Com'è cambiata la provincia di Savona dal 1984 al 2021: il volo nel tempo con Google Earth - IVG.it
Viaggio nel tempo

Com’è cambiata la provincia di Savona dal 1984 al 2021: il volo nel tempo con Google Earth

Dalle aree Piaggio di Villanova a Porto Vado: la nuova funzione Timelapse mostra i cambiamenti del pianeta

Savona. Com’è cambiata la provincia di Savona dal 1984 al 2021? Quanto è stato costruito nel corso di questo arco temporale? Quante “chiazze verdi” in meno e quante “chiazze grigie” in più possiamo contare rispetto al passato?

A svelarlo, grazie alla nuova funzione Timelapse, è Google Earth. Che attraverso un viaggio temporale lungo 37 anni ci aiuta a ripercorrere i cambiamenti del nostro territorio da una prospettiva privilegiata.

Scorrendo – anno dopo anno – le immagini riprese dal satellite, infatti, possiamo apprezzare (o disprezzare, a seconda dei punti di vista) la comparsa di edifici, strade ed opere. In quasi 40 anni il nostro pianeta è cambiato molto e la provincia di Savona non fa di certo eccezione.

IL NUOVO EDIFICIO PIAGGIO E L’AURELIA BIS A VILLANOVA D’ALBENGA

In questo viaggio nel tempo dal 1984 ai giorni nostri, osservando le immagini riprese dal satellite nei pressi di Villanova d’Albenga, per esempio, potremmo assistere alla nascita dell’edificio che oggi ospita i locali dell’azienda Piaggio Aerospace.

Lo prima chiazza grigia compare proprio quando la lancetta del tempo attraversa gli anni 2011-2012. Ed effettivamente la struttura è stata realizzata proprio alla fine del 2012, mentre il trasferimento delle attività e dei macchinari provenienti dall’ormai ex stabilimento di Finale Ligure avvenne solo nei primi mesi del 2014 con l’inaugurazione ufficiale datata 7 novembre 2014.

Le immagini del 1984 riprese dal satellite sopra a Villanova

Osservando con attenzione, però, c’è un’altra chiazza grigia (di notevole importanza) che fa la sua comparsa nella stessa area presa in esame proprio alla fine degli anni 80. Stiamo parlando della strada statale 717, meglio nota come Aurelia Bis. Nelle immagini “in volo”, la strada che collega Villanova d’Albenga ad Alassio prende forma con il trascorrere degli anni: basti pensare che tra progettazioni, lavori e ritardi l’ultimo tratto è stato inaugurato solo nel 2004.

LA PIATTAFORMA MAERSK A VADO LIGURE

La piattaforma Maersk nel porto di Vado Ligure è stata costruita dopo oltre dieci anni di scontri tra due fazioni: chi si opponeva per motivi ambientali e chi sosteneva tenacemente il progetto convinto che sarebbe stato un volano per l’economia e l’occupazione. E’ stata conclusa a fine 2019.

Già nel 2002 il Comune di Vado Ligure aveva approvato nel piano regolatore del porto la realizzazione di questa opera, l’approvazione del progetto è arrivata dal Consiglio comunale di Vado dopo un iter durato ben 6 anni: al 2008 risale il primo accordo di programma tra gli enti locali (al quale sono succeduti alcuni aggiornamenti e integrazioni nel corso degli anni).

Le tappe che hanno portato alla costruzione della nuova infrastruttura portuale sono evidenti nel video. Il primo cambiamento a partire dal 1984 a oggi si evidenzia nel 2012, anno nel quale sono partiti i lavori relativi al primo lotto e da allora fino al 2020 si può notare l’aggiunta di nuovi elementi. A ottobre 2015 è stato posato il primo cassone, che poi andrà a costituire il complessivo impianto galleggiante, per arrivare all’ultimo posizionato nel luglio 2019. E ora la struttura completa.

