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Covid, i tecnici della prevenzione: “Passare dall’isolamento dal virus ad una consapevole e responsabile convivenza”

Nella "Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro"

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Provincia. Il 28 aprile si celebra la “Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro” promossa dall’Ilo, Organizzazione Internazionale del Lavoro. Lo scopo della giornata è la promozione di strategie per rafforzare i sistemi nazionali di sicurezza e salute sul lavoro.

“Dall’inizio della pandemia si sente ripetere in ogni dove l’aggettivo ‘impreparati’ – notano dall’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione di Genova, Imperia e Savona – Questo definisce la misura di quanto fosse lacunosa l’attenzione dedicata alla prevenzione, il cui senso è proprio quello di eludere il succedersi di eventi dannosi o anticiparne l’ipotesi che possano verificarsi e strutturarsi di conseguenza per fronteggiarli. La prevenzione ha il compito di tutelare la salute e la sicurezza delle persone. Tutto ciò racchiude e definisce la complicatezza del ruolo del tecnico della prevenzione. In momenti di assoluta normalità e tranquillità, la sensibilità nei confronti di determinati aspetti viene sopraffatta da un approccio carente nei confronti della prevenzione e della sicurezza”.

“Un lato positivo che emerge da questo stato pandemico è l’abbattimento di un muro culturale che da sempre latita nell’approccio alla prevenzione da parte di molte persone e che si ripercuote nell’ambiente di lavoro. Quanto vissuto da tutti noi, ha portato ad una maggiore e sincera volontà nell’utilizzo dei DPI e delle misure di prevenzione, che sono diventate ormai parte integrante della vita quotidiana di ognuno di noi – afferma Federico Petrilli, presidente della commissione tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro dell’Ordine – Il mondo intero trovandosi faccia a faccia con questo insidioso nemico, ha maturato la reale consapevolezza dell’efficacia della prevenzione trovando in essa l’unica arma di difesa. In un primo momento sotto forma di mascherine, gel igienizzanti e distanziamento sociale, ed ora con la vaccinazione. I tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, dall’inizio della pandemia, si sono adoperati offrendo l’indispensabile supporto tecnico scientifico alle aziende, facendo in modo che venissero applicati sicuri protocolli tali da limitare al massimo il rischio di contagio e la relativa diffusione del virus”.

“Non da meno è stato il contributo di tutti i professionisti appartenenti all’Albo dei Tecnici della prevenzione che prestano la propria opera in Igiene e Sanità Pubblica. A loro il compito di una comunicazione continua con i cittadini, assicurando il monitoraggio della diffusione ed il contestuale supporto umano al il paziente e al il soggetto in quarantena. Indispensabile il lavoro degli ispettori che hanno verificato il rispetto dell’applicazione nelle aziende, delle specifiche normative per la limitazione del contagio”.

“Mi auguro che le prossime riaperture trovino un percorso più stabile e duraturo, che tenga conto del concreto e reale effetto delle misure di prevenzione richieste, e dello sforzo del mondo del lavoro nel metterle in atto, senza che questo possa venire nuovamente penalizzato, non tanto per l’inefficacia delle misure ma per la mancata applicazione da parte di chi non le segue. Considerando che, l’obiettivo è la tutela della salute dei lavoratori, in questo particolare momento non possiamo ignorare il fatto che oggi, un lavoratore ‘a casa’ versi in uno stato di Salute ‘clinica’, ma non potrà mai versare in uno stato di salute psicofisica, così come definito dall’Oms. Reputo che sia ormai indispensabile il passaggio dall’isolamento dal virus, ad una consapevole e responsabile convivenza che si fondi sulle ormai note principali misure di prevenzione” conclude Petrilli.

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