L'ambasciata d'Israele in Italia dona all'Asl2 due dispositivi intelligenti per la sanificazione delle mani - IVG.it
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L’ambasciata d’Israele in Italia dona all’Asl2 due dispositivi intelligenti per la sanificazione delle mani fotogallery

Prioli: “Siamo particolarmente orgogliosi di questo gesto, siamo la prima Asl italiana a ricevere questo device"

Savona. La delegazione italiana dell’ambasciata israeliana ha donato ad Asl2 due dispositivi intelligenti per la sanificazione delle mani.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha costantemente sottolineato sin dall’inizio della pandemia da coronavirus come un’azione apparentemente tanto banale come lavarsi le mani sia, se correttamente eseguita, la misura preventiva più efficace contro la diffusione del contagio. È per queste ragioni che l’Ambasciata d’Israele in Italia, a testimonianza dell’amicizia tra Italia e Israele e del comune impegno nella lotta alla pandemia, ha voluto far dono di due dispositivi intelligenti per il lavaggio delle mani prodotti dalla start-up israeliana Soapy Care all’Asl2 della Regione Liguria. I due apparecchi saranno collocati presso il San Paolo di Savona e il Santa Corona di Pietra Ligure. Un gesto a testimonianza dell’amicizia tra Italia e Israele e un simbolo del comune impegno dei due paesi nella lotta alla pandemia.

Presenti una delegazione dell’Ambasciata, i dirigenti dell’Asl 2 e le autorità politiche regionali, provinciali e locali. Ai saluti introduttivi del direttore generale dell’Asl2 Marco Damonte Prioli e dell’Ambasciatore d’Israele in Italia, Dror Eydar, hanno fatto seguito gli interventi del consigliere regionale Angelo Vaccarezza, del presidente della commissione sanità e sicurezza sociale della Regione Liguria Brunello Brunetto, del Questore di Savona Giannina Roatta, del presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri, del sindaco di Savona Ilaria Caprioglio, del presidente dell’Associazione Italia-Israele Cristina Franco, e del Co-Fondatore di Soapy Europe Srl, Federico Raveglia. Presenti anche il Capo di Gabinetto della Prefettura di Savona Martina Anatriello, il Questore di Savona Giannina Roatta. Nel corso della cerimonia, inoltre, è intervenuto in collegamento da Israele il Capo della task-force del piano vaccinale anti-Covid per il Maccabi Healthcare Services, Dott. Arnon Shahar.

Il dispositivo donato, “Soapy”, è un lavandino intelligente connesso all’Internet of Things (IoT) e potenziato dall’intelligenza artificiale che assicura correttezza, efficienza ed ecosostenibilità del lavaggio delle mani. Specificamente calibrato per erogare il quantitativo ottimale di acqua e detergente, l’azienda sottolinea, il dispositivo garantisce un risparmio di acqua fino al 95%, di reagenti fino al 60% e di elettricità fino al 95%. L’AI di Soapy, inoltre, è in grado di monitorare se il livello di accuratezza dei lavaggi è stato adeguato e questi ultimi dati possono essere elaborati per successive analisi sanitarie.

“Israele ha riaperto, il vaccino funziona. Un risultato, questo, replicabile anche qui, nella meravigliosa Italia che può, deve e merita di uscire dalla pandemia”, ha affermato l’Ambasciatore Eydar dopo aver illustrato i positivi risultati della campagna vaccinale israeliana. “Israele sta collaborando con l’Italia in molti settori, incluso quello sanitario. Abbiamo recentemente proposto al governo italiano una partnership nella terza fase dello sviluppo del vaccino israeliano. Ci siamo offerti di partecipare a esperimenti per sviluppare un farmaco anti-Covid a base di anticorpi sviluppati presso l’Istituto Biologico di Ness Ziona, con cui l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze intrattiene già da tempo una fruttuosa collaborazione. Ci siamo altresì offerti di condividere con l’Italia i nostri ultimi studi sull’efficacia del vaccino anti-Covid. Infine, abbiamo chiesto di avviare il programma ‘Passaporto verde’ per consentire ai cittadini vaccinati di muoversi tra i due Paesi. I turisti israeliani sarebbero ben felici di poter venire in Italia, con evidente beneficio per l’economia del Bel Paese”.

“Siamo particolarmente orgogliosi di questo gesto – dice il direttore di Asl2 Marco Damonte Prioli – perchè siamo la prima Asl italiana a ricevere questo device. Sono già state installate e sono funzionanti e ci permetteranno di migliorare la battaglia contro il Coronavirus anche grazie all’aiuto di una nazione che sta riuscendo a combattere il Covid. I nostri ringraziamenti all’Ambasciatore Eydar, che rappresenta oggi il popolo di Israele, un Paese che, forte di risultati eccellenti sul fronte vaccinazioni nel proprio territorio, ha deciso di estendere il suo impegno nella lotta contro il Coronavirus alla comunità internazionale e, in particolare, al nostro territorio”, ha affermato. “L’ASL 2 è sinceramente grata per la donazione di queste apparecchiature innovative, simbolo di amicizia, vicinanza e sostegno nella lotta al coronavirus. Già installate e pienamente operative, contribuiranno a incrementare la sicurezza di operatori e pazienti. Inoltre, siamo la prima azienda sanitaria in Italia a ricevere questo dono e questo ci inorgoglisce particolarmente”.

“Ringraziamo l’ambasciatore in Italia – conclude Prioli – che oggi già forte dei risultati contro il Covid nel territorio di espandere l’aiuto alla comunità internazionale”.

