Mobilitazione

Recovery Plan, a Savona la protesta di associazioni e comitati: “Rinnovabili e sociale in coda alle priorità”

I forum aderenti al percorso di convergenza per la “Società della Cura” davanti alla Prefettura

Savona. Nel giorno del Recovery Plan associazioni, comitati, reti sociali, i forum aderenti al percorso di convergenza per la “Società della Cura” hanno manifestato a Savona in piazza Saffi, davanti alla Prefettura, per chiedere un cambio di rotta sulle priorità di investimento previste dal Governo, una protesta che arriva anche a Roma in piazza Montecitorio.

Salute e sanità pubblica, ambiente e riconversione ecologica, lavoro e solidarietà sociale: queste le direttrici richieste sul piano relativo alle risorse europee per la ripartenza post Covid.

“Abbiamo consegnato al Prefetto il nostro documento – afferma Roberto Melone, uno dei rappresentati del forum -. Nel piano mancano alcuni punti che riteniamo essenziali, penso al discorso energetico, quasi nessun accenno alle fonti rinnovabili – con riferimento anche alle polemiche sul progetto della nuova centrale a turbogas di Tirreno Power a Vado Ligure -. E poi i servizi idrici, l’acqua come risorsa pubblica, si parla sempre di privatizzazioni in barba all’esito del referendum popolare, questo per noi è inaccettabile. Infine la questione delle ingiustizie sociali, che con la pandemia si sono pericolosamente allargate, nessuna azione forte e concreta” conclude Melone.

Il messaggio dei manifestanti è chiaro: “Chiediamo un piano diverso, nei contenuti e nelle sue applicazioni sulla nostra società. Mettere al centro le persone, la loro cura, l’ambiente in cui viviamo quotidianamente, invece si pone in primo piano solo l’ambito economico e finanziario, ancora una volta… Quello che vogliamo è un cambiamento di parametri, criteri e paradigmi di intervento, altrimenti non risolveremo nulla rispetto alla grave crisi pandemica”.

“Anche sul fronte del lavoro, il tutto dovrebbe essere ripensato tenendo conto delle necessità sanitarie che abbiamo. Mancano consultori, visite specialistiche e gli interventi medici sono realizzati con gravi ritardi. È qui che bisogna intervenire e investire risorse per risolvere anche la questione socio-economica comp0lessiva” concludono.

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