Calcio, il vicepresidente del Pro Savona spara a zero: "Scaramuzza e Pirates, adesso parlo io" - IVG.it
Intervista

Calcio, il vicepresidente del Pro Savona spara a zero: “Scaramuzza e Pirates, adesso parlo io”

Attacchi durissimi all'assessore ("Nuovo stadio bloccato per usarlo in campagna elettorale, e fondi doppi al Meeting Ottolia") e a Giacchello ("Abbiamo sempre pagato, è lui ad aver sbagliato le fatture")

Savona. “Vogliamo realizzare un nuovo stadio Bacigalupo simile a quello del Sassuolo: rialzato, con 3000 parcheggi sotto e 10 mila posti sugli spalti. Costerebbe 4 milioni ma i soldi, tra società e sponsor, li abbiamo: chi dice che non paghiamo le fatture mente. Il problema è che il Comune ci aveva promesso che saremmo entrati allo stadio a ottobre 2020, ma tutto è fermo perché Scaramuzza vuole usare lo stadio come tema durante le elezioni. A lui importa solo dell’atletica: alle altre società dice di non avere soldi ma poi raddoppia il contributo per il Meeting Ottolia… fa campagna elettorale con i soldi dei cittadini”. Un vero e proprio “j’accuse” quello con cui il vicepresidente del Pro Savona, Simone Marinelli, punta il dito contro chi, a suo dire, sta ostacolando la rinascita del Savona Calcio.

Un lunghissimo sfogo in cui Marinelli “vuota il sacco” mettendo nel mirino figure specifiche (l’assessore allo sport Maurizio Scaramuzza e il presidente dei Pirates Michele Giacchello) e più in generale le società calcistiche di Savona, accusate di volersi in qualche modo “vendicare” di anni passati all’ombra del Savona approfittando dell’attuale momento biancoblu, senza un campo di gioco.

E pensare che la società aveva iniziato il suo percorso sognando in grande: “Abbiamo già depositato dei progetti tramite il geometra De Rosa che voglio ringraziare pubblicamente per quello che ha fatto fino ad oggi. Il problema grosso è che in tutto questo il Comune è assente. È ora che la città sappia tutta la verità“. Perché, avverte senza giri di parole, “scordatevi che ci sia un Savona nel Bacigalupo a breve: fino ad ottobre se lo giocheranno in campagna elettorale. Questa è la verità, dovete capirlo”.

LA VICENDA STADIO: “Comune assente per usare il tema in campagna elettorale”

“Ad agosto dello scorso anno presi un caffè con l’assessore allo Sport Scaramuzza, il quale mi disse che massimo entro fine novembre sarei stato dentro il Bacigalupo. Questo non è successo – attacca Marinelli – A dicembre ci siamo recati insieme ai miei soci negli uffici comunali e ci è stato detto che massimo entro fine marzo avremmo trovato una soluzione. Siamo a maggio e non ci sono sviluppi”.

L’imprenditore è un fiume in piena: “Hanno messo la politica davanti alla storia del Savona Calcio, vogliono tenersi lo stadio come argomento elettorale. Non ne faccio un questione di destra o sinistra, non mi importa. Ma è vergognoso: credo che siamo l’unica squadra a livello nazionale che non ha uno stadio da utilizzare, con le potenzialità che il Bacigalupo ha. Questo perché i politici vogliono usarlo in campagna elettorale, come jolly per farsi belli. Sentire l’assessore che dichiara di averci incontrato mi fa sentire preso per i fondelli: siamo quasi in estate, anno di elezioni e siamo tutti fermi, perché ognuno pensa al proprio mulino”.

IL PROGETTO: un nuovo Bacigalupo da 10 mila posti

Due le ipotesi in campo: la ristrutturazione dell’attuale stadio, con il rifacimento della zona di Legino (ad esempio eliminando le barriere vicino ai palazzi) o, addirittura, l’abbattimento con conseguente costruzione di un impianto ex novo. “Sembra paradossale, ma la seconda soluzione è la più economica – garantisce Marinelli – buttare giù e rifare”.

Il nuovo impianto sarebbe realizzato un po’ sullo stile del Mapei Stadium di Sassuolo, con il campo rialzato e un parcheggio sotterraneo da 3.000 posti auto. “Gli spalti avrebbero 10 mila posti – spiega l’imprenditore – con la possibilità di ampliarlo in futuro, se il Savona dovesse crescere. Il geometra che segue la pratica aveva anche già risolto il problema del rio Molinero. Il costo? Tra i 3 e i 4 milioni di euro, coperti da fondi della società e degli sponsor che abbiamo trovato e che troveremo. Quali? Difficile dirlo ora, senza poter fare niente rischio di perderne”.

