Autostrada A12, viadotto Ragone preoccupa: chiusura ai tir tra Lavagna e Sestri Levante - IVG.it
A rischio

Autostrada A12, viadotto Ragone preoccupa: chiusura ai tir tra Lavagna e Sestri Levante

Il governatore: "Chiediamo che il piano delle ispezioni e dei cantieri sia compatibile con le esigenze dei cittadini". Tutte le reazioni

A12. Un altro viadotto preoccupa: quello Valle Ragone sull’autostrada A12, situato tra i caselli di Lavagna e Sestri Levante – direzione La Spezia – che è stato subito chiuso ai mezzi pesanti oltre le 3,5 tonnellate a seguito dell’esito delle ispezioni dai tecnici del ministero dei trasporti avvenute oggi.

In particolare, tali ispezioni hanno messo in luce alcune criticità legate a “difetti che riguardano gli apparecchi di appoggio e le pile che non soddisfano le condizioni di sicurezza previste – afferma l’ispettore del Mit Placido Migliorino, che in queste ore ha coordinato i sopralluoghi sulle autostrade liguri -. Per questi motivi si è dovuto ridurre il carico sulle infrastrutture”. E ora? “Andranno rifatte le verifiche, perchè quelle di Aspi non andavano bene – sottolinea Migliorino – andranno fatti degli interventi, e forse tra qualche giorno si potrà alzare l’asticella della massa, almeno fino alle 26 tonnellate”, vale a dire escludere solamente i trasporti eccezionali.

A confermarlo è l’assessore regionale alle infrastrutture Giacomo Giampedrone: Piangiamo tutti i giorni i 43 morti del Morandi e non so se, a quasi tre anni da quella tragedia, sia più grave che il Mit stia ancora facendo ispezioni, che pensavamo fossero abbondantemente terminate, o che il risultato di queste ispezioni siano sempre situazioni che non ci danno totale sicurezza”, è il suo commento.

Su questo viadotto erano già state fatte segnalazioni dai sindaci del territorio, che ora dovranno subire anche le ripercussioni del traffico dei tir sulla viabilità ordinaria. Paghiamo un altro danno di immagine enorme”, prosegue l’assessore all’agenzia Dire. Giampedrone ricorda che “stiamo parlando di programmazione di disallestimento dei cantieri per l’estate, ma non è assolutamente compatibile con ispezioni ancora in corso e nuovi rischi per la sicurezza. Di certo, se siamo ancora alla fase delle ispezioni, non posso programmare nessuna dismissione di cantieri perché la sicurezza è la priorità assoluta. Naturalmente, tutte queste informazioni alla Regione arrivano all’ultimo, addirittura dopo i sindaci: così è difficile lavorare e interloquire con tutti i soggetti in campo”.

Provvedimenti simili a seguito di ispezioni erano già stati adottati per il viadotto Sori della A12 e per i viadotti Pecetti e Fado della A26. Chiusure che erano state poi rimosse dopo il superamento di prove di carico in orario notturno.

Lo stato pessimo della struttura del Ragone era noto da tempo alle istituzioni del territorio. Il consigliere della città metropolitana Marco Conti già nel 2018 aveva trasmesso un report con documentazione fotografica alla società Autostrade ma senza mai aver avuto alcun riscontro in merito.

Il blocco ai tir è già operativo come si evince dal sito di Autostrade che recita: “Chiusura Pesanti con peso superiore alle 3,5 tonnellate tra Lavagna e Sestri Levante per lavori”. Nel pomeriggio è stata convocata una riunione in videoconferenza con la Prefettura, Autostrade e la Regione.

Da Autostrade fanno sapere cheil viadotto non rischia di crollare. Le verifiche tecniche condotte sul ponte, in linea con le linee guida del Consiglio Superiore dei lavori pubblici emanate ad aprile 2020, esaminate in occasione del sopralluogo, hanno confermato la piena stabilità dell’infrastruttura (già registrata dai controlli effettuati da società esterne specializzate di ingegneria), mentre è stata condivisa una carenza intrinseca del Valle Ragone rispetto ad alcune azioni previste dalla normativa attuale per la progettazione dei ponti di nuova costruzione che sono molto amplificate rispetto alle norme precedenti”.

“In attesa dell’avvio dei lavori di adeguamento dell’opera, dei quali la Direzione di Tronco di Genova ha già avviato la progettazione – aggiungono da Autostrade -, è stata adottata, in accordo con il MIMS, la misura di limitazione al solo traffico pesante. Parallelamente, è stato individuato nel Politecnico di Torino, l’Istituto Universitario cui affidare la validazione di possibili innalzamenti del carico pesante transitabile, in merito alle soglie di carico massimo, da sottoporre e confermare con il MIMS nelle prossime ore”.

