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Coraggio Italia, il nuovo partito di Toti e Brugnaro fa il pieno di ex berlusconiani e grillini

Tra gli aderenti c'è anche Marco Rizzone, espulso dal M5s perché si era intascato il bonus Covid da 600 euro

Generico maggio 2021

Roma. Il nome che spicca di più è certamente quello di Marco Rizzone, ex deputato genovese del Movimento 5 Stelle espulso dal partito dopo il caso del bonus Covid da 600 euro: lui era uno dei cinque parlamentari che lo avevano incassato. “Capra ignorante” è l’epiteto con cui aveva definito Giovanni Toti in un commento su Facebook qualche mese prima. Oggi lo stesso Rizzone è uno dei 24 membri del neonato gruppo di Coraggio Italia alla Camera, presentato questa mattina dal governatore ligure e dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che insieme hanno avviato il percorso per fondare ufficialmente un nuovo partito.

Del resto si sa: in politica, come nel calcio, la palla è rotonda e tutto può succedere. Ed è forse in base a questo principio che Toti non esclude nessuna possibilità: “Se domani mattina Forza Italia vorrà discutere di un grande partito, questa è una casa aperta. Io avevo proposto il partito unico ma sono stato trattato con sufficienza – rivendica -. Venga chi vuole ma qualcuno la finisca di mettere blocchi e veti per interessi personali, io sono contro solo a coloro che non vogliono il dibattito”.

Chi sono gli altri parlamentari che hanno aderito

“Le porte sono aperte”, dice anche Brugnaro, e qualcuno ne ha già approfittato per entrare. Oltre al capogruppo Marco Marin e al già citato Marco Rizzone ci sono Stefano Mugnai, Osvaldo Napoli, Manuela Gagliardi, Felice Maurizio D’Ettore, Simona Vietina, Michaela Biancofiore, Gianluca Rospi (ex M5s, poi Cambiamo!), Giorgio Silli, Martina Parisse (ex M5s), Elisabetta Ripani, Carlo Ugo De Girolamo, Daniela Ruffino, Tiziana Piccolo (unica ex Lega), Guido Germano Pettarin, Claudio Pedrazzini, Guido Della Frera, Matteo Dall’Osso, Fabiola Bologna, Fabio Berardini, Raffaele Baratto e Maria Teresa Baldini. Quasi tutti provenienti da Forza Italia, alcuni passando da Cambiamo! (che comunque non era un gruppo autonomo non avendo abbastanza iscritti).

Il nuovo gruppo sosterrà il governo in carica. “Questo è il governo del migliore e merita di andare avanti. Siamo qui per dare una mano a Draghi che è la persona più autorevole”, dice Marco Marin durante la conferenza stampa di presentazione del gruppo.

Al Senato non ci sono ancora i numeri per un nuovo gruppo: servono almeno 10 senatori. L’unico nuovo acquisto al momento è Sandro Biasotti, ex presidente ligure e storico volto di Forza Italia. Ci saranno poi tutti i senatori di Cambiamo: Gaetano Quagliariello, Paolo Romani, Maria Rosaria Rossi, Raffaele Fantetti, Marinella Pacifico (ex pentastellata) e Massimo Berutti. Per ora, in base al regolamento del Senato, non potrebbero costituire un gruppo autonomo (servono almeno 10 persone).

I rapporti con Berlusconi

“Grazie a Berlusconi, è stato un coraggioso, ma ora dobbiamo andare avanti, è un altro tempo”, aggiunge ancora Luigi Brugnaro. “Non siamo contro nessuno, ringraziamo ma dobbiamo guardare al futuro, servono i giovani. Auguro ogni bene a Forza Italia e agli altri partiti del centrodestra. Noi siamo intenzionati a recuperare gli elettori già andati via”.

