Torna il “muro” di cabine ad Alassio, social scatenati. Melgrati: “Comodo criticare da seduti" - IVG.it
Meme e mugugni

Torna il “muro” di cabine ad Alassio, social scatenati. Melgrati: “Comodo criticare da seduti”

Sulla pagina goliardica di Facebook "Alassiowood" fioccano meme e mugugni, ma il primo cittadino non ci sta e parte al contrattacco

Muro cabine Alassio

Alassio. Sono iniziati i preparativi in vista dell’apertura della stagione estiva 2021 degli stabilimenti balneari, che prevedono ovviamente anche il posizionamento delle cabine. E puntualmente, ad Alassio, come da “tradizione” ormai consolidata, scoppiano le polemiche.

Un appuntamento che si ripresenta, con cadenza regolare, ad ogni stagione estiva. Ed è così anche quest’anno con i social scatenati tra meme e mugugni. C’è chi definisce le cabine “brutte e datate” (“È dai tempi di Mina che sono le stesse”) e chi si lamenta per la “cappa di caldo che si origina proprio dalla chiusura generata dal muro sul lungomare”. Anche se, la lamentela che va da sempre per la maggiore, ovviamente è quella relativa alla mancata vista mare causa cabine.

Il gruppo più attivo in tal senso su Facebook è sicuramente “Alassiowood”, che ha dato vita ai meme più disparati, tra cui anche uno con la foto in lacrime di Francesco Totti e la scritta: “Quando non hai fatto in tempo a mettere piede in un ristorante fronte mare che hanno già montato le cabine… Speravo de morì prima”.

Ma l’insistenza goliardica, questa volta, ha suscitato la reazione, tutt’altro che divertita, del sindaco Marco Melgrati che, attraverso un lungo post su Facebook, poi condiviso anche sulla stessa “Alassiowood” ha voluto fare chiarezza sulla situazione, togliendosi, come si suol dire, qualche sassolino dalla scarpa.

“Leggo su Alassiowood un post, – inizia così la replica del sindaco, – dove in maniera esplicita si attacca l’amministrazione per la posa delle cabine sulla passeggiata. Durante il mio primo mandato da sindaco avevo realizzato un progetto con una passeggiata di due metri di larghezza sopraelevata di 60 centimetri rispetto alla passeggiata, dove oggi insistono le cabine, in maniera che chi era seduto ai dehor di bar e ristoranti poteva vedere il mare, sia da via Cavour a via Torino, sia in passeggiata Cadorna”.

In Regione me la hanno bocciata perchè cementificavo l’arenile e alla mia contestazione che la costruivamo dopo il cordolo di cemento che contiene la passeggiata, quindi in una zona già cementificata e ricoperta dalle basole di arenaria, mi era stato obiettato che era troppo impattante, ovviamente ogni due bagni ci sarebbe stata una discesa comune e porte stagne per le mareggiate invernali che ammettevano al corridoio di distribuzione della cabine, ma non c’è stato nulla da fare”.

E nella sua lunga risposta Melgrati ha parlato anche di altri progetti, stoppati sul nascere o finiti nel vortice delle lungaggini burocratiche: “Lo stesso discorso vale anche, ad esempio, per la richiesta dei moletti, che il responsabile dell’ufficio Ecosistema Costiero della Regione (una delle figure che hanno potere di vita o di morte per qualsiasi progetto che riguarda il litorale, senza controllo politico) ha spiegato nell’ultima riunione, ed è impossibile fargli cambiare idea. Dio solo sa quante volte ci ho provato, se con la barriera soffolta la spiaggia si dovesse allungare, oggi è comunque soggetta, nonostante questo mega ripascimento, ai ‘capricci del mare’ anche se è stata alzata in volume di 60/70 centimetri, che si erano persi, si potrà provare a modificare la disposizione delle cabine mettendole in verticale, con un pò di buona volontà dei concessionari”.

Sono pratiche lunghe che comunque devono passare al vaglio della Commissione Locale del Paesaggio e poi della Soprintendenza e anche volendo, per questa stagione non si può pensare di rispettare i tempi, – ha aggiunto ancora Melgrati. – Se il sindaco facesse una prova di forza i concessionari ricorrerebbero al Tar, che probabilmente gli darebbe ragione, concedendo comunque la sospensoria, per arrivare al terzo grado di giudizio passerebbero anni, anche se devo dire che qualche gestore di stabilimento balneare più ‘illuminato’ le ha già messe in verticale, lasciando libera la vista del mare, ma sono mosche bianche (la spiaggia del dell’hotel Lido o del Fronte Mare per esempio)”.

“Questo è un paese dove ogni innovazione viene, purtroppo, vista con sospetto. Ma criticare è facile, standosene seduti dietro una tastiera (hic sunt leones, specialmente con la tastiera) o dietro un telefonino. Fare, invece, è difficile. Ci si scontra con la burocrazia, con la mancanza di finanziamenti, con i dictat di funzionari di Soprintendenza o Regione. E scusate se in questo sfogo non c’era nulla di goliardico, trattandosi di una risposta su una pagina goliardica, ma a volte bisogna alzare le braccia e arrendersi. Ma non lo farò mai perchè non è nel mio dna”, ha concluso Melgrati.

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