Ceriale: "Comune non richiede fondi europei. Isola felice?" - IVG.it

Lettera al direttore

Riflessione

Ceriale: “Comune non richiede fondi europei. Isola felice?”

"Accedendo a tali fondi si sarebbe potuto fare di più per il paese e contemporaneamente diminuire le tasse"

Il 3 febbraio è scaduto il bando “Abilità al plurale 2” per accedere ai fondi europei (POR FSE 2014-20 ASSE 2) per l’inserimento socio lavorativo di soggetti a rischio emarginazione, grazie al quale sono stati distribuiti, ai progetti più meritevoli, 15 milioni di euro.

In questo periodo di pandemia è logico aspettarsi un aumento dei soggetti a rischio emarginazione a causa della riduzione e/o perdita del reddito, leggendo gli atti si evince che Ceriale, anche in questo caso, non ha partecipato alla richiesta di tali fondi, né come capofila né in partenariato con altri Enti e/o associazioni. Tutti i dettagli sono consultabili qui: https://www.regione.liguria.it/component/publiccompetitions/publiccompetition/2019-avviso-fse-abilita-al-plurale-2.html

Evidentemente Ceriale è un’isola felice dove non esiste questo problema o non è tenuto adeguatamente in considerazione da questa maggioranza, oppure le tasse nel nostro Comune sono talmente alte al punto di poter fare a meno di questi fondi destinati alla lotta alla povertà? A chi giova non richiedere fondi per migliorare la qualità della vita dei cittadini ed in questo caso delle categorie più fragili? Di sicuro non giova ai cittadini. Accedendo a tali fondi si sarebbe potuto fare di più per il paese e contemporaneamente diminuire le tasse, che in questo particolare periodo sarebbe stata una boccata d’ossigeno per tutti.

Come ricorderete un episodio simile è già accaduto in occasione di altri fondi ed in particolare quelli della Protezione Civile Nazionale destinati ai comuni colpiti dalla mareggiata del 2018. Mentre i comuni costieri limitrofi ottennero fondi sopra i 2 miliardi di Euro ed alcuni addirittura quasi 4 miliardi di Euro, Ceriale si limitò a chiedere solo 85.000 Euro per il ripristino dei danni, ma nulla fu chiesto per finanziare lavori finalizzati all’aumento della resilienza del territorio cerialese.

Si sarebbe potuto realizzare, almeno in parte, la messa in sicurezza del rio San Rocco, che da anni quasi ad ogni allerta meteo esonda, oppure si sarebbe potuto creare un reef artificiale a protezione della parte di costa sprovvista di barriera e che avrebbe permesso alle nostre spiagge di allungarsi ed allo stesso tempo di creare un’attrazione per sportivi che praticano surf tutto l’anno, ponendo davvero le basi per destagionalizzare il turismo e dare spinta propulsiva al tessuto socio-economico cerialese portando a creare anche nuovi posti di lavoro.

Se davvero si vuole dare un futuro a Ceriale non bastano le parole, servono soldi, fatti concreti ed una pianificazione che vada ben oltre le necessarie e doverose opere di manutenzione del territorio.

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