A tal riguardo è da evidenziare il colloquio telefonico avvenuto oggi pomeriggio tra il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini. Il presidente Toti ha chiesto al ministro Giovannini che il piano delle ispezioni e dei cantieri sia compatibile con le esigenze delle imprese e della vita dei cittadini, in un momento fondamentale per la ripartenza della Liguria e del Paese intero dopo oltre un anno di pandemia. Dal canto suo, Giovannini ha concordato con il presidente la necessità di un piano di lavori che sia concordato con Regione Liguria per garantire la compatibilità tra gli interventi di messa in sicurezza e la ripresa delle attività produttive e la riapertura della mobilità interregionale. Ha inoltre assicurato che si attiverà con le strutture competenti del ministero e che nei prossimi giorni verranno concordate le modalità operative per coniugare le esigenze di sicurezza e della viabilità al fine di non incidere negativamente sulla ripresa economica della regione.

In occasione, la deputata Manuela Gagliardi di Cambiamo! commenta: “A tre anni dal tragico crollo del ponte Morandi di Genova le condizioni in cui versano le autostrade in Liguria non sono affatto cambiate: si parla addirittura del rischio di un Morandi-bis, ciò è assolutamente inammissibile. Il ministero e Autostrade hanno dimostrato totale inadeguatezza nella gestione delle criticità che riguardano le infrastrutture liguri, i cittadini non possono e non devono essere ulteriormente presi in giro. Soprattutto non dopo aver pianto le 43 vittime del Morandi e aver vissuto mesi di disagio”.

Ora che il paese si appresta a ripartire con nuove disposizioni sulle riaperture e l’arrivo della bella stagione è inaccettabile che un territorio come la Liguria, che è già stato estremamente penalizzato dalla presenza di molteplici cantieri la scorsa estate, si trovi di fronte di nuovo a questo tipo di problematica – prosegue la deputata -. E’ assurdo che a tre anni da quel tragico crollo, siamo ancora nella fase delle ispezioni e che il Ministero non sia stato in grado di costituire e rendere operativa l’agenzia nazionale per la sicurezza – Ansfisa. La pericolosità di questo viadotto inoltre era già stata segnalata è inspiegabile la ragione per cui il gestore non sia tempestivamente intervenuto. Non si può giocare così con la sicurezza delle persone. La misura è ormai colma: Ministero e Autostrade si impegnino a ripristinare al più presto le condizioni di sicurezza di questo ponte e, allo stesso tempo, a garantire la percorrenza delle autostrade perché non possiamo più permetterci code e rallentamenti, non in in momento delicato come questo”, conclude.

“Autostrade, che da mesi tiene in scacco l’intera rete della Liguria tra controlli e manutenzioni, aveva rassicurato solo tre mesi fa i sindaci dei comuni di Sestri Levante e Lavagna ribadendo che sul viadotto Valle Ragone sulla A12 erano state effettuate le verifiche d’ordinanza trimestrali. Oggi, dopo un’ispezione del Mit, lo stesso viadotto è stato chiuso ai tir sopra le 3,5 tonnellate. Quindi dei due chi ha ragione? E quali parametri di sicurezza prevedono decisioni così diverse a pochi mesi di distanza? Autostrade e Mit chiariscano le motivazioni che hanno portato all’improvviso stop di oggi”, dichiara il capogruppo del Pd in Regione Liguria Luca Garibaldi in seguito alla chiusura del viadotto sull’autostrada A12 per i mezzi pesanti sopra le 3,5 tonnellate scattato oggi pomeriggio.

A fronte di segnalazioni ripetute e richieste di controllo da parte dei sindaci del territorio sull’area – sottolinea Garibaldi – un provvedimento deciso all’improvviso come questo può essere motivato unicamente da ragioni di urgenza e motivi di sicurezza. Condivido le preoccupazioni dei sindaci su una misura che impatterà sulla mobilità dell’intero Levante”.

Hanno voluto dire la loro a riguardo anche il vice capogruppo regionale della Lega Sandro Garibaldi e il presidente della III commissione regionale attività produttive Alessio Piana: “E’ una vergogna che solo oggi, a distanza di quasi tre anni dal tragico crollo del Ponte Morandi, Autostrade per l’Italia e Ministero delle Infrastrutture si siano resi conto della gravità in cui versa la struttura. I liguri continuano a subire danni gravissimi e forti disagi per la pessima gestione, da parte dei concessionari, delle tratte da Ventimiglia a Sarzana. Ricordiamo che, anche a causa dei cantieri infiniti, sulle nostre autostrade si sono verificati diversi incidenti mortali. Chiediamo che il ministro Enrico Giovannini venga di persona in Liguria a verificare la situazione e intervenga urgentemente con i fondi necessari. Va garantita l’incolumità e la sicurezza di persone e merci “.

