Chi "c'era e c'è ancora" dopo 15 anni: i protagonisti raccontano come è cambiata la nostra provincia - IVG.it
Le interviste

Chi “c’era e c’è ancora” dopo 15 anni: i protagonisti raccontano come è cambiata la nostra provincia

Pasquale, Canavese e Bertino nel 2006 avevano in mano i "fili" di un settore, De Vincenzi, Melgrati e Balestra quelli di un Comune: 15 anni dopo sono ancora al timone

In 15 anni sono cambiate tante cose. E tante persone sono passate per la nostra provincia: politici o amministratori che hanno lasciato la loro impronta, nel bene o nel male, sulle nostre vite e sul nostro territorio. Qualcuno, però, è rimasto: persone che 15 anni fa ricoprivano un ruolo e che oggi, nel 2021, “sono ancora lì”. In qualche caso non se ne sono mai andati, in altri hanno fatto (come i “certi amori” di Venditti) “giri immensi” per poi ritornare a casa. Abbiamo chiesto loro come hanno visto cambiare la nostra provincia in questi 15 anni.

PASQUALE: “Favorire immigrazione per incrementare saldo demografico. IVG? Un anticipatore”

di Sandro Chiaramonti

Luciano Pasquale ha sempre guardato Savona da un osservatorio privilegiato. È lucido nei giudizi, per nulla conservatore, anzi sorprendente in alcune valutazioni, più di quanto potrebbero essere giovani con l’etichetta progressista. Com’è cambiata la realtà di questa città e di questa provincia dal 2006 ad oggi? “Alcuni punti di forza si sono ulteriormente rafforzati, come il Campus universitario, e la consapevolezza che bisogna portare innovazione, a cominciare dal turismo. La criticità principale, anzi la fragilità, problemi della pandemia a parte, è il saldo demografico”. Bisogna cioè favorire l’immigrazione? “È l’unica strada percorribile, accompagnata da una forte politica per la famiglia”.

Siamo qui per parlare dei 15 anni di IVG, quindi di informazione. “IVG è stato un grande innovatore, un anticipatore. La mia generazione è ancora legata alla carta stampata per abitudine ma anche perché, almeno in alcuni casi, intravede nel giornale cartaceo la sede dell’approfondimento, della verifica, della certezza della notizia”.

Concludendo, su che mezzi si basa lei ogni mattina per farsi l’opinione giusta su che cosa accade a Savona? “Avere più fonti è una vecchia ricetta, che però funziona sempre. Ma non occorre il compleanno per dire che IVG ha saputo coniugare il fatto di essere nativo digitale col fornire un numero molto elevato di notizie e, anche grazie all’ultimo assetto editoriale, sposare l’immediatezza dell’informazione con una credibilità sempre maggiore”.

BERTINO: “Potevamo fare di più, prevalso il personalismo. Ora facciamo squadra”

di Nicola Seppone

Tra chi resiste al proprio posto traguardando decenni e generazioni c’è senza dubbio Vincenzo Bertino, presidente di Confcommercio Savona ormai da quasi 26 anni. “Io sono per natura sempre positivo e quindi vedo il bicchiere pieno per tre quarti – racconta – ma devo dire che in questi ultimi 15 anni, se parliamo di economia, certamente siamo rimasti troppo fermi al palo. Sono stati fatti tanti sforzi da parte delle categorie e delle associazioni, e forse abbiamo fatto tutto il possibile, ma non siamo riusciti ad incidere più di tanto. Oggi si parla tanto di ripartenza, ma per farlo dobbiamo cambiare un po’ tutti“.

“È tempo di fare squadra, partendo dai Comuni e dai sindaci – avverte – Che a volte critichiamo ma che hanno responsabilità e grosse difficoltà da superare. Dobbiamo partire da lì, cercando di farci conoscere meglio e soprattutto vendendo bene il nostro prodotto. Purtroppo nel nostro territorio in questi 15 anni tutto questo non è avvenuto. Quando ci sono i rinnovi delle amministrazioni comunali, bisognerebbe anche che chi si propone avesse coscienza dell’incarico che intende ricoprire. Ci vuole più impegno, perché a volte è proprio la partenza che è sbagliata. Non si riesce a capire che bisogna fare dei sacrifici per tornare ad avere delle credenziali concrete. In questi 15 anni abbiamo pensato più ai personalismi che non a quello che invece tutti insieme potevamo offrire per avere risultati diversi per l’economia e anche per il cittadino. Non c’è ambizione in un posto così bello: sembra che a occuparsi di tutto debba essere sempre qualcun altro“.

