Sanità, Giusto: "I tagli ricadono sui cittadini. Molti costretti a pagare per gli interventi" - IVG.it
"fuori da ogni logica"

Sanità, Giusto: “I tagli ricadono sui cittadini. Molti costretti a pagare per gli interventi”

Il presidente regionale di SMI: "Chiusura di ambulatori e ospedali, è la disfatta del servizio sanitario nazionale"

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Savona. Chiusura di ospedali periferici e di ambulatori di codici bianchi con il conseguente rinvio di importanti interventi chirurgici, anche per patologie gravi. Sono questi i punti segnalati da Renato Giusto, presidente regionale del Sindaco Medici Italiani (SMI), che punta il dito sulla “mala gestione” e i tagli alla sanità pubblica di questi ultimi anni, di cui “a pagare sono i cittadini”.

“Finalmente – afferma – in molti si stanno accorgendo dei madornali errori commessi nella gestione della Sanità, chiudendo molte strutture periferiche come il Punto di Primo Intervento (PPI) dell’ospedale di Cairo Montenotte. Se ne parlerà in consiglio comunale a Cairo, perché la riapertura del ppi h 12 era stata programmata per la fine di marzo, ma ciò non è accaduto. Quindi la popolazione della Valbormida vede negati i propri diritti di avere a disposizione un presidio sanitario importante”.

Parlando sempre di ospedali, Giusto sottolinea: “Avendo subito gravi tagli i vari reparti ed anche gli ambulatori, sempre nell’ottica del risparmio dissennato in sanità pubblica, si sta verificando che gli interventi chirurgici, anche quelli importanti per patologie gravi, vengono dilazionati e rinviati in modo assurdo. Ormai molti pazienti anche non abbienti o invalidi sono stati costretti per non aggravarsi, a farsi operare a pagamento. Tutto ciò è gravissimo e rappresenta la disfatta del servizio sanitario nazionale (SSN) che solo vent’anni fa funzionava in modo ottimale”.

Ma non solo, secondo il presidente di SMI ci sono anche altre problematiche come la chiusura degli ambulatori dei codici bianchi sul territorio. “Inoltre – evidenzia – dopo che con norme dissennate, i politici hanno costretto i medici di famiglia a diventare dei burocrati, ho dovuto sentir dire anche da persone che ritenevo intelligenti, come un attuale ministro che non cito per carità di patria, che i medici di famiglia non servono a niente e dovrebbero essere aboliti come categoria!”.

“Ulteriore chicca, come una ciliegina sulla torta, i medici della continuità assistenziale, ovvero guardia medica, sono stati sottoposti ad un aggravio di lavoro insopportabile con un progetto sip che alla luce di una quota retributiva oraria di 5 euro, ex dgr 875 / 2003, obbliga tali colleghi a numerose altre mansioni anche burocratiche indebite per il lavoro che svolgono. Siamo ormai fuori da ogni logica” conclude Giusto.

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