Posizione

Coprifuoco, Coldiretti: “Allentamento necessario per la ripresa del turismo”

"Grazie anche alle riaperture all'interno, per i locali si stima un fatturato di 3,5 miliardi di euro"

Primo giorno di zona rossa, la situazione a Savona

Liguria. Almeno 3,5 miliardi di euro al mese, è questa secondo Coldiretti la stima del fatturato che il possibile superamento del coprifuoco alle 22:00 e l’apertura all’interno dei locali per il servizio al tavolo e al bancone porterebbero a bar, ristoranti, pizzerie, ittiturismi e agriturismi in tutta Italia.

La cabina di regia ne sta discutendo in queste ore, due le possibilità: il centrosinistra punta sullo spostamento alle 23, mentre il centrodestra alle 24 o alla sua cancellazione. Quest’ultima un’ipotesi, però, più difficile da realizzarsi. Il coprifuoco, entrato in vigore più di sei mesi fa, dovrebbe comunque essere eliminato entro luglio, ovviamente dati permettendo.

“Attualmente – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa –  solo chi ha possibilità di spazio esterno ha potuto realmente riaprire, dopo mesi di chiusure obbligate e di riduzione dei clienti per lo smart working e per assenza del turismo. A cascata è stato poi travolto l’intero sistema agroalimentare Made in Liguria, con vino, birra e cibi di qualità rimasti invenduti. Con l’arrivo anche della bella stagione, ad impattare negativamente rischia di essere il limite fissato per il coprifuoco alle 22, poiché riduce le presenze ed impedisce i secondi turni”.

“In un Paese come l’Italia – proseguono – dove 1/3 del budget delle vacanze viene destinata alla tavola, le riaperture sono necessarie, peraltro per garantire l’ospitalità turistica con l’arrivo del pass vaccinale e lo stop alla quarantena per gli stranieri provenienti dall’Unione Europea, soprattutto dopo la decisione di revocare lo stato di emergenza per la pandemia dalla Spagna, il principale concorrente del Belpaese tra le destinazioni turistiche.

“Per far davvero ripartire i territori – concludono – è necessario valutare attentamente la situazione e, sempre e solo in sicurezza, permettere di allentare un po’ la presa su quelle strutture che hanno già subito pesantissime perdite a causa della pandemia, sostenendo allo stesso tempo l’economia dei territori e l’occupazione”.

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