E Berlusconi, secondo quanto riporta l’Adnkronos, non l’ha presa bene. Adesso Forza Italia è al governo, è forte, è un errore andar via, avrebbe assicurato il Cav al telefono in questi giorni con alcuni suoi parlamentari insofferenti, sottolineando che così si rischia di indebolire il partito azzurro appena tornato in maggioranza con il governo Draghi di unità nazionale. Berlusconi, raccontano all’Adnkronos, avrebbe anche fatto notare che Brugnaro gli aveva promesso che avrebbe fatto delle liste civiche fuori da Forza Italia e invece poi non è stato così, visto che il sindaco di Venezia ha poi fatto il pieno tra i parlamentari azzurri.

Tensione nel centrodestra

A parte i retroscena su Berlusconi, la nascita di Coraggio Italia ha già avuto un effetto tangibile: il vertice del centrodestra sulle comunali di Milano e Roma, previsto nella capitale alle 17, è saltato. Ufficialmente per motivi organizzativi” dopo una telefonata tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ma i rumors dicono che dietro alla decisione ci fosse la volontà di evitare che volassero parole grosse tra Toti e Tajani. A destare malumori è proprio la “campagna acquisti” del nuovo partito che ha pescato a piene mani da Forza Italia. L’emorragia potrebbe essere soltanto all’inizio e la sensazione degli azzurri è che la situazione possa sfuggire di mano.

Il futuro del partito

“Il mio sogno non è un partito comandato da qualcuno, ma finalmente lasciare alla politica italiana un partito dove domani e domani ancora comanderanno persone che saranno scelte dagli elettori – ha spiegato Toti -. Da domani iniziamo a lavorare sugli statuti. Cominciamo subito e lanciamo questo nuovo marchio che abbiamo nel più breve tempo possibile. Le scadenze sono tante, bisogna avere coraggio. Ci dobbiamo credere, dobbiamo essere pronti al più presto. Nei momenti di cambiamento tutti hanno un po’ di timore, ma credo che la politica sia rimasta ostaggio della paura per troppo tempo come è rimasto ostaggio il Paese del Covid, quindi cerchiamo adesso di ripartire e andare veloci”.

Ieri sera all’hotel Eden è stato costituito con atto notarile un comitato promotore di cui fanno parte, oltre a Toti e Brugnaro, i parlamentari Marco Marin e Gaetano Quagliarello. Ci saranno due commissioni, una per la redazione dello statuto e dell’atto costitutivo e una per carta dei valori, programma e codice etico. All’assemblea costituente parteciperanno tutti i parlamentari che hanno dato la propria adesione.

coraggio italia simbolo

Coraggio Italia ha già pronto il sito ufficiale e il il simbolo, un cerchio fucsia con la scritta “Coraggio Italia” bordato dal tricolore nella parte alta e di blu nella parte bassa. Il colore di fondo è legato sostanzialmente alla lista di Brugnaro per le comunali di Venezia, identificata col rosa e schernita dagli avversari con la definizione “fucsia”. Da qui la decisione di usare questo colore, come ha spiegato il sindaco lagunare in conferenza stampa.

Cosa succede in Liguria

Dal punto di vista degli equilibri politici, la confluenza di Cambiamo! nel nuovo soggetto politico non dovrebbe influire in alcun modo. Sarà invece da capire se muteranno i nomi e i simboli. Alle ultime regionali la lista civica del presidente mostrava a grandi caratteri il nome “Toti” relegando “Cambiamo” a una piccola scritta nella parte alta del cerchio.

Generica

Nonostante questo in Regione è stato costituito il gruppo “Cambiamo con Toti” e anche a palazzo Tursi esiste il gruppo “Cambiamo”. Secondo fonti interne, al momento non sono arrivate indicazioni, ma non si esclude che nelle prossime settimane, quando la nascita del nuovo partito verrà formalizzata, anche le declinazioni istituzionali possano uniformarsi al nuovo brand nazionale e diventare “Coraggio Italia“.

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