Funivie e filiera delle rinfuse, Pasa (Cgil): "Nuova strategia industriale con Italiana Coke, Alti Fondali e Sanac" - IVG.it
Nuova prospettiva industriale

Funivie e filiera delle rinfuse, Pasa (Cgil): “Nuova strategia industriale con Italiana Coke, Alti Fondali e Sanac”

Le risorse del Recovery per il rilancio del settore e la tutela dell'occupazione, all'insegna della sostenibilità ambientale

filiera rinfuse funivie

Savona. La difficile situazione nella quale versa Funivie Spa si unisce ad un discorso più ampio e strategico sul futuro industriale savonese, ligure e italiano. Ne è convinto il segretario provinciale della Cgil Andrea Pasa che, in vista del presidio di domani e dell’incontro in Prefettura sulla vertenza ancora in sospesa, rilancia sul futuro di una intera filiera, unita al filone dell’acciaio e della siderurgia.

“Da parte del Mise e dalla stessa Regione serve una strategia industriale forte e univoca, che si inquadra in un contesto produttivo più generale, seguendo canoni e criteri di ambientalizzazione e sostenibilità: la transizione ecologica ed energetica, con le ingenti risorse del Recovery Fund, consente di ragionare e progettare questa nuova direttrice, che metterebbe il savonese come territorio di riferimento, tutelando al tempo stesso livelli occupazionali e professionalità del settore” spiega l’esponente sindacale.

“Oltre a Funivie, la filiera delle rinfuse riguarda Italiana Coke e Alti Fondali, ricordando che grazie alla produzione del coke si realizza l’acciaio: ecco perché, considerando la situazione dell’Ilva e l’asset siderurgico italiano bisogna in tempi breve traguardare questa prospettiva, senza considerare il ruolo funzionale della stessa Sanac di Vado Ligure, specializzata nei refrattari industriali e da sempre legata alla stessa Ilva” spiega ancora Pasa.

“In questo quadro rientra il trasporto, ma anche le infrastrutturazioni necessarie (abbiamo un tunnel sottomarino dall’impianto di sbarco a Savona per arrivare alla stazione di San Rocco): i fondi del Recovery sono una occasione storica e da non perdere, ma serve una progettazione di lungo periodo, una vera politica industriale”.

“Il governo dovrebbe esercitare la concessione in atto su Funivie, riprendere in mano direttamente la situazione in stallo ormai da troppo tempo e, assieme alla Regione, creare una innovativa filiera industriale, strategica e risolutoria di vertenze in sospeso. Così come Italiana Coke, oltre alle prescrizioni indicate dal Consiglio di Stato, dovrebbe avanzare altri investimenti sul fronte delle moderne procedure di ambientalizzazione, come del resto avviene in altre realtà europee e internazionali” conclude il segretario Pasa.

filiera rinfuse funivie

E intanto su Funivie è arrivata oggi la presa di posizione del consigliere regionale Roberto Arboscello, che ha chiesto di calendarizzare una serie di audizioni con tutti i soggetti associativi e istituzionali coinvolti nella vicenda, in qualità di presidente della commissione attività produttive: “I problemi di liquidità, i ritardi nei lavori di ripristino della linea, il pensionamento dell’attuale Commissario, la scadenza a novembre della cassa integrazione, che non verrà prorogata senza un percorso chiaro sul futuro dell’azienda, sono temi centrali per una delle realtà produttive più importanti del savonese” afferma.

“Inoltre, è importante il dialogo con Autorità di Sistema Portuale, incaricata dal MIT di trovare un’alternativa a Funivie Spa, per valutare criticità, opportunità e nuovi scenari”.

“Tutti noi e tutte le parti coinvolte si aspettano ora una maggiore attenzione sulla tematica anche da parte della Giunta Toti, in particolare dell’assessore Benveduti, al quale chiediamo un intervento diretto presso il Ministero dello Sviluppo Economico guidato dal suo collega della Lega, Giancarlo Giorgetti, in modo da accelerare la nomina del nuovo commissario, condizione necessaria per rimettere in funzione l’impianto e ristabilire termini e destinatari delle concessioni”.

“Funivie non è solo importante a livello locale, ma è anche infrastruttura strategica per la filiera del carbone nazionale ed europeo. E’ fondamentale quindi ragionare del suo rilancio in termini complessivi, anche alla luce di nuove future utilità e diverse sinergie, garantendo e salvaguardando tutti gli attuali occupati” conclude il consigliere Arboscello.

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