Incidenti sul lavoro, nel 2020 +91% in Liguria: Savona la provincia con la crescita più alta - IVG.it
I dati

Incidenti sul lavoro, nel 2020 +91% in Liguria: Savona la provincia con la crescita più alta

Cosa è stato fatto e cosa c'è ancora da fare per potenziare la sicurezza e la prevenzione

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Savona. Così come il 2020, anche il bilancio del primo trimestre del 2021 conta già tre vittime sul lavoro in Liguria: due a Genova e una nel Savonese. C’è ancora molto da fare, dunque, per avvicinarsi a quota zero, anche se il dato – confrontato con la media nazionale pari a due morti al giorno – sembrerebbe positivo.

La scomparsa della giovane mamma Luana D’Orazio, 22enne rimasta impigliata nel macchinario a cui stava lavorando nella fabbrica tessile di Prato, ne è una dimostrazione. Così come gli ultimi casi di incidenti mortali sul lavoro avvenuti in Italia, di cui due pochi giorni dopo la giovane toscana ed entrambi in Lombardia. Si tratta del 49enne Christian Martinelli, morto a Varese schiacciato da un tornio, e di Maurizio Gritti che nel bergamasco è scomparso a 46 anni, travolto da una lastra di cemento. Ma non solo, il 2 febbraio e il 29 aprile, l’Italia ha pianto due 23enni: Sabri Jaballah rimasto schiacciato da una pressa a Pistoia e Mattia Battistetti, travolto dal carico precipitato da una gru in un cantiere di Treviso.

Tragedie che hanno riportato alla ribalta il tema della sicurezza sul lavoro, da sempre molto caro ai sindacati che da anni chiedono di implementare i controlli affinché non si verifichino più certi episodi.

Quando si parla di morti sul lavoro, non si può usare la parola incidenti. È insopportabile – commenta Andrea Pasa, segretario provinciale della Cgil – Il lavoro non è un costo, servono investimenti e più attenzione per mettere in sicurezza le lavoratrici e i lavoratori”.

INCIDENTI MORTALI: NEL 2020 +300% A SAVONA

Durante tutto il 2020, le vittime sul lavoro in Liguria sono state 44, di cui il 48% a Genova (21 morti). Imperia ha riscontrato l’aumento maggiore in valore assoluto (+7 come Genova, ma +233%), mentre a Savona si è verificato l’aumento percentuale maggiore rispetto al 2019, ovvero +300% (in totale le vittime sono state 8). Per quanto riguarda La Spezia, invece, si contano 5 morti, uno in più rispetto all’anno precedente, ma solo due se non si contano i decessi per Covid.

mortali 2020
Il grafico degli incidenti mortali del 2020

Per la Liguria l’inizio del 2021 è una replica del 2020: in entrambi i casi, nel primo trimestre si sono registrate tre morti bianche. Quest’anno a perdere la vita sono stati due uomini e una donna. Nel conteggio, infatti, è inclusa anche la 35enne investita a Genova mentre si stava recando a lavoro col monopattino, classificata in itinere.

Per quanto riguarda gli altri due casi, hanno perso la vita un 51enne genovese che lavorava nel settore dell’industria alimentare e un 63enne occupato nella Provincia di Savona nei servizi di informazione, comunicazione e telecomunicazioni.

A livello nazionale, la nostra Regione (insieme alle Marche) è al 15° posto per numero di incidenti mortali sul lavoro avvenuti dal 1° gennaio al 31 marzo 2021. Nella classifica spiccano Valle d’Aosta e Trento, dove non si sono riscontrati decessi. La zona più colpita è stata il Centro Italia con 34 morti (+48%), seguono il Sud (+23%), il Nord Est (+12%) e il Nord Ovest (+4 %). In controtendenza le isole, con il 52,94% in meno.

INFORTUNI SUL LAVORO: NEL 2021 A SAVONA LA CRESCITA MAGGIORE DELLA LIGURIA

Se nel 2020 la Liguria ha riscontrato un calo delle denunce (- 8,2%), dovuto soprattutto alla netta diminuzione degli infortuni in itinere legati ai diversi lockdown e ai fermi produttivi, la stessa cosa non vale per l’inizio del 2021.

Generico maggio 2021
I dati del 2020

Nel primo trimestre di quest’anno, la provincia di Savona è la seconda della Liguria con più denunce di infortunio sul lavoro (come nel 2020), pari al 20% del totale, e quella con il maggiore aumento: +133 denunce (+17,6%).

Per quanto riguarda le altre province, a Genova si riscontrano il 54,8% degli infortuni della regione (+122 denunce pari al +5,3%), a La Spezia il 12,9% (+51 denunce pari al +9,8%) ed Imperia il 12,3% (unica provincia in calo sul 1° trimestre 2020 di 76 denunce pari al –12,3%).

A livello regionale, l’incremento è del +5,5%: dal 1° gennaio al 31 marzo 2021 le denunce sul lavoro sono state 4.426 (+230 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). In aumento sono le denunce in occasione di lavoro (+405 pari al +11,3%) mentre sono in calo quelle in itinere (-175 pari al –28,9%).

