Infrastrutture

Recovery, l’assessore Giampedrone: “Raddoppio ferroviario e varianti Aurelia certezze per il futuro del savonese”

Il punto sul piano delle grandi opere in Liguria e in provincia

Liguria. Recovery Plan e infrastrutture per la Liguria e il savonese: “Raddoppio ferroviario e le varianti sull’Aurelia rappresentano certezze per il futuro del savonese, senza contare Genova e il progetto della Diga Foranea che sarà la più grande opera marittima italiana”.

Lo ha detto oggi pomeriggio l’assessore regionale alle infrastrutture Giacomo Giampedrone nel corso di una visita nel ponente ligure. Oltre al progetto del raddoppio ferroviario, già inserito nel programma del Mit tra le opere strategiche, per la provincia restano nell’elenco l’Aurelia Bis a Savona, con riferimento anche al tratto del levante savonese, così come il nuovo casello di Bossarino a Vado Ligure (funzionale al portualità), senza contare in tema di ferrovie il potenziamento del tracciato Savona-Torino.

Per Genova, nonostante i dubbi iniziali sui costi, la Diga Foranea resta in cima alle priorità: oltre alle risorse del Recovery sono previste garanzie ministeriali per fondi aggiuntivi.

“Stiamo portando avanti un grosso lavoro sul piano infrastrutturale, un tema in continua costruzione: è chiaro che servirà sbloccare gli intoppi burocratici ancora presenti per le grandi opere, come ribadito dallo stesso Governo e dal presidente Draghi” aggiunge l’assessore.

“Mi auguro che sul fronte normativo possano arrivare a breve risposte e soluzioni concrete nell’ottica di una semplificazione delle procedure, anche perché con il quadro attuale resta complicato attuare una azione concreta”.

“E’ fondamentale prima mettere mano ad una nuova governance sulle infrastrutture e sul piano in corso, mantenendo sempre forte il dialogo e l’interazione con i singoli territori e le amministrazioni locali. Come Regione stiamo operando in questa direzione”.

Quanto al ruolo dei commissari: “Certamente nomine importanti che possono dare maggiore slancio, tuttavia dovranno essere in condizione di operare veramente: in passato abbiamo visto casi di opere commissariate senza strumenti e risorse a disposizione, questo non deve più succedere” precisa Giampedrone.

“Ora le risorse ci sono, bisogna incanalarle nelle giuste direzioni nell’ambito di una forte progettualità, ribadendo che lo stesso modello Genova visto con il nuovo ponte San Giorgio può rappresentare un faro e una linea guida rispetto alla realizzazione delle grandi opere che i liguri e i savonesi attendono da decenni” conclude.

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