Riaperture problematiche

Teatri, stagione a rischio a Cairo: la capienza al 50% non copre nemmeno gli abbonati

Il direttore artistico Eiraldi: “Unica soluzione due serate per spettacolo, ma troppo costoso. E per il cinema la paura è che non ci siano spettatori”

teatro comunale di Cairo Montenotte

Cairo Montenotte. È da febbraio 2020 che non si apre il sipario al Teatro Chebello. Una comunità, quella cairese, che soprattutto negli ultimi anni ha dimostrato la sua passione per la cultura. Sono circa 300 infatti gli abbonati alla stagione teatrale, un numero che comparato al bacino di utenza supera nelle proporzioni città come Genova e Savona. Ma il Covid-19 ha spento (si spera solo momentaneamente) questa fiamma e le riaperture concesse dal governo a partire dal 26 aprile non sembrano migliorare la situazione.

Il ministro Franceschini è riuscito nella battaglia di raddoppiare al 50% la capienza dei cinema e dei teatri, con massimo 500 spettatori al chiuso e mille all’aperto, ma per molti questi numeri non sono sufficienti.

Abbiamo 280 abbonati, con le nuove regole potremo ospitarne dai 150 ai 170 per volta – spiega Silvio Eiraldi, direttore artistico del “Chebello” – Le opzioni sono quindi due: dare il servizio solo alla metà degli aventi diritto (cosa ovviamente impossibile e ingiusta) oppure organizzare almeno due serate per spettacolo, in questo caso a livello organizzativo e soprattutto economico diventa davvero difficile”.

Dunque spese che raddoppiano e incassi che si riducono o rimangono invariati. E anche per gli spettacoli all’aperto, le cose non cambiano: “oltre alla complessità di allestire le scenografie in spazi aperti e ai problemi metereologici, bisogna tenere conto anche dell’aumento dei costi per gli impianti audio e i fonici” sottolinea Eiraldi.

A questo si aggiunge anche un’altra paura, soprattutto per quanto riguarda il cinema: come reagiranno i cittadini? La preoccupazione di essere contagiati sarà superiore alla voglia di tornare a godere di un bel film, come già avvenuto in passato? “Ad ottobre, nonostante il pieno rispetto delle norme anticovid, la media di spettatori era di circa 20-30 persone, per poi ridursi drasticamente in parallelo all’aumento dei contagi. In alcune serate, avevamo appena 3-4 spettatori, se non avessero deciso di chiudere i cinema, lo avremmo fatto comunque” racconta Eiraldi.

I teatri e i cinema sono posti sicuri – aggiunge – al contrario di altre realtà, nelle nostre sale si sta fermi e con la mascherina indossata. Uno studio dell’Agis ha, infatti, dimostrato che si è verificato un solo contagio su 350.000 spettatori”.

Ma nonostante le tante difficoltà e le preoccupazioni, la voglia di ripartire è tanta. “Vorremmo portare a termine la stagione teatrale del 2020 che non si è ancora conclusa, all’appello mancano 6 spettacoli che speriamo di riuscire in qualche modo a mettere in scena”.

Un 2020 che è stato importante per la compagnia cairese “Uno sguardo dal palcoscenico”, di cui Eiraldi è il direttore artistico e regista, che ha raggiunto il traguardo dei 40 anni e più di 60 spettacoli allestiti. “Abbiamo cercato di festeggiarlo nei pochi modi possibili, organizzando una mostra fotografica nel centro storico della città, due talk show e uno spettacolo itinerante che abbiamo ripetuto 7 volte nell’arco di una serata”.

Per il futuro i progetti non mancano: “Speriamo – dichiara Eiraldi – di mettere in scena oltre al nostro nuovo spettacolo ‘Coppie scoppiate’, anche ‘Paradiso’, ultima piece della trilogia dantesca che abbiamo presentato nel 2019 al Festival di Borgio Verezzi e vorremmo portare anche a Cairo Montenotte. Ad agosto, se sarà possibile organizzare Cairo Medievale, saremo inoltre protagonisti con due postazioni e uno spettacolo itinerante”.

“Il teatro va visto dal vivo e la comunità ne ha bisogno –  conclude Eiraldi – Bisogna cercare di colmare il vuoto enorme che questo lungo anno ci ha lasciato”.

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