Senza vaccino né medico di base, lombarda domiciliata in Liguria "prigioniera": "Nessuno sa come agire" - IVG.it
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Senza vaccino né medico di base, lombarda domiciliata in Liguria “prigioniera”: “Nessuno sa come agire”

"Ho contattato la sanità lombarda e Alisa, ma non sapevano come operare. Ho richiamato dopo Pasqua ma nulla è cambiato"

Anziana telefono

Liguria. Lei è Armida R. È una di quei numerosi anziani che decidono di trascorrere l’inverno nella nostra Regione per motivi di salute. Ma alcuni di loro sono rimasti bloccati in riviera per il susseguirsi dei vari lockdown, con numerosi e conseguenti problematiche e difficoltà e, tra questi, c’è anche lei. 

Ha 74 anni, è lombarda, e da ottobre 2019 è domiciliata nella sua casa di Sestri Levante poiché soffre di alcune patologie che consigliano la sua permanenza in Liguria e per le quali è impossibilitata a spostarsi e a viaggiare per centinaia di chilometri, anche per evitare un aggravarsi delle sue condizioni. 

Nel 2021, in seguito all’ordinanza del Gen. Figliuolo “4036 – 30/03/2021”, che “concede ai non residenti di essere vaccinati nelle regioni ove sono domiciliati”, ha iniziato ad informarsi per poter ricevere il vaccino anti-Covid, “speranzosa di poterlo fare con tranquillità”. Ma nel corso delle numerose telefonate che ha effettuato, le è stato detto, sia dalla sanità lombarda che da Alisa, “che all’ordinanza non sono seguiti i decreti attuativi o comunque che mancano le informazioni necessarie per poter applicare in concreto l’ordinanza medesima”. 

“Queste spiegazioni mi sono state fornite da Alisa e dai ‘call center’ vaccinali della regione Lombardia, – spiega la diretta interessata. – Io sono una vecchia signora domiciliata in Liguria, a Sestri Levante, da ottobre 2019, per motivi di salute, anche se sono residente in Lombardia, dove conservo il mio medico di base. Ma la domiciliazione sanitaria temporanea è impossibile perché il rientro nella ASL di provenienza è ostacolato dalla situazione attuale, dove le comunicazioni con gli enti pubblici sono estremamente problematiche. E non posso permettermi di rimanere senza medico di base”. 

“Ho  patologie serie e sono in Liguria perché l’aria è più pulita e salubre e la mia salute ne giova. Ma ho incontrato numerose difficoltà per poter avere accesso al vaccino. Non riesco a mettermi in contatto con la mia Asl in Lombardia da mesi e non posso neppure cambiare medico. Non riesco neppure a trovare una mail per comunicare e se chiamo non mi risponde nessuno. Se invece provo a prenotare in Liguria, il call center riconosce che non sono residente e quindi nulla da fare”, prosegue. 

“La situazione è questa, siamo schedati per regione, ho chiamato Alisa dopo aver saputo dell’ordinanza di Figliuolo e mi hanno detto che ne erano a conoscenza, ma non sapevano come operare, e di richiamare dopo Pasqua. L’ho fatto, ma sono ancora nella stessa situazione. Nessuno sa come agire. Ho scritto praticamente a tutti: Ministero e Alisa, ed ora mi sono rimasti solo i media per rendere noto il problema e risolverlo”, aggiunge ancora.

“Nessuno sa come applicare questa ordinanza ed io sono in mezzo a tutto questo, immagino come tante altre persone che sono in Liguria in questo periodo. Mi sono persino rivolta alla protezione Civile. Non sto chiedendo un privilegio, ma qualcosa basato su un’ordinanza emanata il 30 marzo e che dovrebbe quindi essere applicata. Sono in riviera per motivi di salute e avrei diritto a ricevere il vaccino anticovid”, conclude Armida.

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