Chiusure Covid, a Savona la Fipe scende in piazza per chiedere di ripartire - IVG.it
13 aprile

Chiusure Covid, a Savona la Fipe scende in piazza per chiedere di ripartire

Tripodoro: "Le imprese sono in una palude e ogni giorno sprofondano sempre di più"

Piazza Sisto Savona Mattino Giorno Generica Comune Municipio

Savona. Il 13 aprile alle ore 10.30, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi ha organizzato una protesta in piazza Sisto a Savona. Sono stati convocati gli imprenditori del settore della ristorazione e dei pubblici esercizi in contemporanea con la manifestazione che si terrà a Roma, per chiedere, tutti insieme direttamente al governo ed alla politica in generale, un impegno preciso: una data della ripartenza e un piano per farlo in sicurezza.

“Il combinato di incertezza e mancanza di prospettive fa male quasi più delle chiusure – dice Pasquale Tripodoro Presidente della Fipe di Savona. La situazione è complessa, ma senza prospettive certe e credibili si finisce nel caos. Non si può continuare a lanciare la palla in avanti, perché le imprese non sono in un campo di gioco, ma in una palude, dove sprofondano ogni giorno di più, mentre gli indennizzi non bastano certamente a risollevarle. L’incertezza ha ormai un peso economico e psicologico insostenibile per decine di migliaia di imprese serie che hanno bisogno di programmare per tempo la loro attività”.”

Anche a Savona continuano le proteste contro le chiusure, lo scorso 22 febbraio si ricorda la manifestazione dei ristoratori e il 9 aprile il corteo degli ambulanti. A poco meno di 6 mesi dalla manifestazione #SiamoATerra che ha visto la partecipazione degli imprenditori savonesi, Fipe-Confcommercio, Federazione italiana dei Pubblici Esercizi, torna in piazza per dare coralmente volto e voce all’esasperazione di un settore in ginocchio.

“Vogliamo – dice Tripodoro – esprimere una forma di protesta ordinata e costruttiva, coerente con lo stile di una Federazione che ha sempre cercato un confronto con le istituzioni, rifuggendo populismi, polemiche e strumentalizzazioni e che oggi vuole dare un altro segnale forte”.

“Da mesi Fipe diffonde incessantemente la voce e i bisogni delle imprese del settore sui media, presso le istituzioni e sui territori – spiega il Presidente -. Sentiamo però la responsabilità di dare un segnale forte e pubblico davanti all’ultimo decreto del Governo che rinvia nuovamente la riapertura dei ristoranti e dei bar ad eventuali decisioni del Consiglio dei Ministri”.

“Possiamo riaprire ed assumerci l’impegno di farlo in sicurezza, nelle aree all’aperto, con il distanziamenti e rafforzamento dei protocolli. Chiediamo – conclude – anche agli amministratori locali di farsi portavoce delle nostre istanze presso le sedi competenti; la filiera della somministrazione degli alimenti e delle bevande riguarda tutto il comparto alimentare con migliaia di posti di lavoro diretti ed indiretti”.

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