Approvati

Bagarre in consiglio a Savona, la minoranza: “Avete amministrato con la calcolatrice senza cuore e anima”

Discussi il bilancio e il documento unico di programmazione

Piazza Sisto

Savona. Nonostante l’accesa discussione e lo scontro che ha avuto come protagonisti il consigliere Pd Paolo Apicella e il sindaco Ilaria Caprioglio, il consiglio comunale di Savona ha approvato il bilancio consuntivo, il bilancio di previsione 2021, il relativo documento unico di programmazione proposto dalla giunta. Tra i contrari non mancano esponenti della stessa maggioranza, come i consiglieri di maggioranza Susanna Karunaratne e il fuoriuscito dal gruppo della Lega e confluito nel gruppo misto Emiliano Martino.

“Questo è un bilancio che poco rappresenta quello di fine mandato dove solitamenti ci sono esclusivamente spese di routine e dove non c’è di programmato quasi mai nulla – dichiara l’assessore al bilancio Silvano Montaldo -. Nel caso del bilancio 2021 le entrate sono rimaste invariate, non ci sono stati rincari e quindi si è gestito il tutto con le entrate dell’anno precedente. Le spese di natura corrente per il 2020 sono 60 milioni e nel 2021 per 63 milioni. Abbiamo presentato un bilancio che anche con un cambio di amministrazione in corsa può proseguire senza problemi”.

Ci saranno meno risorse a disposizione degli anni passati a causa del particolare anno appena trascorso con molte attività chiuse per periodi più o meno lunghi: “Un capitolo abbastanza importante per quanto riguarda i fondi Covid – spiega Montaldo -. Noi abbiamo lasciato a bilancio il suolo pubblico ma sappiamo che fino al 30 giugno non sarà pagato e ci dovrebbe essere un’estensione per tutto l’anno. Quindi ci saranno meno risorse. Allo stesso modo ci sarà una forte riduzione dell’imposta di soggiorno e all’addizionale Irpef (conseguenza dei minori redditi che le persone hanno conseguito)”.

La discussione

I consiglieri di minoranza intervenuti, da una parte, riconoscono il lavoro svolto dalla giunta e in particolare dall’assessore Montaldo dal punto di vista economico ma, dall’altra, sottolineano che per questo “la città ha dovuto pagare un prezzo alto”.

La discussione in consiglio si accende con l’intervento del consigliere comunale Paolo Apicella (Pd) “Il faro politico di questa amministrazione è stato l’assessore al bilancio e lo è ancora ora – osserva Apicella -. Ma è un’assurdità, lasciare gestire una città per cinque anni dall’assessore pone dei limiti enormi al lavoro della giunta. Il problema di fondo c’è, la giunta lascia la città peggio di come è stata trovata senza considerare che è più sporca e meno sicura”.

“Non si è mai vista una amministrazione così litigiosa – continua il consigliere Pd -, ci sono state occasioni in cui la giunta è stata salvata dalla presenza dei consiglieri di minoranza. Siamo sempre stati propositivi e devo dare atto all’assessore Montaldo di aver sempre accolto le nostre richieste. Avete amministrato con la calcolatrice, senza metterci cuore e anima. Non avete la cultura politica di non affrontare il dissenso. I commercianti si sentono abbandonati, non ci sono soldi per colmare questa distanza“.

“Il commissario avrebbe tagliato i servizi – risponde il sindaco Ilaria Caprioglio – che non avrebbe ritenuto necessario senza la preoccupazione di partecipare a bandi. I servizi tagliati nel sociale sono stati tutti ripristinati. Chi arriverà dopo di noi avrà la strada in discesa con un disavanzo di 22 milioni di euro e opere cantierate per 30 milioni. Le risorse a disposizione tra le due giunte sono ben diverse. Le persone ci accusavano di tutto quello che era stato fatto prima continuamente e costantemente e ci trovavamo a dover spiegare gli errori fatti prima. Abbiamo ritrovato macerie, ora abbiamo le fondamenta e possiamo costruire il piano terreno. Abbiamo gestito un piano di predissesto finanziario, due alluvioni, un anno e mezzo di pandemia. Sicuramente si sarebbe potuto fare di più ma abbiamo lavorato con coraggio e passione“.

