La storia

Insegnante soffre di trombosi, ma si vaccina con AstraZeneca: “Ho deciso di fidarmi della scienza”

"Ho contattato l'ematologo che mi segue da anni e mi ha consigliato di farlo perché la trombosi è una delle cause più comuni del decesso per Covid-19"

Savona. Paura e preoccupazione non sono mancate, soprattutto dopo il blocco preventivo del vaccino Astrazeneca e le ultime notizie del caso del San Martino, ma Claudia (nome di fantasia per rispettare la privacy), un’insegnate savonese 40enne, ha deciso di non rinunciare alla sue dose nonostante soffra di una patologia genetica ereditaria che riguarda la coagulazione del sangue e che causa una predisposizione alla trombosi.

“Il mio primo appuntamento per la vaccinazione era il 17 marzo, esattamente due giorni dopo il blocco imposto da Aifa per l’AstraZeneca – racconta -. Leggendo le notizie dei casi che si erano verificati e considerando la decisione dell’Italia di sospendere preventivamente il siero inglese, ero impaurita, avevo la preoccupazione che avendo già io una predisposizione, il vaccino mi potesse creare questa grave e rara trombosi cerebrale. Così ho deciso di contattare l’ematologo che mi segue da anni per capire come comportarmi”.

“Lo specialista – sottolinea – mi ha rassicurata evidenziando che il vaccino risulta molto utile per le persone che soffrono di questa patologia e che non era necessario seguire alcuna profilassi. Mi ha spiegato, infatti, che una delle cause più comuni del decesso per Covid-19 è proprio la trombosi e non solo la polmonite come in molti pensano”.

Claudia ha quindi atteso il nuovo appuntamento per l’iniezione e si è vaccinata lo scorso 29 marzo. A parte stanchezza e spossatezza, non ha riscontrato altri sintomi nei giorni successivi alla prima dose di AstraZeneca quella che viene definita la “più forte”.

“Capisco la preoccupazione di molti, soprattutto di chi soffre di patologie come la mia, si ha la paura di rientrare in quella bassissima percentuale di persone che in seguito al vaccino sono decedute a causa di trombosi. Ma il mio consiglio è di contattare gli specialisti per farsi consigliare e soprattutto avere fiducia in loro. Per ora il vaccino è l’unica soluzione per uscire da questa pandemia e sicuramente non bisogna informarsi solo tramite internet o con il fai da te” conclude.

Intanto è programmata per oggi pomeriggio una riunione tra l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e il ministero della Salute in merito ad eventuali ulteriori indicazioni sull’utilizzo di AstraZeneca e giovedì l’Ema, che a marzo aveva confermato la sicurezza del farmaco inglese, si pronuncerà nuovamente sull’eventuale correlazione tra il vaccino ed i rarissimi eventi trombotici segnalati in vari Paesi.

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