Savona, Santi di nuovo critico con Open Fiber: "Troppi disagi a Villapiana, totale inadeguatezza" - IVG.it
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Savona, Santi di nuovo critico con Open Fiber: “Troppi disagi a Villapiana, totale inadeguatezza”

L'assessore in una lettera parla di "mancanza di supervisione" e intima all'azienda di provvedere a sistemare gli scavi

Pietro Santi

Savona. “Con la presente, si evidenzia nuovamente la totale inadeguatezza nell’esecuzione delle opere da parte delle ditte da Voi incaricate e la mancanza, da parte Vostra, di una adeguata supervisione. Si invita pertanto, nuovamente, codesta Società ad agire nei confronti dei propri operatori affinchè provvedano alla realizzazione dei ripristini dei suoli manomessi a regola d’arte”. Parole dure, durissime, quelle contenute nella lettera che Pietro Santi, assessore ai Lavori Pubblici di Savona, ha inviato ad Open Fiber che da mesi ormai è impegnata in scavi in tutta la città per la posa dei cavi di fibra ottica.

Nel mirino, ancora una volta (era già successo a luglio 2020), finisce il ripristino della pavimentazione stradale dopo gli scavi: in questi giorni, infatti, diversi residenti di Villapiana hanno inviato segnalazioni e lamentele in tal senso. “Si richiamano le numerose segnalazioni già trasmesse dall’ufficio tecnico, nonchè dal sottoscritto, in merito alla necessità che codesta Società, durante l’esecuzione degli interventi relativi alla realizzazione della rete in fibra ottica nella città di Savona, provveda, con constante attenzione, ad eseguire, attraverso i propri tecnici, verifiche puntuali dei lavori inerenti l’oggetto, realizzati dalle ditte da Voi incaricate”.

“Sono ancora oggi evidenti diverse – sottolinea infatti Santi – irregolarità sui ripristini provvisori degli scavi effettuati nella zona di Villapiana, quartiere particolarmente trafficato e con forte densità di popolazione. Tale situazione può determinare potenziali pericoli per la circolazione stradale e/o pedonale”.

Non si tratta, come detto, del primo screzio tra l’assessore e l’azienda. Già la scorsa estate Santi aveva “bacchettato” Open Fiber con una lettera ufficiale dai toni estremamente simili a quella di oggi.

L’investimento di Open Fiber di 9 milioni di euro, annunciato il 30 agosto 2019, ha l’obiettivo di collegare circa 25 mila unità immobiliari della città in modalità FTTH (Fiber To The Home), ossia con il cavo che raggiunge direttamente il piano; in questo modo le prestazioni sono drasticamente migliori rispetto a quanto accade in modalità FTTC (Fiber To The Cabinet), ossia quando la fibra arriva solo a un armadio situato in strada e il successivo collegamento da lì all’appartamento resta garantito dai cavi in rame.

Un progetto che dovrebbe garantire l’allaccio gratuito per scuole e uffici comunali, accolto con grande favore dal Comune di Savona (“Per le aziende sarà come entrare in un’altra epoca”, disse all’epoca l’assessore Maria Zunato) ma che, evidentemente, procede con qualche intoppo. Non solo le pavimentazioni contestate da Santi: a febbraio 2020 in corso Mazzini dovette intervenire la polizia locale perchè i cartelli di rimozione posizionati dall’azienda per permettere gli scavi erano irregolari.

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