I SETTORI: INDUSTRIA E SERVIZI IN VETTA ALLA CLASSIFICA

Secondo i dati Inail, nel primo trimestre 2021, in Liguria ben l’87,1% delle denunce di infortunio sul lavoro arrivano dall’Industria e Servizi, con + 334 unità (+9,5%) rispetto allo scorso anno a causa dell’aumento 21,4% nel Terziario, del 22,8% nelle Altre Attività e del 3,1% nelle Non Determinate. In calo invece le denunce nell’Industria e nell’Artigianato, rispettivamente del 3,2% e del 3,6%.

Dati in crescita per l’Agricoltura, dove si registrano +17 denunce (+17,2%) mentre diminuiscono di 121 (-20,9%) quelle nella Pubblica Assistenza.

settori 2021

Entrando nei codici ATECO notiamo che nelle Attività Manifatturiere le denunce calano del 15,2%, mentre nel Commercio aumentano del 28,2%, nell’Amministrazione Pubblica/Difesa/assicurazione sociale +74,3%, nella sanità ed assistenza sociale +68,8% nei Servizi +18,1%. Quindi nonostante il rallentamento delle denunce Covid-19 correlate è ancora molto visibile l’impatto della pandemia sulle varie attività legate ai servizi.

AUMENTANO GLI INFORTUNI DELLE DONNE

Da gennaio a marzo 2021, per più della metà di casi, le denunce per infortunio sul lavoro riguardano il genere maschile (57,7%), ma con una diminuzione rispetto al primo trimestre 2020 dell’1%.

Al contrario il dato della componente femminile è in crescita del +15,8%, pari a 255 infortuni in più. Si tratta di denunce in occasione di lavoro che aumentano del 27,7% mentre quelle in itinere calano del 33,5%. Ad influire sulla crescita anche il Covid-19: nella pubblica assistenza, negli ospedali e nelle rsa, infatti, per la maggior parte il lavoro è svolto da donne.

donne 2021

E sulla nazionalità degli infortunati, l’82,7% è rappresentato da italiani (+90 unità pari al +2,5%), il 14,2% da Extra-UE (+130 denunce pari al +26,1%) e il 3,1% dei casi da Cittadini di Paesi UE (+10 unità pari al +7,9%).

IN LIGURIA CALA L’INCIDENZA DEL COVID SULLE DENUNCE, MA SALE A SAVONA

Nel 2020 in totale sono stati 5.436 gli infortuni per Covid-19 (28% del totale) e 20 i decessi causati dal virus (45,5% degli incidenti mortali sul lavoro). Analizzando i dati per province, le più colpite sono state Genova e La Spezia, rispettivamente con 21 (71%) e 3 morti (60%) per coronavirus, mentre ad Imperia e Savona si è verificato un solo decesso sui loro totali.

covid 2020
La situazione nel 2020

Per quanto riguarda, invece, il primo trimestre 2021, in Liguria l’incidenza delle denunce di infortunio per Covid-19 scende dal 28% del 2020 al 23%. Il calo maggiore è quello di Genova, dal 32 al 24%, ma scende anche Imperia dal 27 al 23%. Le percentuali minori sono, però, delle due province in cui l’incidenza delle denunce Covid correlate è in aumento rispetto al 2020: a Savona sale dal 15% al 21% e La Spezia dal 14,5% al 21,5%.

covid 2021
La panoramica sul 2021

LA BATTAGLIA DEI SINDACATI: COSA È STATO FATTO E COSA C’È ANCORA DA FARE

Sono le province di Genova e Savona, quelle in cui si registra il maggior aumento di infortuni sul lavoro e le vittime dei primi tre mesi del 2021. Una lotta quella dei sindacati che dura da tempo con l’obiettivo di ottenere maggiori investimenti sulla sicurezza e la prevenzione.

“A Savona, nel corso degli anni, sono stati potenziati accordi, rispetto a quelli già presenti a livello nazionale” spiega Pasa. Un anno fondamentale è stato il 2019 grazie alla sottoscrizione di due accordi importanti. “Siamo stati i primi in Italia ad ottenere un accordo attraverso la Prefettura per il potenziamento della vigilanza e della prevenzione nel settore dell’edilizia. Ma non solo, lo stesso documento è stato sottoscritto anche per il porto di Vado e di Savona”.

Due passi importanti, ma non gli unici da compiere. “Nell’estate di due anni fa, abbiamo chiesto un incontro con i soggetti interessati alla prevenzione (forze dell’ordine, Inal, Inps ecc) per discutere anche degli investimenti necessari per l’industria. Abbiamo avuto l’incontro, ma poi tutto si è fermato anche a causa della pandemia” dichiara Pasa.

Tra le altre richieste della Cgil anche il potenziamento del numero di ispettori, “attualmente in provincia ce ne sono appena 3/4″ e alcuni incontri con le associazioni datoriali di riferimento.

Altro punto importante la filiera degli appalti. “Nella provincia di Savona, oltre il 90% degli infortuni avviene all’interno di questo settore – denuncia il segretario Cgil – Occorre, dunque, concentrarsi su di esso e ragionare su cosa è importante fare. Certo in questo caso non aiuta, ed è vergognosa, la linea seguita dal PNRR che smonta gli elementi di sicurezza nel sistema degli appalti e dei subappalti. Il governo è intervenuto di nuovo riducendo gli investimenti sulla salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro in queste filiere, che qualche anno fa eravamo riusciti, con le unghie e con i denti, a rimettere in pista e ora si torna di nuovo indietro”.

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