“La gente non vuol più venire da noi perché fa troppe code. Nonostante tutto. però, molte aziende hanno resistito, pensiamo al movimento crocieristico. Non tutto è andato male: abbiamo cercato di fare cose buone, però se ne potevano fare molte di più e alcune non sono state fatte per inerzia anche di chi ha il coordinamento e la forza di farle fare. Il nostro settore è stato fermo, troppo e si può migliorare tantissimo. Si deve sorridere di più, l’accoglienza è la cosa più importante del mondo. Quando si fa un acquisto, si dice che al massimo il 70% è il prodotto, mentre il 30% è l’accoglienza, ossia come uno compra. Bisogna che cambiamo e per cambiare bisogna conoscere e per conoscere dobbiamo andare a scuola. Perché in altre Regioni la formazione è importante come la prima colazione? Nessuno è insostituibile e nessuno è indispensabile: ma bisogna anche che chi prende le cariche le onori. Prendere solo la carica solo per chissà che motivi credo che sia una cosa non da fare”.

“Concludo con i complimenti alla redazione di IVG.it. Avete fatto quasi un miracolo, riuscire a tenere l’informazione a un certo tenore penso non sia facile“.

BALESTRA: “La sfida è svilupparsi mantenendo lo spirito del paese di una volta”

di Mary Caridi

Tra chi è rimasto “al suo posto” per tutti questi anni c’è anche Pietro Balestra, sindaco di Villanova d’Albenga: esclusa una parentesi come vicesindaco (aveva raggiunto il limite di mandati, al suo posto era stato eletto Domenico Cassiano) ha sempre guidato il proprio Comune.

“Il territorio di Villanova d’Albenga era prettamente agricolo e caratterizzato dalla coltura delle violette in inverno e da frutteto e orto in estate – ricorda – C’era un mercato ortofrutticolo giornaliero d’estate dove le persone  portavano i loro prodotti. In inverno invece c’era il mercato dei fiori che si riverberava poi sul commercio, visto che in quegli anni sono nati almeno una ventina di magazzini che hanno iniziato ad esportare i loro prodotti in Nord Europa, Germania, Svezia e Russia. La traformazione è avvenuta a cavallo di questo periodo, andando verso un terziario avanzato con l’esempio più significativo che è la Piaggio. Come amministratori abbiamo valorizzato aree strappandole all’abbandono, consentendo quindi l’insediamento di aziende tecnologiche, questo anche nel mondo ortofrutticolo; l’economia si è quindi trasformata anche se questi cambiamenti hanno dovuto coesistere con lo spirito del ‘paese di una volta’. Il nostro impegno è quello di far crescere questa economia e il paese in un modo tale però che non si dimentichi le sue origini”.

“IVG all’inizio era una novità – prosegue – oggi nonostante siano passati tanti anni è una realtà consolidata, e sia i cittadini che noi amministratori lo seguiamo. Lo facciamo durante le allerta, ed è uno strumento prezioso, poi io stesso giornalmente lo sfoglio e condivido le notize sui social: effettivamente c’è un notevole accrescimento dell’informazione, informazione utile che val la pena di continuare a portare avanti”.

DE VINCENZI: “Una bella convivenza da pietresi, IVG stimolo e punto di riferimento continuo”

di Federico De Rossi

C’è chi invece dal 2006 ad oggi ha fatto il suo percorso per poi ritrovarsi, 15 anni dopo, “a casa”. Come l’attuale (e passato) sindaco di Pietra Ligure, Luigi De Vincenzi, ritornato a guidare il paese in cui ha sede IVG dopo l’esperienza in Regione Liguria.

