Elezioni amministrative 2021: nel savonese 14 comuni al voto - IVG.it
Tornata elettorale

Elezioni amministrative 2021: nel savonese 14 comuni al voto

Sono 11 i comuni alla scadenza naturale del mandato, per altri 3 elezioni anticipate

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Savona. Le elezioni amministrative 2021 si terranno in autunno in 52 comuni della regione Liguria, in una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre, sia nei comuni con scadenza naturale del mandato degli organi eletti nel 2016 quanto in quelli ad elezioni anticipate. Il rinvio della tornata elettorale, prevista in questa tarda primavera, è stato adottato a causa del perdurare dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Si voterà in un solo comune con popolazione legale superiore a 15.000 abitanti con il sistema elettorale maggioritario a doppio turno e riguarda l’unica città capoluogo al voto nel territorio ligure, ovvero la città di Savona.

In sintesi, i numeri delle elezioni nella regione sono i seguenti: comuni al voto: 52 su 234 comuni liguri (22,2%); comuni >15.000 ab: 1 su 52 (1,9%); comuni ≤15.000 ab: 51 su 52 (98,1%).

Nel savonese saranno in tutto 14 i comuni chiamati al rinnovo dell’amministrazione comunale, 11 per la scadenza naturale del mandato, altri 3 per per motivi diversi: a Varazze e Bergeggi i rispetti sindaci vittoriosi nella precedente tornata sono stati eletti in Consiglio regionale, rendendo quindi incompatibile la carica da primi cittadini.

Altro comune al voto sarà invece Nasino, con l’attuale amministrazione guidata da un vice sindaco reggente, Giampiero Vassallo, dopo la tragica scomparsa del sindaco eletto Claudio Tessarin.

Gli altri comuni al voto sono, in ordine di popolazione: Savona, Loano, Spotorno, Stella, Borgio Verezzi, Tovo San Giacomo, Calice Ligure, Stellanello, Balestrino, Castelbianco e Testico.

Liste e schiarimenti sono ancora di definizione, tranne qualche eccezione, con la vera campagna elettorale ormai ai nastri di partenza e che caratterizzerà l’estate 2021.

Elezioni 2016

SISTEMA ELETTORALE:

Nei Comuni fino a 15 mila abitanti si vota con una sola scheda per eleggere sia il sindaco che i consiglieri Comunali. Ciascun candidato alla carica di primo cittadino è affiancato dalla lista elettorale che lo appoggia, composta dai candidati alla carica di consigliere. Sulla scheda è già stampato il nome del candidato sindaco, con accanto a ciascun candidato il contrassegno della lista che lo appoggia. Il voto per il sindaco e quello per il consiglio sono uniti: votare per un candidato sindaco significa dare una preferenza alla lista che lo appoggia.

Viene eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di voti tra due candidati si andrà al ballottaggio per questi ultimi la seconda domenica successiva. Anche in questo caso risulterà eletto chi dei due avrà ottenuto più voti. In caso di ulteriore parità viene dichiarato eletto il più anziano. Una volta eletto il sindaco viene anche definito il consiglio: alla lista che appoggia il Sindaco eletto andranno i 2/3 dei seggi disponibili, mentre i restanti seggi saranno distribuiti proporzionalmente tra le altre liste.

Per i Comuni con più di 15 mila abitanti si vota sempre con una sola scheda, sulla quale sono già riportati i nominativi dei candidati alla carica di sindaco e, a fianco di ciascuno, il simbolo o i simboli delle liste che lo appoggiano.

Il cittadino può esprimere il proprio voto in tre modi diversi. Nel primo caso è possibile tracciare un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato sindaco da quest’ultima appoggiato. Nel secondo caso è possibile tracciare un segno sul simbolo di una lista, eventualmente indicando anche la doppia preferenza di genere: tale possibilità, prevista per i i cittadini dei Comuni superiori ai 5 mila abitanti, consente di esprimere due preferenze per i consiglieri comunali purché riguardanti candidati consiglieri di sesso diverso e appartenenti alla stessa lista, tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata: così facendo si ottiene il cosiddetto “voto disgiunto”. Nel terzo caso è possibile tracciare un segno solo sul nome del sindaco, votando così solo per il candidato sindaco e non per la lista o le liste a quest’ultimo collegate.

Nei Comuni con più di 15 mila abitanti è eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50 per cento più uno). Qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare per il ballottaggio la seconda domenica successiva per scegliere tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti al primo turno, verrà ammesso al ballottaggio il candidato alla lista più votata (maggiore cifra elettorale) e, in caso di ulteriore parità, verrà ammesso il più anziano di età (gli stessi criteri saranno usati in caso di parità nel ballottaggio). Al secondo turno viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Per stabilire la composizione del consiglio si tiene conto dei risultati elettorali del primo turno e degli eventuali ulteriori collegamenti nel secondo. In pratica, se la lista o l’insieme delle liste collegate al candidato eletto sindaco nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60 per cento dei seggi ma hanno ottenuto nel primo turno almeno il 40 per cento dei voti, otterranno automaticamente il 60 per cento dei seggi. I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste proporzionalmente alle preferenze ottenute.

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