Acque Pubbliche Savonesi ferma al palo: incognite operative sulla fusione delle società - IVG.it
Incertezze

Acque Pubbliche Savonesi ferma al palo: incognite operative sulla fusione delle società

Ancora ostacoli per la realizzazione di una sola società: l'accordo del 2019 prevedeva piano investimenti da 40 mln di euro

Depuratore

Provincia. L’affidamento in house per il servizio idrico integrato tra Provincia di Savona e la società Acque Pubbliche Savonesi risale all’aprile 2019, ma in questi due anni l’asset gestionale è rimasto ancora in stand by.

La società, i cui soci sono Consorzio di Savona, SCA e Servizi Ambientali, ha in gestione il servizio di acqua e depurazione da Varazze a Laigueglia, un primo passo che dovrà portare dal consorzio alla fusione in un’unica società per la gestione dell’Ato idrico. Secondo l’accordo si prevede un unico soggetto e un piano di investimenti e interventi sulla rete idrica, infrastrutture e acquedotti stimati intorno ai 40 milioni di euro.

Tuttavia si attende ancora una piena realizzazione del piano industriale, che prevedeva una serie di investimenti ed interventi su rete idrica, infrastrutture e acquedotti (40 mln di euro), un piano, assieme allo statuto, approvato dai Cda delle tre società e delle rispettive assemblee dei soci.

Proprio la nuova governance di acqua e depurazione è finita nel mirino di recente del Comitato Savonese Acqua Bene Comune, che ha chiesto una verifica su atti e documentazione relativi al nuovo consorzio nato in relazione ai nuovi Piani d’Ambito per il savonese.

Per l’Ato del ponente savonese situazione complessa per la Servizi Ambientali, alle prese con problemi interni e nei rapporti con alcuni comuni soci della partecipata: il riferimento è alla “battaglia” intrapresa dai Comuni della Val Maremola per vedere realizzate le opere di collegamento al depuratore consortile di Borghetto.

Ma non solo la vicenda della Servizi Ambientali, in sospeso anche il ricorso presentato da Ireti (costola di Iren) sull’affindamento del servizio idrico, sul quale si attende ancora un pronunciamento.

Il tutto con la proroga a livello nazionale che ha spostato l’operatività di un soggetto unico a livello provinciale per acqua e depurazione, con relativa bollettazione unica.

In questo quadro a dir poco complesso, se da un lato i passaggi amministrativi a livello di ente provinciale sono già stati compiuti, è chiaro che il piano operativo conseguente resta ancora alla finestra e sbrogliare la matassa non sarà semplice, considerando i diversi fattori in gioco.

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