“Siamo ‘nati’ quasi insieme, il sottoscritto al mio primo mandato come sindaco di Pietra Ligure nel 2004 e voi nel 2006 come nuovo giornale online – ricorda – una sfida e un modo diverso di comunicare che a quei tempi risultava di ‘nicchia’ ma che era sicuramente lungimirante. E che oggi si è rivelato decisamente vincente, cambiando letteralmente il modo di comunicare. Per dieci anni abbiamo ‘convissuto’ insieme, insieme siamo cresciuti e insieme abbiamo fatto un percorso che ha portato a tanti risultati”.

“In quei miei primi dieci anni da sindaco i lavori che si sono visti e susseguiti sul territorio comunale sono stati tanti e importanti, così come in questi due ultimi anni del mio terzo mandato amministrativo sono ripresi con nuovo vigore. Mi pare che sia sotto gli occhi di tutti che il paese è cresciuto come d’altro canto è cresciuto IVG, che si è trasformato da un giornale prettamente locale ad un network d’informazione di ampio respiro, a diffusione regionale e anche nazionale: lo posso dire per esperienza in quanto anche da consigliere regionale e vice presidente dell’Assemblea ligure, IVG è sempre stato un organo di informazione capillare, presente, professionale e fondamentale. Insomma è il segno di una crescita importante e continua e aggiungo meritata”.

“In questi 15 anni il nostro territorio è cambiato parecchio sotto tutti i punti di vista – aggiunge – taluni cambiamenti sono stati epocali e IVG li ha sempre raccontati e talvolta precorsi. Per le nostre amministrazioni comunali avere un giornale come IVG a Pietra Ligure è maggiormente un pungolo perché è giustamente sempre ‘sul pezzo’ e più attento rispetto ad altri su quello che possono essere gli avvenimenti e le carenze, stimolando a fare sempre meglio. Personalmente ho sempre avuto buoni rapporti con il giornale, anche quando sono state sottolineate criticità e non abbiamo la stessa visione delle cose: è accaduto più e più volte ma è sacrosanto, fa parte dei diversi ruoli ed è una garanzia di libertà per entrambi”.

“Certamente ora IVG rappresenta una memoria per il nostro territorio e una memoria squisitamente critica nel senso più positivo del termine – conclude De Vincenzi – su quello che abbiamo fatto in tutti questi anni e si conferma strumento di comunicazione e informazione fondamentale, sempre più ‘faro’ per noi amministratori pubblici. Un grande augurio a IVG per i suoi 15 anni e nella speranza di poter continuare a crescere insieme e a collaborare, ma soprattutto di continuare a confrontarci in modo fertile e costruttivo come abbiamo fino ad oggi”.

MELGRATI: “IVG coraggioso, simbolo di un mondo che cambia veloce anche per gli amministratori”

di Mary Caridi

Anche Marco Melgrati, come De Vincenzi, era sindaco nel 2006 ed è sindaco oggi: dopo una parentesi da consigliere regionale, è tornato a guidare la Città del Muretto. ”Quando siete ‘nati’ ricordo di aver pensato che eravate coraggiosi – spiega – Come tutti quelli della mia generazione, i cambiamenti, grandi o piccoli che siano, generano curiosità e IVG era sicuramente un grande cambiamento nel modo di fare comunicazione. Pensai che difficilmente potesse soppiantare l’acquisto del quotidiano. Poi è stato tutto velocissimo: social, web news… e voi eravate già lì e siete riusciti a prendere quest’onda formidabile. Bravi”.

Ma non è stato tutto velocissimo solo per la comunicazione: “Patto di stabilità, la cosiddetta ‘semplificazione’… amministrativamente è stato un susseguirsi di normative nel segno della trasparenza e dell’abbattimento delle barriere burocratiche che invece hanno complicato non poco l’iter di pratiche e progetti. Su tutto poi i minori trasferimenti. Penso a come Carlo Tomagnini riuscì ad organizzare l’Arena Carneval facendo arrivare il corpo di ballo del Carnevale di Rio, o la corsa degli schiacciasassi con i campioni del mondo. So che in quell’occasione per consentire ad Hunt di arrivare ad Alassio fu noleggiato un elicottero. Oggi tutto questo non è più possibile, per mancanza di fondi e per imposizioni di legge. Ma non ci siamo mai persi d’animo: oggi c’è più interazione con il privato. Credo già 15 anni fa di essere stato uno dei primi a percorrere la via della finanza di progetto senza la quale oggi non ci sarebbe il Grand Hotel, lo Stadio e senza la quale non potremmo pensare di avere a breve un nuovo teatro”.

