Ordine del giorno

“Riaprire palestre e piscine”, in Liguria votata all’unanimità la proposta di Fratelli d’Italia

Sansa e suoi consiglieri: "Operazione demagogica, sbagliato andare contro il Governo", ma poi votano a favore

palestra generica

Liguria. Dopo una lunga discussione in aula, alla fine è stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale della Liguria un ordine del giorno proposto da Fratelli d’Italia che impegna la giunta Toti ad “attivarsi presso il Governo centrale affinché venga presa in considerazione la possibilità di prevedere nelle zone gialle la riapertura di palestre, piscine e di tutti gli impianti sportivi, con la ripresa di tutte le attività, lezioni ed allenamenti, individuali e di contatto, naturalmente nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza”. A favore del documento, quindi, anche le formazioni politiche che fanno parte dell’esecutivo di Mario Draghi.

“Questa lunga e forzata chiusura, che perdura dal 24 ottobre scorso, ha avuto pesanti ricadute economiche su centri sportivi e società sportive mettendo in ginocchio tutte queste attività che ruotano attorno al mondo del fitness e delle palestre, peraltro già penalizzate dalle restrizioni imposte dal primo lockdown della primavera scorsa – si legge nelle premesse dell’ordine del giorno -. Queste attività, pur non avendo avuto adeguati e sufficienti aiuti da parte dello Stato, hanno provveduto ad adottare tutte le misure di prevenzione e riduzione del rischio di contagio, sostenendo spese non indifferenti”.

“Queste attività sono chiuse dallo scorso 24 ottobre: sei mesi che le hanno messe in ginocchio dato che non hanno avuto adeguati e sufficienti aiuti da parte dello Stato”, sottolineano i consiglieri di Fdi Veronica Russo, Stefano Balleari e Sauro Manucci  “Siamo soddisfatti che tutto il consiglio abbia votato a favore della nostra proposta: ci auguriamo che ciò sia un segnale per il Governo affinché riapra questi luoghi in cui viene svolta anche un’attività di prevenzione per malattie croniche e cardiovascolari e di terapia e riabilitazione per altre determinate patologie” concludono.

Il dibattito, però, è stato tutt’altro che pacato. Dai banchi della Lega sono arrivate accuse al coprifuoco e riferimenti agli “assembramenti del 25 aprile” a Bologna. “Sostenere un’apertura incondizionata contro quello che dice il Governo può mettere a repentaglio la vita delle persone”, ha osservato invece Ferruccio Sansa. Ma poi il consigliere Roberto Centi, della stessa lista, ha annunciato il voto a favore pur rimarcando che “questa operazione ha una larghissima parte demagogica e non servirà a nulla perché il Governo non ci ascolterà. Ma non possiamo votare contro una proposta di buonsenso”.

“Dobbiamo anche dire che non si può aprire e chiudere come se fosse un interruttore – ha osservato il capogruppo Pd Luca Garibaldi -. Il quadro epidemiologico non scende perché circola il virus e si vaccinano troppo poco le persone fragili. Mettere in contrapposizione le categorie economiche con la scuola e i servizi sociali è da sciacalli ed è politicamente inaccettabile in un momento in cui si chiede a tutti di fare un ulteriore sforzo”. Anche Fabio Tosi del Movimento 5 Stelle ha annunciato il voto a favore “per come si è rapportato all’aula il consigliere Balleari e per come è scritto questo documento, e anche perché noi non siamo folli che vogliamo tenere attività chiuse, altrimenti saremmo dei pazzi”.

“È stato un dibattito surreale – ha aggiunto il capogruppo di Fdi Stefano Balleari, che aveva illustrato la proposta -. Vediamo tutti i giorni decine e decine di ordini del giorno e non dovremmo presentare questo perché il governo nazionale non ci sta ad ascoltare? Io spero invece di sì”, ha concluso.

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