La community "dentro" i social: come i lettori di IVG sono diventati parte del giornale - IVG.it
Evoluzione

La community “dentro” i social: come i lettori di IVG sono diventati parte del giornale

Una piattaforma in cui scambiarsi opinioni, commentarli, contribuire ad arricchirli e aiutare i propri concittadini

Riuscite ad immaginare un mondo senza social network? O meglio, riuscite a ricordarlo? Pensate di trascorrere una settimana senza utilizzare Whatsapp, Facebook, Instagram, Twitter, Telegram, solo per citarne alcuni.  Alla fine vi sentirete spaesati, fuori dal vostro giro di amici e, storpiando il gergo giornalistico, “mai sul pezzo”. I social network hanno cambiato la nostra vita e lo stesso è successo anche al giornalismo.

Con l’avvento dei social, ognuno è diventato “reporter di se stesso” e delle sue storie attraverso foto, video e testi che in pochi minuti possono diventare virali e/o essere fonte preziosa di notizia. Pagine, gruppi, profili di personaggi pubblici, enti o persone comuni, davanti al giornalista si è aperta una finestra gigantesca, dove pescare storie, reperire dettagli, scoprire con maggiore velocità l’accadimento di un fatto. Ovviamente, è bene sottolinearlo, non è mai sparita la vecchia “cassetta degli attrezzi”, così come è rimasta salda la deontologia, ma si è semplicemente arricchita e sviluppata.

Il primo cambiamento, però, è avvenuto con internet. È tra la fine degli anni ’90 e la prima decade degli anni 2000 che in Italia inizia a diffondersi l’utilizzo del web e prendono forma i primi siti delle testate nazionali. Solo successivamente nascono i primi social: nel 2004 viene alla luce in America Facebook (ma nello Stivale inizierà ad essere utilizzato solo dal 2008) e l’anno successivo YouTube. In questo contesto, il primo aprile 2006, prende vita anche Il Vostro Giornale, diventato poi il quotidiano online più letto della provincia di Savona.

Al suo debutto sul web, quindi, IVG.it poteva contare solo sui lettori che decidevano di aprire il sito per leggere le notizie del territorio. Successivamente, il 13 dicembre 2009 (circa un mese e mezzo dopo l’apertura del primo ufficio del social di Zuckerberg in Italia), il quotidiano sbarca su Facebook. Si apre così una nuova era e inizia a prendere forma quella che oggi è diventata una vera e propria community targata Ivg.it, formata da più di 110mila followers.

Per i lettori diventano due i canali in cui poter reperire le informazioni, strettamente connessi tra di loro, con la pagina Facebook che diviene nel tempo una preziosa vetrina del quotidiano in cui non solo apprendere i fatti del territorio, ma anche scambiarsi opinioni, commentarli, contribuire ad arricchirli e, a volte, anche aiutare i propri concittadini rispondendo ad appelli, raccolte fondi, illustrando problematiche, postando foto e video .

Nel mondo di IVG.it, i lettori e i follower da pubblico sono diventati, quindi, parte integrante del giornale grazie alle segnalazioni in tempo reale di gravi episodi, alla denuncia di altri o al racconto di storie meritevoli. Allo stesso tempo il quotidiano ha cercato di offrire un servizio di informazione a 360° rispondendo alle richieste di aiuto e cercando di chiarire quei dubbi che, anche attraverso i social, molti utenti hanno rimarcato.

Pensando alla storia recente, ne è un esempio la possibilità offerta ai lettori di IVG.it di inviare domande e richieste di chiarimento riguardo le regole e le restrizioni imposte durante la pandemia da Covid-19. Ricordate la confusione quando il Governo ha deciso di dividere l’Italia in fasce colorate (gialle, arancioni e rosse)? In quel momento il nostro quotidiano online, grazie anche alla collaborazione delle polizia locale e delle forze dell’ordine, ha cercato di fugare ogni dubbio.

In questo scenario, si è quindi creato un “social nei social”, una community che ogni giorno si scambia informazioni e contribuisce a valorizzare le notizie arricchendole di dettagli, rendendole più veloci e sempre più parte del territorio. E tutto grazie a strumenti come Whatsapp e Facebook. Se ci pensate, la traduzione in italiano di social network è proprio “rete sociale”.

A contribuire a questo processo anche la possibilità di interagire con i propri lettori attraverso dirette social, il semplice e accattivante linguaggio delle stories di Instagram e Facebook e la possibilità, offerta da Whatsapp e Telegram, di rimanere sempre connesso e aggiornato sui fatti più importanti del territorio iscrivendosi gratuitamente al servizio. Senza dimenticare anche il profilo Twitter.

E se i social hanno dato vita anche al fenomeno degli haters, il loro valore comunitario ha permesso al mondo non solo di essere sempre connesso, ma anche di dare vita ad una società che ogni giorno si mette alla prova e ha come fondamento la libertà di parola e di opinione. Non a caso, il nome della nostra testata è Il Vostro Giornale.

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