Funivie senza liquidità, allarme dei sindacati: "Tra 4 mesi rischio chiusura" - IVG.it
Grave crisi

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I sindacati di categoria davanti alla Prefettura per chiedere una soluzione della vertenza

Savona. Presidio questa mattina delle organizzazioni sindacali davanti alla Prefettura di Savona sulla vertenza di Funivie Spa: l’azienda è ormai senza liquidità, restano quattro o cinque mesi prima della possibile liquidazione, senza contare l’ormai prossima scadenza della cassa integrazione per i lavoratori (a novembre).

Tra i punti il ripristino dell’impianto dopo i danni alluvionali, una querelle che si trascina ormai da tempo e sul quale la situazione è in stand by: il precedente commissario è andato in pensione e ora si attende un passo in avanti del governo per mettere mano agli interventi necessario e al ritorno della piena funzionalità dell’azienda.

“Circa 70 famiglie attendono risposte da mesi e mesi, considerando un quadro aziendale, che si è molto aggravato rispetto a prima, non possiamo che essere allarmati” afferma Danilo Causa della Fit Cisl savonese.

“Il pericolo della liquidazione è concreto: il Mit e lo stesso Mise devono dare risposte e certezze – afferma Fabrizio Castellani della Filt Cgil -. Non dimentichiamo anche il contenzioso tra azienda e Ministero con una sentenza del Tar pendente, oltre allo stallo sull’intervento di ripristino dell’impianto: l’esproprio è essenziale, con l’inizio dei lavori dopo dieci mesi si potrebbe riprendere una piena operatività”.

“Purtroppo siamo agli sgoccioli, la preoccupazione è quella di perdere una storica azienda, strategica, con gravi ripercussioni occupazionali per il nostro territorio” sottolinea il segretario provinciale della Uil Gianni Mazziotta.

“Auspichiamo che il prefetto possa sollecitare i Ministeri competenti, in quanto il tempo ormai non concede altri tentennamenti: oltre agli interventi di cui si è sempre parlato speriamo in una azione forte sulla filiera delle rinfuse per il savonese” conclude Mazziotta.

Il primo e urgente atto ministeriale, per sbloccare l’iter, resta quello della nomina del nuovo commissario, successivamente servirà un piano per le opere di ripristino, assicurando misure di ammortizzatori sociali per le maestranze con un nuovo provvedimento legislativo.

Se le organizzazioni sindacali di categoria non avranno rassicurazioni, la mobilitazione proseguirà con nuove iniziative di protesta.

“Troppa rassegnazione delle istituzioni locali sulla possibilità di salvare Funivie e più in generale di tutta la filiera delle rinfuse – rincara il segretario provinciale della Cgil Andrea Pasa -. C’è la possibilità di rilanciare e garantire occupazione, industria e salvaguardia dell’ambiente. Ma serve che la politica nazionale e regionale costruisca un progetto, una strategia utilizzando anche parte delle risorse europee che arriveranno nel nostro Paese. L’infrastruttura ambientalista tutto il ciclo delle rinfuse è all’avanguardia pur avendo oltre 100 anni. Non si può da una parte riempirsi la bocca sui temi “green” e poi gettare a mare una prospettiva industriale”.

“Tutti hanno rimarcato il silenzio assordante del governo su Funivie ma più in generale su tutte le crisi industriali savonesi. È necessario immediatamente nominare un nuovo commissario che gestisca ricostruzione e gestione futura, incontrare Mit e Mise per la strategicità della filiera e il Ministero del Lavoro per mettere in campo subito le tutele ai lavoratori”.

E il segretario Cgil aggiunge: “Purtroppo ancora una volta troppo timidi i segnali che arrivano dall’Autorità di Sistema Portuale, che sui temi savonesi è sempre molto titubante e poco incisiva. Oggi i lavoratori hanno manifestato in presidio e meritano di sapere quale tipo di futuro si prospetta per loro e per le loro famiglie”.

“Il 12 maggio il Mit ha convocato l’Autorità portuale per parlare di Liguria e quindi anche di Funivie, Italiana Coke e Alti Fondali. il prossimo 16 giugno il Tar dovrà pronunciarsi sul tema delle concessioni – ridate indietro da Funivie al Ministero -. Preoccupazione altissima, visto anche i problemi economici comunicati dall’Ad di funivie che rischia di provocare un effetto a catena sull’impresa e quindi sull’infrastruttura e sui lavoratori”.

“C’è un problema più generale di riconoscimento delle istituzioni locali e regionali da parte dei livelli ministeriali. Non è mai accaduto che a richieste – tante – di Regione Liguria, parlamentari e addirittura prefetto – non ci siano risposte” conclude Pasa.

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