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L'angolo dei curiosi

Le parole intraducibili di aprile

"L'Angolo dei Curiosi" è la rubrica per chi è desideroso di vedere, ascoltare, conoscere: ogni giovedì con Giulia Grenno

Angolo curiosi 22 aprile 2021

Cari curiosi,
la primavera mi ricorda l’esistenza di tante, meravigliose, parole che esprimono concetti che non possono essere tradotti con una sola parola in altre lingue.

Ecco quelle che ho raccolto per voi:

Gluggaveður (islandese): “tempo da finestra”, indica quelle giornate invernali bellissime, in cui fa troppo freddo per uscire.

Fernweh (tedesco): letteralmente “nostalgia dell’altrove”, quel desiderio nostalgico di essere in qualche altro posto lontano.

Nunchi (coreano): la capacità di ascoltare e interpretare le emozioni altrui attraverso tutte le capacità che abbiamo a disposizione.

Jugaad (hindi): saper trovare soluzioni non convenzionali, improvvisando con le proprie conoscenze e gli strumenti disponibili.

Kalsarikännit (finlandese): dedicarsi alle proprie attività preferite in piena comodità, sul divano, in pigiama o vestiti confortevoli, sorseggiando una bevanda alcolica.

Hanyauku (Rukwangali, Namibia): camminare in punta di piedi sulla sabbia calda.

Won (coreano): la difficoltà di una persona nel rinunciare a un’illusione per guardare in faccia la realtà.

Toska (russo): diverse sfumature di irrequietezza, dall’angoscia più profonda al desiderio di qualcosa che non si sa cosa sia.

Poronkusema (finlandese): la distanza che una renna può percorrere con tranquillità prima di riposarsi.

Se invece facciamo un viaggio nel tempo, ecco delle meravigliose parole in greco antico:

χαρμολύπη: lutto gioioso, ovvero quando si hanno sentimenti contrastanti riguardo qualcuno o qualcosa.

μεράκι: grande passione, dedizione, ovvero quando si mette tutta l’anima nel fare qualcosa.

ευτυχία: la più grande forma di felicità.

Le mie preferite sono: Hanyauku e μεράκι

… e le vostre?

“L’Angolo dei Curiosi” è la rubrica di IVG a cura di Giulia Grenno per chi è desideroso di vedere, ascoltare, conoscere, ritrovarsi o dissentire. A Giulia piacciono il profumo dei libri, il rumore della puntina che tocca il vinile, il buio in sala quando sta per iniziare un film, l’odore delle cartolerie, il ticchettio della macchina da scrivere, i ritratti in bianco e nero, le prospettive diverse, fermarsi col naso all’insù.
Se ti piace almeno una di queste cose, prenditi una pausa insieme a noi
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