

“Ormai ogni santo giorno che Gesù Cristo ci regala, siamo costretti a vedere delle brutture che ci rattristano e ci fanno capire che se andiamo avanti così, non si sa bene come andrà a finire, certo non bene – sottolinea -. Adesso bisogna anche sentire che c’è chi pensa di fare arrivare in Italia infermieri dalla Tunisia? E medici dall’Argentina? Mentre i nostri  infermieri e medici decidono sempre più spesso di espatriare ed andare a lavorare in Inghilterra o a Dubai, dove vengono trattati molto meglio sia economicamente che professionalmente”.

La scelta dell’Asl, infatti, nasce da una proposta del consigliere regionale Brunello Brunetto che, dopo aver ricevuto un’informativa sulla disponibilità di infermieri tunisini qualificati a venire in Italia, ha avvisato la direttrice Monica Cirone e la presidente dell’Opi Roberta Rapetti, che poi si sono attivate. Un’altra canale di comunicazione si è aperto poi con l’Argentina per quando riguarda i medici. Il tutto per sopperire al grave problema della mancanza di  e riuscire a sfruttare tutte le possibili alternative.

Ma la soluzione non convince Giusto: “Come medico di famiglia ho avuto trai miei assistiti una bimba che ho visto crescere, molto intelligente e studiosa – racconta-. Si è laureata in Medicina e, dopo pochi anni di esperienza in un valido ospedale del Piemonte, ha deciso di andare in Inghilterra, dove ha iniziato una brillante carriera. Molti giovani colleghi hanno intrapreso questa strada, ovvero di allontanarsi dall’Italia a causa delle difficoltà che negli ultimi anni i politici hanno creato negli ospedali Italiani per fare una professione seria, valida e correttamente retribuita. Bisognerebbe far ritornare in patria i medici ‘scappati’ per lavorare meglio”.

Giusto si concentra poi su un’altra problematica, ovvero i tanti reparti retti da un “facente funzione” e non da un primario di ruolo, in totale 16.  “Quello che è successo finora, come la nomina dei primari a ‘scavalco’ per diminuire gli incarichi, dovrebbe essere evitato – afferma – Non è una cosa logica né corretta deontologicamente, è ora di smetterla di penalizzare economicamente la sanità. Non è accettabile che per la provincia manchino 16 primari. Non è giusto e corretto aspettare il 2022 per fare i concorsi e le nomine. I savonesi hanno il diritto di essere curati ed assistiti secondo le norme costituzionali”.

Ultima considerazione sui medici di famiglia: “Ora stanno anche tentando di fare diventare dipendenti pubblici i medici di famiglia, attualmente liberi professionisti convenzionati. Questa iniziativa potrebbe nascondere il pericolo della perdita del rapporto di fiducia tra medico e paziente, un importante momento di empatia che, se perso, potrebbe portare alla fine della medicina di Famiglia. dal latino ‘suum cuique tribuere’, ovvero a ciascuno il suo…mestiere!” conclude.

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