I PORTI DI LOANO E DI VARAZZE

A differenza di quello di Vado Ligure, sia i porti di Loano e Varazze sono turistici, in entrambi infatti si trovano ormeggiate barche di varie dimensioni, dai piccoli gozzi agli yatch di decine di metri di lunghezza, e non mancano i negozi e i ristoranti costituendo così quasi una “città nella città”.

Porto di Varazze

Il porto di Varazze prende forma nel 2004, con i primi due moli esterni, che proteggono il porto dalle correnti marine, e le imbarcazioni arrivano subito dopo, nel 2005. Nel giro di due anni il porto è interamente popolato.

Porto di Loano

A Loano i primi due moli sono stati costruiti nel 1988, ma in questo caso i tempi sono molto più dilatati, le prime barche ormeggiate sono arrivate solo nel 2008, aumentando costantemente nel tempo fino ad arrivare al 2012, anno nel quale avevano occupato la parte orientale del porto.

CEMENTIFICAZIONE

Tra i cambiamenti negli ultimi 40 anni non si può trascurare il processo di cementificazione. All’interno di questo processo ha avuto una valenza importante la costruzione di nuovi appartamenti che potessero essere impiegati a uso turistico, cioè esssere seconde case. In una regione come la Liguria, residenza estiva, e non solo, di molti lombardi o piemontesi, il fenomeno delle seconde case è rilevante. In particolare, Savona, come è riportato dall’osservatorio turistico di Regione Liguria nel rapporto del 2009, era la provincia con il numero maggiore di abitazioni per la villeggiatura estiva. Il grande boom, però, è precedente agli anni’80, risale agli anni ’50 e ’60, periodo escluso dalla nuova funzione di Google Earth e che, comunque, in una porzione di territorio limitato come la costa ligure, probabilmente sarebbe stato difficile vedere in modo evidente.

Val Bormida

Invece, se la cementificazione non si riesce a cogliere in riviera, il cambiamento nell’arco degli ultimi decenni si nota senza difficoltà in Val Bormida, dove il confronto tra l’immagine relativa ad 1984 e quella del 2020 evidenziano come molte aree che prima erano verdi sono diventate grigie.

INCENDI

Spotorno

Incendio a Spotorno nel 2006, sul versante sud del monte Mao

Tra il 9 e 10 settembre 2006, per due giorni consecutivi, le fiamme avevano bruciato il bosco compreso nell’area del territorio del comune di Spotorno in località Nuciara, Monte Mao e Bosco Risetta. L’incendio, di vaste proporzioni, aveva distrutto 500 ettari di terreno e causato una vittima di 53 anni rimasta intrappolata tra le fiamme insieme a un’altra persona.

L’autostrada era rimasta chiusa dalla sera del 9 al mattino del giorno dopo a causa dell’espansione delle fiamme che si avvicinavano sempre di più al cavalcavia e il fumo rendeva impossibile la visibilità. Erano state evacuate un centinaio di persone, il fuoco aveva raggiunto una casa di riposo, alcune villette e alcuni condomini. Erano intervenuti due canadair e due elicotteri, i vigili del fuoco, la polizia, i vigili urbani, la forestale.

Con gli anni la vegetazione in parte è ricresciuta ma non è, ancora oggi, tornata rigogliosa come prima. Nel 2014 l’area interessata era stata messa in vendita al prezzo di 7,5 milioni di euro.

Vado Ligure

Incendio sulle alture di Vado Ligure nel 2011

Sulle alture di Vado Ligure, la sera della vigilia di Natale del 2011 era divampato un incendio che aveva bruciato 400 ettari di bosco. Le fiamme, distribuite in molti focolai, avevano minacciato le abitazioni e avevano costretto i residenti delle frazioni a scendere verso la Valle di Vado per scampare al pericolo.

Le prime fiamme si erano sviluppate nel pomeriggio e, in seguito, aumentate esponenzialmente a causa delle raffiche di vento, circostanza che aveva reso complicato l’intervento dei canadair, necessari ad aiutare le squadre dei vigili del fuoco a terra considerando l’espansione del rogo boschivo.

