Guerra Israele-Palestina, la Casa dei Popoli di Ceriale: "Sistema di apartheid, chi non ne parla è complice" - IVG.it
Medio oriente

Guerra Israele-Palestina, la Casa dei Popoli di Ceriale: “Sistema di apartheid, chi non ne parla è complice”

Il comunicato stampa fa proprie in modo integrale le dichiarazioni di Luisa Morgantini

gaza palestina (gratuita pixabay)

Ceriale. “Gerusalemme Est è occupata militarmente da Israele fin dal Giugno 1967. Dovrebbe essere una città condivisa per due popoli e due stati. Invece continua ad essere militarmente occupata ed i palestinesi di Gerusalemme non hanno un passaporto, sono considerati residenti temporanei nelle loro case, non vengono concessi loro permessi di costruire nuove case, da anni vengono scacciati e deportati. Basterebbe che i giornalisti e i corrispondenti leggessero i documenti ONU dell’Ocha o guardassero i video e le denunce delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani israeliani da BetSelem, a Ir Amin ad Hamoked, che parlano del sistema di apartheid instaurato da Israele. Naturalmente lo affermano e soprattutto lo vivono sulla loro pelle i palestinesi e le loro organizzazioni per i diritti umani”.

Con queste parole inizia il comunicato stampa della Casa dei Circoli, Culture e Popoli di Ceriale, che fa sue integralmente le dichiarazioni di Luisa Morgantini. “Nelle corrispondenze da Gerusalemme si parla della protesta dei palestinesi per ‘case contese’ – scrivono – nei documenti e nella realtà le case dalle quali le famiglie palestinesi sono state evacuate o che stanno per essere evacuati da Sheik Jarrah sono di loro proprietà. Erano state costruite dall’Unrwa per i profughi palestinesi che si sono riversati su Gerusalemme Est dopo che erano stati cacciati da quella che fino al 14 maggio 1948, data della fondazione dello Stato d’Israele, si chiamava Palestina”.

“La rivolta di Sheik Jarrah è una rivolta contro l’occupazione militare israeliana, è una rivolta non solo per non essere cacciati dalle loro case ma per riuscire ad essere liberi cittadini nella loro terra e non ospiti che possono essere cacciati ad ogni momento, e scalda l’anima sapere che giovani e non giovani israeliani a Sheik Jarrah, sono al fianco dei palestinesi per dire no all’occupazione e ai coloni”.

“Perchè non raccontate chi sono i coloni? Delle loro aggressioni quotidiane contro le persone, le case, le greggi, gli alberi, del furto di terra, acqua risorse in tutta la Cisgiordania, eppure le notizie ci sono, sono su tutti i social e nei documenti ufficiali delle Nazioni Unite. Perchè non dite che nel parlamento israeliano sono entrati estremisti fondamentalisti che sostengono che i palestinesi devono essere tutti cacciati per far posto alla grande Israele? Perchè non raccontate degli arresti e abusi dei minori, delle migliaia di palestinesi incarcerati, della pratica della detenzione amministrativa? Perchè non trasmettete le immagini della violenza dei soldati contro pacifici manifestanti o delle incursioni notturne nelle case? Perchè non mostrate film e documentari di registi palestinesi ma anche israeliani e internazionali?”.

“Potrei continuare all’infinito sulle ingiustizie subite dai palestinesi. Ma certamente sapete tutto questo e allora perchè non ne parlate e vi rendete complici delle violazioni della legalità internazionale e dei diritti umani commessi da parte dello Stato Israeliano?”.

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