Il sogno dunque è destinato a svanire? “Vediamo, se si sveglia la politica si può sperare – risponde possibilista il vicepresidente della Pro Savona – però quando tiri una corda, prima o poi si spezza… e io mi sto spezzando“.

stadio Bacigalupo savona dall'alto
L'attuale condizione dello Stadio Bacigalupo

LA DIATRIBA CON I PIRATES: “Abbiamo sempre pagato, errori loro”

Difficile ipotizzare investimenti milionari, obietta qualcuno, se non si pagano le fatture. Tiene banco, infatti, la polemica con il presidente della Ssd Pirates, Michele Giacchello, in merito alle fatture per l’utilizzo, da parte del Savona, del campo di Luceto dato in concessione dal Comune di Albisola Superiore alla società di football americano. Marinelli però non ci sta, e distinte alla mano vuole dimostrare di aver sempre ottemperato agli impegni. 

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“I primi mesi siamo stati a Vado, società a cui abbiamo pagato sempre tutto e che ringrazio per averci ospitato. Poi ci siamo spostati a Luceto. Ieri Giacchello ha detto che forse il Pro Savona ha sbagliato l’IBAN: ma come dimostrano i documenti, i bonifici sono sempre stati fatti. Non abbiamo pagato le ultime due fatture, è vero, ma perché erano sbagliate: in una era indicato “gennaio e febbraio 2021”, nell’altra “marzo e gennaio 2021”. Il mio commercialista ovviamente mi aveva suggerito di farle rifare perché non poteva esserci “gennaio” due volte. Alla fine della settimana scorsa Giacchello ci ha girato le fatture nuove e lunedì mattina le avrei portate dal commercialista per farle pagare, come abbiamo sempre fatto. Ma lui lo stesso giorno ha dato disposizione di bloccare l’accesso al campo al Savona, sia prima squadra che settore giovanile”.

E pensare, continua Marinelli, che la presenza del Savona a Luceto avrebbe potuto comportare investimenti importanti sul campo: “Mesi fa in Comune abbiamo esposto un progetto che prevedeva un nuovo manto sintetico, regolare per le partite, oltre alla riqualificazione degli spalti. Sarebbe stato a spese nostre (400-500 mila euro)”. Una spesa necessaria per poter disputare match ufficiali in attesa del “nuovo” Bacigalupo. “E al momento di rientrare a Savona tra 3-4 anni avremmo lasciato i lavori ‘in regalo’, solo per il favore di averci ospitato”. E invece è arrivata la frattura. “Di sicuro l’offerta non è più valida, non regalerò mezzo milione di investimenti a Giacchello – conclude Marinelli – Anche il Comune ci è rimasto male per il suo comportamento, a mio avviso è una persona molto piccola”.

I CONTRASTI CON LE ALTRE SOCIETA’: “Pativano il Savona, ora possono rifarsi”

Ora, dunque, la squadra nata sulle ceneri del Savona Calcio dovrà cercare una nuova casa. Non sarà facile: “Da sei mesi cerco altri campi, ma faccio molta fatica perché tutte le altre società limitrofe, che hanno sempre dovuto ‘subire’ il Savona, ci legano ancora alla vecchia società senza capire che noi non c’entriamo nulla. C’è chi ci ha offerto un campo dalle 13 alle 14, ben sapendo che a quell’ora i bambini sono a scuola”.

C’è un’eccezione: “L’unica società che almeno, pur senza promesse, sta provando a trovare degli spazi per noi è la Polisportiva Quiliano che ringrazio pubblicamente. Il presidente Aureliano Pastorelli almeno ci ha ascoltato, cosa che nessun altro fa”.

L’ACCUSA A SCARAMUZZA: “Contributo raddoppiato al Meeting Ottolia, fa campagna elettorale?”

Nel mirino di Marinelli, comunque, a ritornare più spesso è Scaramuzza. “Altro punto a sfavore dell’amministrazione è che non rimbalzano solo noi, ma anche tutte le piccole associazioni sportive e polisportive dicendo che non ci sono soldi – accusa – Però il 27 aprile un verbale della giunta ha finanziato con 10 mila euro il Meeting Ottolia. Di solito il contributo era di 5 mila euro: quest’anno, casualmente sotto elezioni, è raddoppiato. E sono soldi dei cittadini. Io sono a favore degli investimenti per lo sport, ma mi chiedo: assessore, perché ha aumentato l’offerta in periodo di pandemia? Sta facendo campagna elettorale con i soldi dei cittadini? E perché questi 5 mila euro non li ha dati alle piccole realtà che ora fanno fatica a pagare le bollette?”.

“È ora che la gente di Savona sappia come funziona lo sport in città – tuona – Altrimenti si merita persone che arrivano da Milano, investono nel calcio promettendo la Serie A in 5 anni e poi se ne vanno lasciando 2 milioni di debiti. Forse vi meritate questa gente qua. E’ ora che tutta Savona sappia come funzionano le cose. Io ci metto la faccia e continuerò a mettercela, perché sono innamorato di questa città a prescindere da cosa farò nel Savona. Però è giusto che tutti sappiano cosa sta succedendo“.

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