Le fiamme, dopo l’azione di 4 canadair, vigili del fuoco e i volontari della protezione civile che incessantemente hanno lavorato per quasi tre giorni consecutivi, sono state spente nel pomeriggio del 27 dicembre. Gli investigatori, con le prime ipotesi, dopo aver trovato un raudo nei boschi coinvolti, avevano imputato la causa ai petardi.

Ceriale – Peagna

Incendio nei boschi di Peagna nel 2019

Tra il 2019 e il 2020 si nota una differenza evidente nell’entroterra di Ceriale, nei boschi della frazione di Peagna. Nel 2020 una porzione notevole della vegetazione che era presente nel 2019 non c’è più. Infatti, l’1 luglio 2019 un incendio ha distrutto una decina di ettari di terreno. Si era esteso facilmente a causa della zona impervia difficile da raggiungere in cui le fiamme hanno potuto divampare. Il rogo è stato spento dopo alcune ore, nella tarda serata, grazie all’azione di un canadair che ha coadiuvato le quattro squadre di vigili del fuoco a terra.

CAVE

Le cave a cielo aperto nel territorio della provincia di Savona sono una decina. Alcune di queste, come si può cogliere dalle immagini di Google Earth, sono state ampliate negli ultimi anni:
Cava Isola: si trova lungo la provinciale S14, che da Albenga porta a Colletta Castelbianco, vengono prodotte massi da scogliere e pietre per muratura; l’espansione è avvenuta sia per quanto riguarda il sito della cava, da dove si estrae la materia prima, che nell’impianto di produzione dei prodotti finiti.
Cava Torri: a Toirano, poco prima di entrare nel borgo, vicino al cimitero. Un’ulteriore richiesta di espansione era stata presentata nel dicembre 2020 ma il sindaco si era opposto fino ad arrivare a chiudere definitivamente il sito lo scorso marzo, dopo 60 anni di attività.

Ampliamento delle cave di Zuccarello (sopra) e di Toirano (sotto)

Invece Cava Beata Lobé (lungo la strada provinciale che da Albisola Superiore arriva a Ellera) dove si estrae anfibolite per la produzione di asfalti “drenanti” e Cava Trevo (vicino a Sant’Ermete, sotto al cavalcavia dell’autostrada all’altezza di Torre del Mare), costituita da rocce dolomitiche e quarziti con infiltrazioni scistose usate per produrre un’ampia gamma di prodotti finiti, dai blocchi per scogliera ai pietrischi e alle sabbie, risultano, dalle immagini, invariate negli ultimi 40 anni.

DISCARICHE DI VADO LIGURE

Le discariche di Vado Ligure, del Boscaccio e di Bossarino, si trovano rispettivamente tra Torre del Mare e la Cava Trevo e appena fuori Vado, lato monte, al di là dell’autostrada Genova – Ventimiglia. Da Google Earth si nota quando sono nate e state ampliate: la prima esisteva già nel 1984 ma con gli anni è stata più che raddoppiata, la seconda esiste dal 1989. La discarica di Bossarino, gestita da Green Up, smaltisce, come la discarica del Boscaccio, in mano a EcoSavona, rifiuti speciali non pericolosi con recupero di materiali e di energia elettrica da biogas.

Nascita ed espansione discariche di Vado Ligure

Per la discarica di Bossarino era stata fatta richiesta di ampliamento, per raggiungere una capacità di conferimento maggiore, nel 2009 sia verso est che verso ovest, ma l’incendio che aveva interessato il versante occidentale nel 2011 aveva indotto l’espansione nel versante orientale. Una successiva domanda è stata presentata nel 2016 sia per quanto riguardava la volumetria della discarica stessa che dell’impianto adiacente.

Per il Boscaccio l’autorizzazione all’ampliamento è stata consentita nel 2012. Oltre all’allargamento erano state previste il ripristino di uno dei versanti collinari e la realizzazione di un nuovo biodigestore. Grazie a questa concessione, l’attività di smaltimento dei rifiuti avrebbe potuto andare avanti altri dieci anni.

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