“Giornata mondiale delle vittime dell'amianto”: la situazione in Liguria - IVG.it

Lettera al direttore

Lettera

“Giornata mondiale delle vittime dell’amianto”: la situazione in Liguria

L'analisi del portavoce della Federazione dei Verdi savonesi Gabriello Castellazzi

tetto amianto cairo

Al 31 dicembre 2020, l’ultimo censimento relativo alle vittime dell’amianto in Italia ha fatto registrare un picco drammatico di 7000 decessi in un solo anno, mentre nel passato la media era di circa 3000 per anno (dati ONA- Osservatorio Nazionale Amianto), ed il picco della mortalità si avrà solo tra il 2025 e il 2030.

Questa situazione tragica si è creata perchè gli esposti all’amianto, con patologie correlate, sono risultati molto più fragili se colpiti da Covid 19. Gli ultimi dati ONA , per l’Italia, riferiscono del perdurare di una presenza di 58 milioni di mq. di coperture e di 40 milioni di tonellate di materiali contenenti amianto.
In vent’anni, dall’entrata in vigore della legge 257/1992, è stato bonificato solo il 2% dell’amianto presente sul territorio nazionale.

L’amianto è presente in 2400 scuole e in 300.000 Km. di tubature della rete idrica. Sempre l’ ONA lancia un appello al Presidente Draghi perchè il problema oggi non risulta tra le priorità del “Recovery Fund” e si chiede con urgenza di estendere il bonus 110% anche per agevolare la rimozione dell’amianto dagli edifici privati.

La crisi pandemica aggrava in modo esponenziale le patologie respiratorie “asbesto-correlate” (asbestosi, placche pleuriche, ecc.). Il “problema amianto” è quindi sempre all’ordine del giorno anche in Liguria e il 30 settembre scorso è scaduto il termine per il censimento obbligatorio dell’amianto friabile (coperture di edifici, coibentazioni, tubazioni, flange e guarnizioni, ecc.). La Regione Liguria ha emanato un apposito bando per il finanziamento di interventi di bonifica in edifici pubblici contaminati.

Le domande, da parte degli Enti Pubblici, dovevano pervenire entro lo scorso 10 febbraio e siamo in attesa di conoscere quanti Comuni savonesi hanno chiesto i preziosi contributi.
Ricapitoliamo brevemente il “problema amianto”: In Italia dal 1945 al 1992 (quando l’eternit è stato messo al bando ed è vietata l’estrazione del minerale incriminato) sono state prodotte 3.748.550 ton. di amianto grezzo e importate altre 1.900.885 ton., tutte utilizzate in 3000 diverse applicazioni per una quantità complessiva di circa 34 milioni di tonnellate.Una quantità enorme, pur sapendo dal 1981 che le fibre di amianto sono mortali (venne vinta in quell’anno una causa intentata da 80 operai contro la fabbrica Eternit).

Secondo i dati “ONA” dal 1992 sono stati bonificati soltanto 500.000 tonnellate di materiali che lo contenevano (eternit, ecc.). L’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato che nel 2019 ci sono stati nel mondo 107.000 decessi per patologie asbesto-correlate.

Per il Ministero della Salute “le malattie da asbesto rappresentano un’emergenza nazionale”
e la Liguria è la quinta regione italiana per questo genere di malattie. In provincia di Savona dal 2013 al 2017 si erano registrate 63 vittime e in provincia di Genova nello stesso periodo altre 392 (dati INAIL)
Nel mondo sono circa 125 milioni i lavoratori esposti all’amianto. L’ Italia è uno dei paesi più colpiti da malattie dovute alla micidiale fibra.

I Verdi rinnovano l’appello per interventi più incisivi, attività di formazione, informazione e monitoraggio . E’ necessario prolungare e rendere duraturo il sistema degli incentivi per la sostituzione dell’ eternit con fotovoltaico. Uno strumento risultato molto efficace e che ha portato in Italia alla bonifica di 100 mila mq. di coperture per oltre 11 MWp di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici installati e connessi alla rete nazionale, conseguendo un triplice risultato: rimuovere dall’ambiente il pericoloso minerale, produrre energia pulita e creare lavoro.

Il Portavoce della Federazione dei Verdi della provincia di Savona | Gabriello Castellazzi

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