Partiti da Torino, arrivati a Savona: missione compiuta per i camminatori sull'AltraVia - IVG.it
Trekking

Partiti da Torino, arrivati a Savona: missione compiuta per i camminatori sull’AltraVia

Le ultime due tappe hanno condotto i partecipanti all'esperienza da Millesimo al mar Ligure, con la collaborazione di OSA

Savona. Nove tappe, 206 chilometri, 4.078 metri di dislivello positivo, attraverso due regioni, quattro province, quarantotto comuni. Per un totale di circa sessanta ore di cammino.

Sono i numeri di AltraVia, il trekking da Torino a Savona ideato da Gianni Amerio e Dario Corradino. Il nome nasce da una scommessa. Poteva esistere un altro modo di raggiungere il mar Ligure da un territorio di pianura come quello torinese? Non un modo per forza migliore, ma diverso, altro.

Il turismo lento, sia esso praticato a piedi o sulle due ruote, solitamente privilegia località alpine, oppure percorsi attraverso territori poco popolati. Si potevano trovare strade e sentieri fruibili e interessanti, che conducessero a scoprire aspetti e volti nuovi, inaspettati e sorprendenti, di un territorio all’apparenza conosciuto, per andare da Torino a Savona? Da qui la scommessa.

Tracciare un’altra via, che unisse, percorrendoli lentamente, territori eterogenei: città e paesi famosi con borghi sconosciuti, aree con coltivazioni da cui si ricavano eccellenze mondiali con boschi impervi, sconosciuti persino agli abitanti del luogo.

Il cammino è stato portato a termine con successo, con arrivo a Savona. Le ultime due tappe, da Millesimo e Cascina Miera e da Cascina Miera alla città della Torretta sono state tracciate con la collaborazione di Outdoor Sport Activity e con grande entusiasmo da parte degli ideatori del percorso.

“Il sistema più rapido sarebbe stato quello di seguire, più o meno pedissequamente, il tracciato autostradale della A6 – spiegano i promotori dell’iniziativa -. Invece, almeno fino a Ceva, ma anche dopo, si è optato per una scelta completamente diversa. Allungando di due tappe il percorso ipoteticamente più breve, si è tracciato un itinerario assolutamente inedito, privo sostanzialmente di tratti in pianura, che attraversa la collina di Torino, il Monferrato, il Roero, le Langhe, per affrontare poi in tre tappe finali le Alpi Liguri, che alla fine divengono Appennino”.

“Il non dover seguire un percorso prestabilito – proseguono – ha permesso di creare tappe sostanzialmente omogenee in termini di percorrenza, con posti tappa situati in paesi interessanti, ricercando, ove possibile, strade bianche o sentieri, molto sovente ombreggiati. Ne è nata AltraVia. Sicuramente un’altra via nel panorama dei cammini e degli itinerari italiani, ma altra cosa rispetto alla maggior parte di essi. Siamo transitati attraverso città come Torino, Alba, Savona, borghi storici come San Damiano d’Asti e Millesimo, territori patrimoni dell’Unesco come il Monferrato e le Langhe, eppure per molti tratti è sembrato di entrare in un’altra dimensione, fatta di luoghi e di tempi remoti, inghiottiti da un paesaggio e da una natura capace di sorprendere, perfino se siamo originari o frequentatori di queste terre”.

“Abbiamo percorso boschi apparentemente impenetrabili – raccontano ancora i camminatori -, rischiando di essere inghiottiti da sabbie mobili, abbiamo calpestato il fondo di un’antico oceano, veleggiando su ampi crinali dove il nostro sguardo non ha avuto confine, scoprendo una giungla in città, foreste a pochi chilometri dal mare, testimonianze preistoriche. Abbiamo attraversato terre dove rimangono testimonianze dell’opera e delle gesta di santi, poeti, letterati, generali, re e regine. Abbiamo scoperto castelli con le loro storie, famose basiliche, santuari ricchi di fede, chiese medioevali dagli esoterici significati, palazzi storici, strutture megalitiche”.

“In questo viaggio fuori dagli schemi abbiamo scoperto il Piemonte come terra di colline, non di monti o di pianura. Un Piemonte dove ci siamo potuti fermare a cercare conchiglie nella sabbia, dopo essere partiti attraversando un boschetto di palme. Abbiamo scoperto la Liguria come territorio di montagna, perché il mare è solo un confine, attraversando torrenti dal sapore alpino e in certi periodi dell’anno si può essere bloccati da una nevicata. Ogni tappa è stata profondamente diversa dalla precedente, ricca di sorprese e scoperte, passando dalle Alpi agli Appennini, attraversando un antico mare per giungere al mare” concludono.

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