E’ cambiato poi il turismo, la domanda turistica. Non ci sono più quelli che trascorrevano settimane nella nostra città. E’ un turismo mordi e fuggi. Non è un caso che ci si sia rivolti ad uno dei massimi esperti di marketing turistico per ridisegnare l’offerta turistica della città. Alassio merita tutto questo, merita di tornare ad essere la perla della Liguria e farò tutto quello che potrò fare perché questo obiettivo si realizzi”.

CANAVESE: “Crociere e piattaforma, cambiamenti che hanno dato una speranza nuova”

di Andrea Chiovelli

Nel 2006 a guidare il porto di Savona-Vado c’era Rino Canavese. Che entra in extremis in questa rassegna di protagonisti: dopo essere passato al settore privato, infatti, proprio a inizio marzo è stato designato come componente nel Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Tornando di fatto “a casa”. Anche se oggi il porto di Savona inteso come entità autonoma non esiste più, a rappresentarlo nell’ente genovese è proprio colui che ne ha tracciato lo sviluppo in quegli anni.

“Se penso al 2006, penso a un periodo in cui l’area delle Crociere non era terminata: stavamo costruendo il secondo accosto, e non c’era ancora la seconda stazione marittima (quella che oggi viene usata per i vaccini). E anche la piattaforma di Vado era ancora un disegno sulla carta, si stava iniziando a ragionare con i Comuni sulle intese per realizzare quell’opera con le giuste attenzioni per il territorio. Certamente rispetto alla fotografia di allora il cambiamento è notevole: la piattaforma è una realtà, e le crociere (al di là della pandemia) hanno dimostrato di essere un valore per la città. Si diceva che le crociere non avrebbero portato niente, oggi che non le abbiamo ci rendiamo conto che forse anche loro un contributo economico alla città lo danno”.

Crociere e piattaforma: due scelte indissolubilmente legate al nome di Canavese. Che le rivendica con orgoglio. “La grande novità è l’entrata in esercizio di Vado, già su buoni numeri pur in questo momento con le difficoltà legate al Covid. Soprattutto devo dire che su Vado si sono moltiplicate le opportunità: fino a pochi anni fa le aree del distretto vadese erano ormai dismesse ed era difficile immaginare un futuro, oggi invece c’è un risveglio forte dei privati i cui investimenti hanno raggiunto i 100 milioni di euro. Vado ha quasi del tutto recuperato l’occupazione che aveva prima della crisi del 2008, e stiamo vedendo effettivamente delle opportunità di crescita che forse neppure io mi potevo aspettare in quegli anni… è stata certamente una scommessa vincente, e credo anche senza aver stravolto tutta una serie di aspetti di tipo urbanistico o nella vita delle persone. Tutto sommato siamo in una situazione di buona convivenza tra le attività portuali e retroportuali e la città“.

Insomma, secondo Canavese “rispetto ai 15 anni passati qualche elemento di crescita si può riscontrare, e non credo possa essere solo una mia visione legata alla passione per il porto. Lo sviluppo è oggettivo. Sono stati 15 anni di gradi cambiamenti, e voi di IVG, che ne siete stati testimoni con la vostra presenza costante e continua, potete prenderne atto e mostrarli per quello che sono: cambiamenti che hanno permesso di dare una speranza nuova. Immaginate oggi quale sarebbe la situazione dell’area vadese senza piattaforma e con la centrale chiusa. Di lavoro da fare ne resta molto, ma c’è una consapevolezza di quella opportunità. Il rammarico è che con la riforma Savona abbia perso la sua autonomia: l’avvio della convivenza è stato difficile, ma oggi mi pare cresciuta la consapevolezza che siamo un sistema, e un sistema vince o perde tutto insieme”.

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