Prospettive

Bombardier guarda al futuro, Fiom: “Recovery e mobilità ferroviaria occasioni per un nuovo piano industriale”

Incontro all'Unione Industriali con i vertici di Alstom su livelli occupazionali

Bombardier Vado

Vado Ligure. Si è svolto presso l’Unione Industriali di Savona l’incontro di aggiornamento sui carichi di lavoro dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure che dallo scorso 29 gennaio è stato acquistato, insieme a tutte le attività Bombardier Transportation a livello globale, da Alstom.

“Rispetto ai precedenti incontri non si registrano novità rilevanti. E’ confermata la partenza dell’attività di produzione delle casse per i treni ad alta velocità Zefiro 1000 destinati al mercato spagnolo a partire dalla fine del mese di giugno. Ad oggi c’è ancora un po’ di attività (anche se su numeri in diminuzione) legata alle locomotive DC3 la cui produzione è arrivata a 81 macchine sia per Mercitalia che per diversi clienti privati. Questi numeri confermano le buone performances della nuova Traxx e le sue potenzialità che ci auguriamo garantiranno a breve nuovi ordini a partire dalle 20 locomotive che compongono l’opzione per Mercitalia relativa alla gara del 2017, opzione che sarebbe importante venisse esercitata già nell’anno in corso” afferma la Fiom Cgil savonese.

“Altri carichi di lavoro sono generati da attività di service, di revisione e di grande manutenzione su cui c’è l’impegno ad acquisire ulteriori quote di mercato che sarebbero di fondamentale importanza per lo stabilimento”.

“Però, nonostante tale diversificazione delle attività, fattore positivo e sintomo della grande duttilità dello stabilimento e della straordinaria professionalità dei lavoratori, considerando gli ordini acquisiti nei prossimi tre anni il principale carico di lavoro riguarda la produzione per l’alta velocità, attività che terminerà indicativamente alla fine del 2022 e che si ridurrà sensibilmente già nei mesi precedenti, motivo per cui saranno comunque periodi in cui non sarà coperto il fabbisogno in termini di ore di lavoro per l’intera popolazione aziendale col rischio di dover nuovamente ricorrere agli ammortizzatori sociali”.

“E’ pertanto assolutamente necessario, come abbiamo già detto in occasione dell’incontro con l’AD di Alstom Italia ing. Viale e con il management di Alstom Italia dello scorso febbraio, avere il prima possibile occasioni di confronto in merito al piano industriale per il sito di Vado Ligure, anche alla luce degli importanti investimenti sul capitolo mobilità ed infrastrutture messi a disposizione dal recovery plan recentemente varato dal Governo ed inviato alla Commissione Europea” aggiunge il sindacato.

“Individuare una missione industriale chiara in grado di dare prospettive produttive ed occupazionali stabili per i prossimi anni rimane quindi il nostro obiettivo. Da troppi anni i lavoratori stiano vivendo una situazione di incertezza che questa operazione industriale deve assolutamente allontanare anche sfruttando le nuove potenzialità logistiche grazie alla vicinanza con la piattaforma APM Terminals. La costituzione del secondo gruppo nel settore produzione materiale rotabile al mondo e, a livello nazionale, di una realtà di straordinaria rilevanza per fatturato e per business deve necessariamente mettere le basi per costruire un futuro produttivo solido con il mantenimento degli attuali livelli occupazionali per lo stabilimento di Vado Ligure”.

“Proprio rispetto ai livelli occupazionali, in considerazione delle imminenti uscite per pensionamento di un significativo numero di lavoratori a seguito dello sblocco della vertenza per il riconoscimento dei benefici previdenziali per l’esposizione all’amianto per i lavoratori del settore materiale rotabile, abbiamo sottolineato come ci sia la necessità di confrontarci affinché le uscite di questi lavoratori non impattino in maniera negativa sull’organizzazione aziendale nonché per mettere in campo meccanismi di turn over necessari a garantire la produzione”.

“Si aprono quindi le condizioni perché finalmente si torni a parlare di nuovi ingressi nel sito di Vado, situazione impensabile solo fino a pochi mesi fa ed a cui siamo arrivati grazie soprattutto determinazione dimostrata dai lavoratori nel difendere uno storico presidio industriale ed occupazionale del nostro territorio” conclude la Fiom savonese.

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