“Lo stato in cui versa il viadotto di Valle Ragone sulla A12 e le sue condizioni di manutenzione sono tali che Autostrade si dovrebbe vergognare: dopo il disastro del ponte Morandi tutto ci saremmo aspettati tranne che una nuova emergenza – afferma invece Raffaella Paita, deputata di Italia Viva, a proposito della chiusura al traffico del viadotto sulla A12 disposta dai tecnici del Mit -. Mi chiedo anche come, dopo che i sindaci della zona sono più volte intervenuti per chiedere sicurezza, lo stato del viadotto possa essere stato accertato solo ora. Perchè le ispezioni non sono state effettuate prima? E’ davvero paradossale che, dopo due anni di finte discussioni sulla revoca, ci si trovi ancora in una tale situazione di insicurezza. Martedì prossimo ai rappresentanti delle Autostrade, all’audizione convocata dalle Commissioni riunite di Trasporti e Ambiente sul tema dei cantieri in Liguria, chiederemo di spiegare come sia stato possibile che una infrastruttura così importante sia arrivata a un tale stato di degrado. Non solo chiederemo di audire anche i sindaci di Lavagna e Sestri levante, per essere al loro fianco visto che vivranno l’ennesimo disagio”, conclude.

“A 3 anni dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi la Liguria è ancora ostaggio di un piano di manutenzioni infinito e di una serie di controlli che acquistano sempre di più un sapore di punizione più che di aiuto. Occorre rendersi conto che la Liguria i suoi cittadini e le sue imprese devono tornare a vivere e che sia le concessionarie autostradali sia gli uffici proposti del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili con i loro ispettori debbano prendersi le proprie responsabilità, in modo che i lavori in corso siano compatibili con la vita cittadini”.

Così Cambiamo Liguria in merito ai forti disagi sulla rete autostradale, a cui si è aggiunta, oggi, la chiusura ai mezzi pesanti oltre le 3,5 tonnellate del viadotto tra i caselli di Lavagna e Sestri Levante, sull’autostrada A12, per cui è in corso un incontro in videoconferenza con la Prefettura e tutti i soggetti coinvolti. Cambiamo Liguria sottolinea che “non è più tollerabile lo scarica barile tra concedente e concessionario. Né è ammissibile un piano di lavori incompatibili con la ripresa delle attività. Ci chiediamo per quale ragione il ministero dopo 3 anni non abbia più ultimato tutte le ispezioni e i suoi ispettori lavorino per aprire la Liguria o per chiuderla definitivamente, così da non assumersi le proprie responsabilità”.

Anche i consumatori, primi fruitori dei servizi autostradali, intervengono tramite Assoutenti sul caso della A12, dove il viadotto Valle Ragone è stato chiuso in entrambe le direzioni ai mezzi pesanti oltre le 3,5 tonnellate a seguito dell’esito delle ispezioni dai tecnici del ministero delle Infrastrutture.

“Non c’è pace per le autostrade liguri, e oggi un nuovo problema investe i trasporti locali con la chiusura di un viadotto che, secondo le ispezioni, presenterebbe alcune criticità – spiega il Presidente Furio Truzzi – Condividiamo le osservazioni della Presidente della Commissione Trasporti alla Camera, Raffaella Paita, e riteniamo che la misura sia colma: serve subito un delegato dei consumatori alla sicurezza, da inserire nelle strutture che gestiscono autostrade, ferrovie e trasporti in genere, con lo scopo di garantire gli interessi degli utenti che usufruiscono dei servizi resi”.

“Quanto accaduto oggi evidenzia la totale mancanza di trasparenza sul reale stato delle infrastrutture pubbliche, e la necessità di spezzare la catena di omertà e interessi economici che danneggia prima di tutto i consumatori – prosegue Truzzi – Per tale motivo chiediamo di inserire nelle società che gestiscono autostrade, treni, stazioni, ecc. un delegato alla sicurezza scelto tra le associazioni del Cncu, che abbia competenze specifiche e possa rappresentare una figura realmente terza e imparziale, in grado di assicurare gli interessi di chi paga per servizi i cui standard qualitativi, purtroppo, non appaiono all’altezza” – conclude il presidente di Assoutenti.

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