Il segretario Pasa (Cgil): "Politica savonese poco autorevole e incapace, abbiamo la ferrovia del 1903" - IVG.it

Pensiamoci

Intervista

Il segretario Pasa (Cgil): “Politica savonese poco autorevole e incapace, abbiamo la ferrovia del 1903” video

Tremila posti di lavoro in gioco nei settori strategici con finanziamenti in arrivo: “Il momento è adesso”

Savona. Lo aveva già detto a IVG parlando di occupazione: la provincia di Savona, e soprattutto i lavoratori, pagano a caro prezzo la mancanza di autorevolezza della sua politica. A ribadirlo forte e chiaro è Andrea Pasa, segretario provinciale della Cgil, assieme all’altro concetto che gli sta particolarmente a cuore: la politica regionale è troppo “Genovacentrica” e lo è soprattutto a scapito della nostra provincia.

Entrambe le affermazioni di Pasa – 15 anni in fabbrica e 13 nel sindacato, Fiom compresa – non possono che trovare una porta aperta, spalancata anzi, in chi scrive, come ben sanno coloro che hanno la bontà di seguirci.

E ancora. Assieme alla “mancanza di autorevolezza”, ci sembra di poter liberamente dedurre (ma è solo un ragionamento nostro, sia ben chiaro), che alla politica savonese si possa addebitare anche una certa dose di scarsa capacità. Ma sentiamolo, il segretario provinciale della Cgil.

Pasa, ha detto cose importanti in modo chiaro, come mai nessuno aveva fatto prima. Conferma?
“Certo, non siamo mai stati così poco autorevoli a livello regionale e nazionale”.

Può scendere un po’ più nei dettagli?
“Riassumo tre punti. Il primo riguarda il settore socio sanitario. Ma davvero è possibile che il maggior numero di primari che mancano siano i nostri o che la Commissione per le invalidità rischi ritardi perché i medici non vengono pagati? Parliamo di invalidi, i soggetti più fragili. È possibile, ed è possibile che la nostra politica stia zitta? Secondo punto, i progetti che la Regione ha inviato al governo per il tanto citato PNRR riguardano poco o nulla il nostro territorio. Niente Aurelia bis, niente ferrovia verso il Piemonte. Le nostre merci per andare in Piemonte devono passare da Genova. Tra Altare e Ceva abbiamo la ferrovia del 1903. Eppure ci chiamano da Cuneo per impostare progetti comuni perché ci considerano ovviamente il loro porto naturale. Genova vuole fare Gronda e Terzo valico. È giusto, facciano pure, ma si ricordino anche del Savonese. Terzo punto, i contatti con il governo. Da quattro mesi Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro con il ministero dello Sviluppo economico. Non ci hanno neanche risposto, non rispondono neppure al prefetto, cioè a loro stessi, perché la prefettura rappresenta il governo sul territorio”.

andrea pasa

Un quadro desolante
“Approfitto della sua domanda allora, perché non ho mica finito. Persino La Spezia ha più attenzioni di noi, la Pontremolese la fanno. Per noi nei documenti approvati dalla Regione c’è solo il raddoppio ferroviario del Ponente, in ballo da decenni, e non siamo neppure certi che arriveranno finanziamenti sufficienti”.

Eppure nel Savonese si vedono spesso rappresentanti del Governo in tour…
“Vengono, ascoltano, o fanno finta di ascoltare, si mettono sottobraccio i dossier che consegniamo loro, se ne vanno e non se ne sa più nulla. Non solo non arrivano soluzioni, ma neppure risposte. Non contiamo nulla, appunto. Ma non voglio fare di ogni erba un fascio, ad esempio giudico positiva l’ultima visita della viceministra Bellanova, come ci sono molti sindaci virtuosi. È quando si passa ai rapporti con Genova e Roma che viene fuori quella che abbiamo chiamato mancanza di autorevolezza, che riguarda ogni area politica anche se, certo, il ministero dello Sviluppo Economico brilla per assenza e responsabilità nelle cose non fatte, incapace di costruire proposte di politica industriale”.

Nessuna prospettiva?
“Noi non ci arrendiamo, perché la nostra provincia ha tutto: porto, industria, turismo. Lo ripeto, abbiamo tremila posti di lavoro in gioco nei settori strategici di cui si sta parlando: acciaio, aeronautico, infrastrutture, transizione ecologica compresa. Dobbiamo parlare delle crisi di Piaggio, Bombardier, Sanac, Funivie, Italiana Coke, LaerH. Non c’è solo l’ex Ilva di Genova, di cui, sia ben chiaro, è giusto occuparsi”.

Ecco, forse “Genova matrigna” brucia ancor più di “Roma assente”. D’altronde la Storia (quella appunto con la S maiuscola) si ripete. I genovesi hanno rivolto i nostri cannoni contro la città e ci hanno interrato il porto, anzi ora il porto se lo sono proprio presi, anche se sono in corso manovre per avere finalmente un po’ più di autonomia. Toti non ha neppure messo un savonese in giunta, li lascia cinguettare tranquilli tanto i voti glieli hanno portati.

Da Pasa l’ennesimo invito, questa volta molto diretto, a rialzare la testa. Se qualcuno, appunto, ne avrà davvero l’autorevolezza e la capacità. “Ma – conclude – il momento è adesso perché è adesso che sono in gioco i finanziamenti”.

leggi anche
andrea pasa
Appello
Lavoro, Pasa (Cgil): “Sblocco dei licenziamenti è una catastrofe sociale”

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.