Proposta

Erosione della costa, Azione: “La Regione investa risorse proprie nella tutela del litorale”

"E' necessario aggiornare la legge regionale relativa a questa materia"

Nuova mareggiata ad Alassio

Liguria. “Il Comune di Alassio sta effettuando il ripascimento strutturale per la protezione dell’abitato grazie a finanziamenti una-tantum provenienti direttamente dal Dipartimento di Protezione Civile a seguito della mareggiata del 2018. Risorse economiche che sono arrivate anche ad altri Comuni costieri della Liguria. Ma poi, quando quei soldi saranno finiti, chi provvederà ad alimentare le spiagge liguri soggette ad erosione e a proteggere gli abitati costieri?”

A dirlo il gruppo Liguria Ambiente In Azione e dal coordinamento regionale ligure di Azione, il partito fondato da Carlo Calenda. “Aggiornare la legge regionale in materia di Difesa della Costa e degli Arenili”, è questa la proposta del gruppo. “Una legge regionale che ha compiuto 22 anni e che dimostra tutta la sua inadeguatezza a rendere efficace il tema della tutela della costa dall’erosione, soprattutto in un momento in cui i cambiamenti climatici stanno costituendo un grave problema per la difesa di molti centri abitati costieri”.

“E’ assolutamente necessario – aggiunge Alessandro Scarpati, referente del gruppo Liguria Ambiente In Azione – che su questo tema vi sia una Regione forte, che pianifichi, programmi e progetti gli interventi di difesa della costa dall’erosione, e li attui attraverso risorse regionali che devono essere importanti e continuative al fine di realizzare opere che sono fondamentali per la nostra regione e per il turismo ligure. E sgravare in tal modo i sindaci liguri dei comuni costieri dalle pesanti responsabilità che incombono sui loro mandati”.

“Prima della Legge Regionale 13/1999 era lo Stato che si occupava della difesa della costa e dei centri abitati – spiegano -. Nel 1998 il decreto legislativo 112 trasferiva funzioni e compiti amministrativi in materia di difesa della costa e di ripascimento degli arenili dallo Stato alle Regioni: tradotto significa che a difendere gli abitati costieri dall’erosione del mare non sarà più lo Stato, ma le Regioni, con risorse proprie”.

“La Liguria è forse l’unica regione d’Italia dove le competenze per la realizzazione delle opere per la difesa della costa, complice una legge regionale del 1999, è interamente attribuita ai sindaci che si occupano dell’attuazione degli interventi, mantenendo sulla Regione solo la promozione ed il coordinamento degli interventi, la loro approvazione ed il monitoraggio. Quindi enormi responsabilità per i Comuni a fronte di scarsità di risorse regionali destinate a questo scopo, ad eccezione dei fondi che arrivano direttamente dalla Protezione Civile per mettere mano ai danni delle mareggiate degli ultimi anni. Ma i Comuni costieri sono stati in grado in questi 22 anni di finanziare interventi così onerosi e di seguirne la progettazione e l’attuazione? Parrebbe di no, considerato il caso di Camogli, che è solo l’ultimo di una lunga serie”.

“Pochi anni prima infatti, nel 2014, un altro crollo della costa rocciosa lungo via Capolungo, nel tratto tra Genova Nervi e Bogliasco, aveva reso inagibili degli edifici: cinque famiglie furono costrette ad abbandonare casa, e ad oggi, a sette anni distanza, ne è rientrata solo una. Tre milioni di euro è il costo dell’intervento di messa in sicurezza della falesia lungo via Capolungo, che dovrebbe sobbarcarsi interamente il Comune di Genova”.

“Ben diversa è la situazione della vicina Regione Toscana – concludono – , dove una recente normativa attribuisce all’ente regionale le competenze sulla progettazione e realizzazione delle opere di difesa delle coste e degli abitati costieri. La stessa Regione finanzia quegli interventi con fondi di bilancio significativi”.

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