Portuali savonesi "tagliati" fuori da armatori e terminalisti: stato di agitazione - IVG.it
Protesta

Portuali savonesi “tagliati” fuori da armatori e terminalisti: stato di agitazione

Il Consiglio direttivo del Culp sul piede di guerra

compagnia unica lavoratori portuali: culp rebagliati

Savona. “Contestiamo il comportamento di alcuni armatori/terminalisti che, nonostante i guadagni durante la pandemia e i soldi pubblici stanziati per gli ammortizzatori sociali nel porto, hanno utilizzato altri soggetti, talvolta neanche autorizzati, per lo svolgimento di operazioni portuali”.

La denuncia arriva dal Consiglio dei delegati Culp “Pippo Rebagliati”.

“Nello specifico facciamo riferimento alla pratica di autoproduzione su traghetti Ro-Ro e navi containers, alla movimentazione di containers tra i due terminal di Vado Ligure e alla presenza di banchine per traffico passeggeri al di fuori delle aree portuali savonesi. Nonostante i costi di gestione siano aumentati nel tempo le tariffe applicate dalla Culp non sono state adeguate per evitare la concorrenza creata dalle gestioni del porto e dal conseguente utilizzo, da parte dei terminal, di soggetti che operano principalmente al di fuori dei confini portuali e con costi ben diversi”.

“Tutto ciò ci costringe a ragionare sulla sicurezza e sulla sostenibilità di una situazione che rischia di gravare sul costo del lavoro portuale e sui fondi pubblici. In virtù degli sforzi fatti auspichiamo l’immediato blocco delle austerità da parte dei terminalisti e l’intervento dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale perché vengano risolte le situazioni nebbiose di conflitto”.

E ancora: “Allo stesso modo, chiediamo vengano attuate le leggi in materia di ringiovanimento della pianta organica. Sebbene il comm. 15 bis dell’84/94 ne preveda la possibilità, ancora non è stato avviato lo svecchiamento della forza lavoro rendendo impossibile la stabilizzazione dei giovani, lo sviluppo della Compagnia e il mantenimento dei livelli produttivi a cui abbiamo abituato il porto”.

“Infine visti i miliardi di euro stanziati dall’Europa chiediamo gli interventi governativi necessari per la proroga e il rifinanziamento del fondo Covid-19, ad ora dimezzato, e del fondo per l’amianto. Infatti, notiamo molti progetti infrastrutturali di sviluppo conseguenti al Recovery Found ma non il naturale protrarsi di quegli strumenti necessari per superare la crisi pandemica e risarcire le famiglie di quei Portuali, vittime della fibrosi da amianto, che oggi noi Camalli piangiamo” conclude il Culp savonese.

In relazione alle criticità sollevate è stato dichiarato lo stato di agitazione, con i lavoratori pronti ad attivare le forme di rivendicazione sociale necessarie tra cui lo sciopero dei portuali della Compagnia Unica Savonese.

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