L’opposizione evidenzia la “mancanza di programmazione sul lungo periodo”. “Ci sono maggiori entrate anche grazie all’emergenza Covid ma non c’è grande giovamento per settori che io ritengo importanti come ambiente, cultura e servizi alla persona – dice il consigliere Marco Ravera (Rete a Sinistra) -. Credo serva uno slancio, innovazione e idee nuove. La priorità va data a interventi a favore dei cittadini che sono maggiormente in difficoltà ma questo non è stato fatto”. E punta l’attenzione sul tema sicurezza: “Nel dup le pagine della sicurezza sono più voluminosi di altri capitoli. Ma viene percepita solo in senso unidirezionale, anche per l’impostazione che ha la maggioranza, ma per me la sicurezza è anche altro, e riguarda gli edifici pubblici e le scuole”.

“E’ necessario avere una visione, che non è niente di astratto ma al contrario qualcosa di molto concreto – dice il consigliere Elisa Di Padova (Pd) -. Ci sono numeri che in questi anni sono stati interpretati come costi”. E interviene sulla questione del lavoro: “Si è verificato uno scollamento tra le categorie e l’amministrazione, è emersa un’incapacità, una mancata empatia e una guida verso qualcosa a cui tendere – fa eco agli altri consiglieri di minoranza -. I progetti sono stati fatti a compartimenti stagni, senza connessione reciproca tra gli stessi”.

“Ci sono settori che non sono stati contemplati come la cultura e lo sport“, aggiunge il consigliere Barbara Di Pasquali (Italia Viva). Per quanto riguarda la sicurezza: “Sentiamo tutti i giorni i commercianti lamentarsi, come in via Paleocapa dove ci sono spesso persone, che ovviamente non per colpa loro, bivaccano sotto i portici”. Ma il sindaco risponde: “La situazione era la stessa anche negli anni precedenti. Siamo andati personalmente a parlare con queste persone. Qualcuno è stato recuperato, qualcuno si è preso dei Daspo”.

“Ci migliaia di euro di investimenti ma la preoccupazione vera riguarda la cassa – afferma Meles -, cioè la forza del comune di sostenere questi investimenti, di cui alcuni legati a molti bandi. Molti di questi interventi sono aleatori”. “E’ ovvio che non sono finanziamenti certi, è questa la governance – spiega il sindaco -. Ma abbiamo cercato di fare determinate cose che sono declinate dall’Agenza 2030. E stiamo continuando a partecipare ancora ora perchè crediamo nella continuità amministrativa”.

Sia Marco Ravera che Meles (M5S) hanno sottolineato che la città sta perdendo abitanti: “Una critica che si può avanzare – spiega Meles – è proprio non aver considerato questo dato. Non è stata pensata la riorganizzazione dei servizi offerti dalla cittadinanza anche in funzione di quello che sarà la città nei prossimi anni anche legato all’andamento della popolazione. Oltre ad avere una popolazione anziana, non è una città attrattiva per i giovani. A fronte di un alto numero di persone anziane i servizi andrebbero riorientati e anche il personale deve tener conto di questo oltre che della sfida digitale”.

“Il restyling di via Nizza – risponde il consigliere di maggioranza Alberto Marabotto (Lista Civica Caprioglio Sindaco) -, il trasferimento della biblioteca in centro e le case per studenti in città sono interventi proprio destinati a voler diventare una città attrattiva per i giovani e per evitare che vadano via per trasferirsi altrove”. Il sindaco aggiunge: “Il calo di popolazione è un dato che si registra a livello nazionale, non è colpa nostra se la città si svuota. Uno studio ha fatto una proiezione degli abitanti degli stati italiani nel 2100 e solo l’Italia perderà migliaia di abitanti”.

“Ci sono due spiragli positivi: maggiori investimenti in cultura e nel sociale – continua Marabotto -. Soprattutto per la quantità di investimento che ha superato quella della fase di pre crisi economica dell’ente. Le esternalizzazioni non sono una privatizzazione – precisa il consigliere -. Sono state fatte per asili e scuole e reputo che siano state giuste. Non capisco la visione del centralizzare tutto sul Comune. L’obiettivo è dare il miglior servizio al più basso prezzo”.

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