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Programmazione

Si riparte (forse) il 20 aprile: il piano del governo per bar, ristoranti, sport e cultura

Ma si potrà procedere con un allentamento delle misure restrittive solo nelle Regioni che avranno numeri da “zona gialla"

Zona gialla, pienone a Genova per l'ultimo pranzo in riva al mare

Liguria. Dopo mesi di sacrifici, speranza e tanta preoccupazione, si inizia a parlare di riaperture. E se il ministro Garavaglia ha fissato la data di ripartenza del turismo il 2 giugno, Mariastella Gelmini ha ribadito che si riaprirà ad una sola condizione, ovvero “se i contagi scenderanno e la copertura vaccinale degli anziani e fragili salirà”. Ma per gli altri settori, come annunciato anche dal presidente Toti, la tanto attesa deadline potrebbe essere tra una decina di giorni: il 20 aprile.

Chi riaprirà per primo? Quale sarà il piano? In molti se lo domandano, sapendo che in questo momento il governo ha dato una sola certezza: tutto dipenderà dalla campagna vaccinale. E se, da un lato le forze in campo sembrano poter garantire numeri elevati, dall’altro c’è il problema della mancanza di vaccini, anche se nei prossimi giorni è attesa la consegna di diversi milioni di dosi nel nostro Paese.

Intanto a Roma i singoli ministeri sono a lavoro per elaborare i protocolli sulla ripartenza. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il monitoraggio della prossima settimana sarà decisivo e nelle regioni in cui i dati lo permetteranno, ovvero quelle che avranno numeri da “zona gialla”, si potrà procedere con un allentamento delle misure restrittive. In questa prospettiva, importante sarà l’incontro di martedì 20 tra Regioni e governo, in cui si discuterà sulla programmazione delle riaperture, tenendo conto dell’ultimo report dell’ISS, quello del 16 aprile.

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Come sottolineato dal Comitato tecnico scientifico, il processo dovrà essere graduale. Si partirà con i ristoranti, ma solo a pranzo, poi spettacoli e musei, successivamente bar e palestre. Di seguito tutte le norme al vaglio degli esperti.

RISTORANTI E BAR

I primi a riaprire saranno i ristoranti, ma ancora ad orario ridotto: servizio al tavolo a pranzo e solo asporto e consegne a domicilio a cena. Si favorirà l’utilizzo degli spazi all’aperto con la sospensione della tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Dopo sarà la volta dei bar, che dovranno seguire alcune limitazioni soprattutto legate alla consumazione al bancone.

CINEMA, SPETTACOLI E MUSEI

Aumentare il numero degli ingressi consentiti: 200 al chiuso e 400 all’aperto. È questa la proposta che domani il ministro alla Cultura, Dario Franceschini, presenterà all’incontro con il Cts. Il tutto, però, potrà avvenire soltanto ad alcune condizioni: gli spettatori dovranno indossare la mascherina Ffp2 anche all’interno delle sale e dovranno essere vaccinati oppure mostrare l’esito negativo del tampone effettuato entro 48 ore dallo spettacolo. Si privilegeranno le prenotazioni online, percorsi obbligatori e visite a tempo.

PALESTRE E PISCINE

Ormai da mesi chiuse al pubblico, palestre e piscine vogliono ritornare a lavorare. L’idea del governo è di ripartire con lezioni individuali, almeno durante la prima fase, anche se non si escludono le lezioni di gruppo. In questo caso, ovviamente, dovrà sempre essere rispettato il distanziamento e gli spogliatoi dovranno essere utilizzati in modo limitato.

 

 

 

 

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