Scuola

Covid, isolamento dei docenti per contatto solo se non servono in cattedra?

La denuncia arriva da un'insegnante dell'Istituto comprensivo di Carcare

docente scuola covid

Carcare. Covid: l’isolamento degli insegnanti per un contatto in classe è obbligatorio, a meno che non servano in cattedra? Sembrerebbe infatti, come denuncia una docente dell’Istituto comprensivo di Carcare, Lisa Torielli, rappresentante sindacale Snals, che l’Asl 2 abbia disatteso il provvedimento di sottoporre il personale scolastico al tampone ad esempio proprio sotto Pasqua, scegliendo la via più immediata della quarantena. Però, a quanto pare, non è sempre così…

“C’è un film che, in terza media, propongo sempre ai miei allievi: ”Sacco e Vanzetti’, di Montaldo – così inizia il documento della professoressa carcarese – Insegna loro che cosa significa lottare e gridare il proprio coraggio. Gian Maria Volonté, nel ruolo di Vanzetti, in tribunale pronuncia un esemplare monologo in cui ringrazia il giudice Thayer per la sentenza di morte. Lo ringrazia perché, senza la sua iniqua conduzione del processo, lui e Sacco sarebbero stati ricordati come due onesti lavoratori, un pescivendolo e un operaio di calzaturificio, e niente più. Invece, con quella assurda condanna, sarebbero passati alla storia come martiri, vittime della discriminazione razziale e della giustizia ingiusta. Ora, non voglio mettere sullo stesso piano le due situazioni, non fraintendiamo: ho il senso della misura e distinguo il contesto storico; ma mi rivolgerei alla Dirigenza dell’Asl2 allo stesso modo. Se non ci fosse stato un vostro provvedimento datato 22 febbraio, in cui si disponeva che i docenti della Scuola Superiore di I e II grado in caso di positività di un allievo non sarebbero andati in isolamento obbligatorio, ma avrebbero effettuato un tampone a “tempo zero”, io a quest’ora sarei qui, rassegnata, a farmi un insulso isolamento. Poco importerebbe se sensato o meno: come tutti i miei allievi, sarei in quarantena per quindici giorni per essere stata, magari per meno di un’ora, in classe con un alunno rivelatosi poi positivo, in barba a tutte le disposizioni sanitarie messe in atto e regolarmente osservate nelle scuole, senz’altro nella nostra scuola. E alcuni malcapitati colleghi di periodi di prigionia totale ne hanno inanellati una bella serie, anche senza soluzione di continuità”.

E prosegue: “Questi arresti domiciliari, che si oppongono alla razionalità, in un momento in cui in altri contesti si sprecano i tamponi, sono diventati l’emblema della considerazione in cui sono tenuti i docenti in questo Paese. Ma quando servivamo in cattedra, o quando, in modo aleatorio, lo ritenevate opportuno, la procedura di non imporre l’isolamento e offrire il tampone l’avete attivata più volte, per permettere alle Istituzioni scolastiche di non dover sostituire i professori, salvo poi disattenderla clamorosamente, proprio a ridosso della vacanze pasquali, senza fornire motivazione, né informazione alcuna, motu proprio assoluto. A dir la verità non sempre, non in modo coerente: ci sono stati colleghi baciati dalla sorte che sono stati ritenuti degni di un tampone e, in caso di esito negativo, liberati. Non noi a Carcare, noi non abbiamo neanche avuto il conforto di una vostra risposta. Intendiamoci, non che io avessi prenotato alle Baleari, sono una fervente sostenitrice di camminate a Km0, o meglio, a chilometri percorsi con le proprie gambe… Ma disconoscere e denigrare l’impegno, e talora l’abnegazione, che da mesi il personale scolastico devolve per far quadrare l’inquadrabile e per accompagnare i nostri allievi in questa devastante esperienza, cercando di indirizzarli comunque verso un successo formativo, risulta offensivo verso la nostra professionalità”.

“Così – conclude- siamo finiti in isolamento, chiusi tra quattro mura a prescindere, senza poter riprendere fiato, sole, ossigeno per poter poi ricominciare, appena liberi-!- a spiegare, magari per sei ore al giorno, a classi di trenta ragazzi, magari con la FFP2. Usciremo dal nostro eremo impostoci giusto quando riprenderà l’attività didattica, giusto quando non potrete tenerci in quarantena senza chiudere le scuole, visto che manca il personale sufficiente per le sostituzioni: allora rientrerà in vigore il proclama del 22 febbraio!. Indignazione. Se non ne fossi stata travolta, forse non avrei avuto la forza per gridarla. Voi dell’ASL2 mi avete dato questa forza, proprio come il giudice Thayer, perché di fronte a un’ingiustizia tanto macroscopica e a tanta approssimazione non si può, non si deve far altro che alzare la testa e protestare, se ancora possediamo una dignità. E non pensate che tutto questo sia scritto perché volevo ritagliarmi, benché sarebbe più che legittimo, una “vacanza” dal mio ruolo professionale: durante l’isolamento tutti i giorni, compresi festivi, ci vediamo, con la nostra classe in quarantena, sulla piattaforma di Istituto; stiamo insieme per condividere, leggere, dialogare, giocare e vivere il difficile momento con questi adolescenti a rischio alienazione. Ne è valsa la pena, perché tutto questo ci ha unito: siamo riusciti a trasformare il problema in opportunità, come ci insegna Galileo”.

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