Covid, come vaccini e lockdown fanno calare i ricoveri in Liguria: nel 2021 in due mesi -73%, nel 2020 -75% - IVG.it
Analisi

Covid, come vaccini e lockdown fanno calare i ricoveri in Liguria: nel 2021 in due mesi -73%, nel 2020 -75%

I dati mostrano due andamenti simili dal 6 aprile al 27 maggio dei due anni, più pronunciato invece il calo delle terapie intensive nel 2020

vaccino covid

Liguria. Due mesi di vaccini hanno portato nella nostra regione a una diminuzione degli ospedalizzati del 73%: un impatto paragonabile a quello avuto nel 2020 dal lockdown, quando nello stesso identico periodo il calo fu del 75%. E’ questo il dato che emerge dai grafici e dalle tabelle elaborati da Luca Fusaro e relativi al periodo compreso tra il 6 aprile e il 27 maggio degli anni 2020 e 2021.

Fusaro, dottore magistrale in Economia Applicata, commercialista e analista di dati, da inizio pandemia collabora con vari giornali cartacei e online, inviando loro grafici sul Covid-19: tra questi anche IVG e Genova24 (qui il nostro speciale elaborato con Fusaro in pieno lockdown). In questa nuova analisi, realizzata nel tentativo di “misurare” l’impatto della campagna vaccinale sulla pandemia in Liguria, rileva come il calo degli ospedalizzati sia simile nei mesi di aprile e maggio 2020 e 2021.

Per quanto riguarda esclusivamente il dato relativo ai ricoverati nei reparti di terapia intensiva, invece, il calo nel 2020 è stato molto maggiore: nel 2021 la diminuzione è stata di -2.537 unità contro i -3.393 dell’anno precedente. La differenza di due punti percentuali sul decremento degli ospedalizzati, considerando sia i reparti ordinari che la terapia intensiva, è attribuibile alla differenza tra i pazienti ricoverati in terapia intensiva in data 27 maggio 2021, con una differenza tra i due anni di 701 pazienti.

Tra il 6 aprile e il 27 maggio 2020 si evidenzia un calo degli ospedalizzati in Liguria pari a 24.640 che in termini percentuali si traduce in -75%. Gli ospedalizzati in data 27 maggio 2020 erano 7.729 mentre in terapia intensiva 505 per un totale di 8.234. I ricoverati con sintomi in data 6 aprile 2020 erano 28.976 mentre in terapia intensiva 3.898 per un totale di ospedalizzati di 32.874.

Dati ospedalizzati Fusaro
Dati degli ospedalizzati relativi al periodo 6 aprile - 27 maggio 2020

Invece, nello stesso periodo del 2021, in presenza dei vaccini, si evidenzia un calo degli ospedalizzati pari a 24.167 corrispondente al -73%. I ricoverati con sintomi in data 27 maggio 2021 sono 7.707 mentre in terapia intensiva 1.206 per un totale di 8.913 ospedalizzati. I ricoverati con sintomi in data 6 aprile 2021 erano 29.337 mentre in terapia intensiva 3.743 per un totale di 33.080 ospedalizzati.

Dati ospedalizzati Fusaro
Dati degli ospedalizzati relativi al periodo 6 aprile - 27 maggio 2021

LA TESI DI FUSARO: “Influisce la stagionalità, non i vaccini”

“Tale analisi – è la tesi sostenuta da Fusaro – dimostra che non sono stati i vaccini a far ridurre gli ospedalizzati bensì la stagionalità. Da notare come il numero di ricoverati con sintomi al 27 maggio di entrambi gli anni sia simile, 7.729 del 2020 contro i 7.707 del 2021; purtroppo i soggetti in terapia intensiva sono più del doppio, 1.206 del 2021 contro i 505 del 2020. Di conseguenza il numero di ospedalizzati è maggiore nel 2021, 8.913 contro 8.234″.

Rispetto al 2020 i ricoverati con sintomi sono diminuiti maggiormente, -21.630 in valore assoluto e -73,7% in percentuale. Nel 2020, invece, avevano subito una flessione di -21.247 e -73,3%. Nel 2021 sono calati in minore misura rispetto all’anno precedente i pazienti in terapia intensiva. Erano -3.393, pari a -87% nel 2020, mentre -2.537, pari a -67,8% nel 2021.