Dopo i ringraziamenti alle autorità da parte dell’ambasciatore di Israele in Italia Dror Eydar aggiunge: “Soap I care, struttura per mantenere l’ambiente libero da virus per quanto riguarda le mani che toccano tante cose. Questo è particolarmente importante nell’era del Covid”.

E entra nel merito della campagna vaccinale svolta in Israele: “E’ stato vaccinato più della metà della popolazione con la seconda dose di vaccino, circa il 90% di persone con età superiore a 50 anni. Il paese ha riaperto e siamo tornati alle attività di cui abbiamo dimenticato che aspetto avessero”.

“Il vaccino funziona – continua – è qualcosa che può essere realizzato anche nella meravigliosa Italia che può e deve uscire dalla pandemia non solo in ambito ospedaliero ma Israele collabora in molti ambiti. Abbiamo recentemente proposto una partnership al governo nella terza fase del vaccino israeliano e di sviluppare insieme un farmaco con l’ospedale Carregi di Firenze”.

“A San Remo nel 1920 in presenza delle potenze alleate che avevano vinto la seconda guerra mondiale e Francesco Nitti. Per la prima volta della distruzione del tempo del 70 d.C. il mondo ha riconosciuto al popolo ebraico i diritti nella propria terra e di stabilire un focolare nazionale dopo un esilio di circa due millenni. Questo evento di portata storica si svolse in Liguria”.

La Provincia di Savona, nel febbraio 2020, aveva avuto l’onore e il privilegio di ospitare a Palazzo Nervi l’ambasciatore Dror Eydar per il convegno “100 anni di Israele in Liguria”, un evento organizzato dalla Provincia di Savona in collaborazione con l’Associazione Italia Israele Savona. La collaborazione fra il territorio Ligure e Israele è da sempre molto forte e ogni incontro è il segno tangibile di questo importante rapporto di fratellanza e condivisione e amicizia fra i popoli.

Il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri dichiara: “Si è trattato di un’occasione molto importante per il nostro territorio, frutto di un lavoro di sinergia Istituzionale che rinsalda ancora di più l’unità tra le nostre nazioni e le nostre comunità, con un grande ringraziamento a quella Israeliana per questi doni molto importanti in questo momento di emergenza.”

Sulla solidità della cooperazione Italia-Israele tanto a livello nazionale quanto a livello regionale si è soffermato poi il consigliere regionale Vaccarezza: “È una giornata importante, questa; ringrazio di cuore l’ambasciatore Dror Eydar per essere qui e per il suo gesto di grande generosità e altissima sensibilità. L’evento di oggi rappresenta un ulteriore rafforzamento dei rapporti non solo fra Italia e Israele, ma anche fra Liguria e Israele. Si allinea inoltre al lavoro svolto in quest’ultimo anno insieme all’Associazione Italia Israele di Savona e finalizzato a portare avanti l’impegno assunto nei confronti del popolo ebraico. Un impegno, questo, che non può rimanere solo celebrativo con la memoria degli orrori del XX secolo, ma deve essere operativo e tangibile nel XXI secolo nei confronti dell’ unica vera democrazia del Medio Oriente: lo Stato di Israel. Centouno anni fa è stata scritta una pagina che ha scritto la storia del mondo. Regione Liguria è la prima istituzione che ha recepito la definizione di antisemitismo e ha preso su Ezbollah una posizione coraggiosa e per prima che spero venga seguita presto da altri. Ci dovremmo ricordare gli errori nel secolo scorso in questo”.

Similmente, la presidente dell’Associazione Italia Israele di Savona, nel ringraziare l’Ambasciatore, ha parlato di “un gesto di solidarietà che ulteriormente salda quel legame storico fra la Liguria e lo Stato di Israele, nato oltre un secolo fa a Sanremo”. “Siamo particolarmente riconoscenti del fatto che, accogliendo subito la nostra proposta, questo prezioso dono dell’Ambasciata sia stato destinato alle strutture sanitarie della provincia di Savona a beneficio della salute dei nostri concittadini”, ha concluso.

“Io fino a qualche mese fa lavoravo come medico – aggiunge il consigliere Brunetto – in questo ospedale e le faccio le congratulazioni per come Israele si sta muovendo sul piano internazionale. Ringrazio per l’offerta generosa fatta all’Asl con un’impronta tecnica molto appropriata”.

“Esiste una fratellanza vera e profonda tra i nostri popoli e oggi viene concretizzata. Tutte le prove si possono superare. E’ un orgoglio accoglierla sul nostro territorio a dare testimonianza concreta”.

“Grazie da parte di tutti i cittadini – aggiunge il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio – un dono che è all’insegna della sostenibilità ambientale e la salute delle persone. E’ centrato l’obiettivo della fratellanza e partnership”.

Federico Raveglia, cofondatore di Soapy Europe, ha commentato: “Soapy è una macchina rivoluzionaria che consente di lavarsi le mani secondo le indicazioni suggerite dall’OMS e uno strumento perfetto per i luoghi che hanno necessità di mantenere standard igienici elevati, quali ospedali e case di cura. Ringraziamo l’ambasciata Israeliana che ha scelto per l’Ospedale San Paolo di Savona la nostra tecnologia, già sperimentata con successo nello Sheba Tel HaShomer Hospital del distretto di Tel Aviv. Siamo certi che il sistema di Soapy, che consente di monitorare quantità e qualità dei lavaggi, elaborare e gestire i dati statistici, aiuterà tutto il personale sanitario nel combattere la diffusione di patologie e infezioni”.

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