Dati ospedalizzati Fusaro
Differenza dei valori tra il 2020 e il 2021

L’INTERPRETAZIONE OPPOSTA: IL FATTORE LOCKDOWN

Oltre alla presenza dei vaccini, c’è però da tenere conto di un’altra sostanziale differenza con lo scorso anno: il lockdown che lo scorso anno ha costretto tutti a rimanere in casa per quasi due mesi. Infatti, fino al 4 maggio 2020 l’unica possibilità di uscire era giustificata dalla necessità di fare la spesa. Le strade della città erano letteralmente deserte e le persone si incontravano solo in coda in attesa del proprio turno fuori dai negozi (di alimentari) e dai supermercati. Quest’anno invece il lockdown, come è stato conosciuto nel 2020, è stato evitato ma dal 3 aprile all’11 aprile compresi la provincia di Savona e Imperia si trovavano in zona rossa (che comunque garantiva una libertà imparagonabile a quella dell’anno scorso) e poi dal 12 al 25 in zona arancione (come il resto della Liguria) per poi passare in zona gialla dal 26, giorno della ripartenza a livello nazionale. Paragonando i due periodi, sembrerebbe che l’impatto del vaccino abbia evitato il lockdown “duro” dell’anno scorso.

Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, ha sottolineato in più occasioni l’importanza delle vaccinazioni per l’impatto che hanno sulla circolazione del virus e sugli effetti che provoca nei soggetti che lo contraggono dopo la somministrazione. Già due mesi fa aveva dichiarato: “Chi si contagia dopo essere stato vaccinato tra il giorno 12 e il giorno 37, ha una carica virale molto più bassa di chi non è vaccinato. Si assiste a una riduzione di oltre il 90% della contagiosità già dopo 15 giorni. Quindi il virus potrebbe essere presente nel tampone, ma con bassa probabilità di trasmetterlo ad altri”. Sempre Bassetti, intervistato su La7 a L’aria che Tira, aveva spiegato che non è l’alta temperatura in sé a determinare un miglioramento nell’andamento dell’epidemia ma lo stile di vita delle persone che con il caldo tendono a passare più tempo all’aperto evitando di frequentarsi in posti chiusi.

Anche il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus, ha spiegato quali sono le quattro direttrici che hanno consentito di essere in questa situazione oggi: “Ci sono stati 4 elementi che hanno giocato a favore di questa situazione: vaccini, riaperture graduali, l’effetto stagionale e i comportamenti individuali“.

L’ANDAMENTO DI PANDEMIA E VACCINAZIONI IN LIGURIA

Per quarto riguarda l’andamento della pandemia il tasso di incidenza settimanale in Liguria è tra i più bassi d’Italia fermandosi al quinto posto con un valore di 28 su 100 mila abitanti a pari merito con l’Umbria. Le due regioni sono distaccate di più di dieci punti dalle prime tre che le precedono: Friuli Venezia Giulia (17), Sardegna (13) e Molise (12).

Dati ospedalizzati Fusaro
Tasso di incidenza settimanale per regione

E’ questo il risultato che emerge dai dati relativi all’ultima settimana (21-27 maggio 2021). Questo numero, insieme all’Rt a 0,69 come riferito giovedì dal presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, rendono sempre più concreta la speranza di entrare, dal 7 giugno, nella fascia di rischio in cui quasi tutte le limitazioni spariranno. Ancora ieri Toti ha ribadito che il quadro epidemiologico della regione è in miglioramento e la Liguria per cui “procediamo senza sorprese verso la zona bianca“.

Ultimo dato preso in analisi da Fusaro è l’andamento delle vaccinazioni. I suoi prospetti “sono stati aggiornati in base alla decisione dell’Ema che ne ha autorizzato l’utilizzo (per Pfizer) ai soggetti dai 12 ai 15 anni, quindi la popolazione in esame per le varie regioni è quella dai 12 anni in su”.

Analizzando i dati relativi al numero di persone vaccinate in rapporto alla popolazione, si nota come la Liguria abbia una percentuale pari al 23,69% mantenendo stabile la sua posizione, rispetto a due settimane fa, e confermandosi “in cima alla classifica” leggermente avanti rispetto alla Basilicata. Il dato nazionale è del 21,38 per cento”.

Fusaro Persone vaccinate popolazione
Persone vaccinate in rapporto alla popolazione

Dando invece un’occhiata al numero di persone vaccinate con la prima dose in rapporto alla popolazione, la Liguria è quarta, trovandosi tra i primi posti, con il 43,31%, scalando di quattro posizioni la “classifica”. Anche in questo caso, si tratta di un dato superiore alla media nazionale, che si attesta al 41,12%.

Fusaro Persone vaccinate popolazione
Persone vaccinate con la prima dose in rapporto alla popolazione
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Grafici
Covid, Liguria prima in Italia per percentuale di soggetti vaccinabili che ha già completato il ciclo: quasi il 21%

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